E' bastata una nevicata per far saltare tutte le nostre certezze. Neve, tanta neve a dire la verità, soprattutto in Emilia, Lombardia e Toscana. Non siamo preparati a questi stravolgimenti dettati dalla natura, e questo è un dato di fatto, ma quello che ci consegna la 21esima giornata di Serie A è un qualcosa su cui riflettere. E allora riflettiamo insieme: o almeno proviamo a farlo...
LA TRISTE AMMISSIONE DI ZAMPARINI - Dobbiamo prima di tutto farci delle domande, come si faceva a scuola, porre i dati, studiare una risouzione del problema e poi fornire la tesi. Siamo figli di un calcio malato, che pone le sue radici in un sistema che bada al soldo e non al sodo. A comandare — come afferma tristemente Zamparini — sono le televisioni. "E' giusto che le pay-tv possano dire dove e quando si gioca — dice il numero uno del Palermo — d'altronde questo calcio lo mantengono loro con i soldi dei diritti televisivi".
AD AGOSTO NON SI PENSA A DICEMBRE - Vero, ma triste. Perchè giocare di sera un turno infrasettimanale nel periodo più freddo dell'anno (i Giorni della Merla) non è una grande idea, e non è necessario studiare il clima per saperlo. Il problema è avallare le decisioni della Lega Calcio ad agosto, quando cioè vengono stilati i calendari, e poi lamentarsi per il freddo e il ghiaccio a poche ore dall'inizio delle partite. Anche ad agosto, con le infradito e le camicie aperte sul petto si può arrivare a ipotizzare ghiaccio (e in qualche occasioni neve) il 31 gennaio a Parma, Bologna, Milano, Bergamo e Siena. Il guaio è che non sempre lo si vuole fare.
COMANDANO LE TELEVISIONI - E allora — appurato che a comandare sono le televisioni — proviamo a suggerire una soluzione che accontenti anche chi le partite le fa vedere e permette al sistema-calcio di restare in piedi. Tanto per cominciare si potrebbe pensare di giocare il pomeriggio e non più la sera: che senso ha far disputare tutte le partite ad agosto alle 15.00 e poi di colpo creare nei mesi invernali posticipi serali nelle città più "difficili"? E ancora, perchè i turni infrasettimanali non possono essere spostati in autunno o in primavera, invece che obbligare le squadre a giocare per forza in inverno?
STRUTTURE VECCHIE: LA JUVE COME ESEMPIO - E poi gli stadi: riprendendo discorsi già sentiti vale la pena comunque sottolinare che dei soldi incassati dalle tv le società hanno investito praticamente zero nei nuovi stadi. Solo la Juventus ha trovato il coraggio di impiegare denaro in una struttura propria e completamente nuova: e i benefici si sono visti fin da subito. Oltre all'atmosfera che si respira all'interno dello Juventus Stadium, sono indubbie le differenze di tenuta tra l'impianto di Torino e il Tardini di Parma che martedì scorso avrebbe dovuto ospitare la sfida tra i gialloblù padroni di casa e la Juventus: le condizioni climatiche erano le stesse, ma il sabato prima Juventus-Udinese si è giocata comunque. La realtà è che — oltre ai mille problemi in seno alla Lega — abbiamo anche disagi mostruosi a livello di strutture: gli stadi sono vecchi e in molti casi poco organizzati.
VUOI VEDERE CHE LA GERMANIA... - La soluzione potrebbe essere quella di accorciare il calendario. Come farlo? Riportando la Serie A a 18 squadre, o anche 16: si giocherebbe di meno, non ci sarebbero turni infrasettimanali e si potrebbe gestire meglio una pausa invernale di un mese come fanno in Germania. Noi che ci siamo innamorati dell'Inghilterra e del suo modo di vivere il calcio ogni giorno e senza pause, vuoi vedere che invece il modello da seguire è quello della Bundesliga? Forse sì, ma il problema di fondo è sempre lo stesso: i soldi. Con meno squadre anche gli introiti si ridurrebbero...
di Andrea TABACCO
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