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    Olanda, Francia e Russia: la svolta parte dalla panchina

    Francia, Russia e Olanda viaggiano a vele spiegate verso Brasile 2014. Dopo un Euro 2012 a tinte fosche tre delle squadre di maggior tradizione del calcio europeo hanno trovato nuova linfa in vista di Brasile 2014. Due partite del girone di qualificazione non saranno molte, ma la svolta c'è stata e, come vedremo, è partita dalla panchina.

    IL CAVALLO DI RITORNO - Zero punti, due gol incassati, cinque subiti: questo il desolante bottino dell'Olanda di Bert Van Marwijk ai campionati europei di Polonia/Ucraina 2012. Un fragoroso fallimento rispetto alla finale mondiale di Sudafrica 2012: il cambio alla guida tecnica è parso inevitabile, per quanto doloroso. La Federazione Olandese ha optato per uno dei santoni del calcio oranje, quel Louis Van Gaal capace di vincere tutto a livello di club (Ajax, Barcellona, AZ Alkmaar, Bayern Monaco) ma - alla prima esperienza con la guida della nazionale -  colpevole di aver mancato clamorosamente la qualificazione a Corea del Sud/Giappone 2002. L'allenatore di Amsterdam ha carattere da vendere e una lucida follia calcistica: lo ha dimostrando lasciando a casa intoccabili - fin lì - senatori del calibro di Van der Vaart, De Jong e un emergente quale Van der Wiel, pagato fior di quattrini dal milionario PSG. Ora l'ossatura dei tulipani è costituita da un nugolo di giovani calciatori che stanno facendo le fortune di Feyenoord (il centrocampista Jordy Clasie, i difensori Daryl Janmaat e Bruno Martins Indi) e PSV (il baby terzino sinistro Willems, l'erede di Van Bommel Kevin Strootman, l'attaccante Luciano Narsinghe il jolly offensivo Jeremain Lens). Robin Van Persie e Klaas-Jan Huntelaar si alternano nel ruolo d'implacabili cecchini. Il modulo è un offensivo 4-3-3, manco a dirlo. I tifosi dell'Arancia Meccanica avranno di che divertirsi; il nuovo corso della nazionale è iniziato sotto una buona stella.

    L'ITALIANO DD - Delle tre grandi deluse la Francia è quella che si è difesa meglio, agguantando i quarti di finale della manifestazione continentale. Un dato ingannevole, perché la Francia di Blanc non ha mai brillato; di calcio champagne nemmeno l'ombra, nonostante un sistema di gioco spavaldo con la presenza (spesso in contemporanea) degli assi Nasri, Ribery, Benzema e Menez nell'undici titolare. Dal calcio scriteriato di Blanc al pragmatismo "italiano" - dovuta alla lunga militanza di Didier Deschamps tra le fila della Juve, prima da giocatore poi da allenatore - il passo è stato breve. Le partite contro Finlandia e Bielorussia hanno mostrato una squadra a tratti cinica (nella sofferta trasferta nordica) a tratti spumeggiante (nel roboante 3-1 parigino contro la Bielorussia), capace di mettere d'accordo proprio tutti. E con un Diaby tornato a dominare il centrocampo con il suo strapotere fisico (e tecnico) è lecito sognare in grande.

    LA CORAZZATA DI DON FABIO - Venerdì primo Giugno 2012, amichevole pre-Europeo Italia-Russia: clamorosa debacle degli azzurri, sconfitti per 3-0 dai russi. Tutti ad elogiare il gioco della Russia e ad assegnarle i gradi di anti-Spagna per il successo finale. Come sappiamo, le cose andarono diversamente e la nazionale russa si ritrovò ben presto a piangere per una prematura eliminazione nel girone di qualificazione. Per instillare equilibrio e spirito vincente in una squadra bella ma indolente la Federazione - dopo una lunga telenovela estiva - ha scelto Fabio Capello, che si è visto negare la possibilità di guidare la sua Inghilterra a Euro 2012. Nelle prime due - vittoriose - uscite Don Fabio si è affidato al granitico blocco dello Zenit di San Pietroburgo di Luciano Spalletti ( la stella Dzagoev, l'astro nascente Viktor Fayzulin, il perno di centrocampo Shirokov, al bomber ritrovato Kerzhakov e ai senatori Anyukov, Bystrov e Denisov). Il potenziale è enorme, la guida esperta di Capello potrebbe liberarlo completamente. In quel caso sarebbero dolori per tutti.

    di Paolo PEGORARO

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