Dopo i tanti no dei giorni scorsi il Liverpool sembra aver finalmente trovato la sua nuova guida: Brendan Rodgers. Non è un periodo facile per i Reds e basta riassumere l'ultima settimana di trattative. Dalla cacciata di Dalglish sono arrivati ben cinque no in sette giorni: Martinez, Guardiola, Villas Boad, de Boer e van Gaal. Nomi di una certa importanza per una squadra che sembra ormai in caduta libera. Non è il caso di fare paragoni ma questa storia assomiglia, lontanamente, alla vicenda Inter dei tanti "no" prima dell'arrivo di Gasperini. A livello di numeri e risposte negative ci può anche stare ma il valore e la storia dei protagonisti non è certo comparabile.
BRENDAN RODGERS, DALL'INVITO DI MOURINHO AL MIRACOLO SWANSEA - Nonostante i 39 anni, il tecnico nordirlandese può vantare esperienze di livello e stagioni di successo in ogni categoria. Per renderci conto del potenziale di Brendan Rodgers possiamo affidarci al pensiero di José Mourinho, bravo nell'individuare nel giovane tecnico una interessante e concreta guida per le squadre giovanili e di riserva del suo Chelsea.
"Amo tutto di Rodgers. È ambizioso e al tempo stesso serio e posato. Ha un modo di vedere e intendere il calcio molto diverso dal mio e proprio questo mi affascina. È aperto a ogni cosa e punta tutto sulla comunicazione"
Queste le parole dello Special One che ha lavorato a stretto contatto con Rodgers per due stagioni. Arrivato ai Blues nel 2004, il nordirlandese si trasferì al Watford nel 2008 per poi fare ritorno al suo club iniziale, il Reading, per sostituire Steve Coppell. È proprio questo ritorno al passato a segnare il capitolo più complicato della sua crescita. Rodgers viene infatti allontanato dal club dopo un avvio abbastanza complicato già nel dicembre 2009. Questa rimarrà la sua prima e unica bocciatura. L'arrivo allo Swansea segnò infatti la maturazione completa del tecnico, coronata nel 2011 dalla promozione in Premier League. Un successo che per Brendan aprì ufficialmente le porte del grande calcio. Nella stessa estate infatti si interessarono a lui squadre di primo livello come il Newcastle. Giusta la decisione di restare allo Swansea e inseguire una difficile salvezza. L'inizio è spaventoso. Proprio il coraggioso pareggio contro il Liverpool all'undicesima giornata segnarono una sorta di svolta nelal stagione di Rodgers. Gennaio si rivela il mese decisivo con le vittorie contro l'Aston Villa 2-0 e contro l'Arsenal 3-2. Il 4-2-3-1 del nordirlandese comincia a ingranare e il sogno comincia a prendere forma.
GUARDIOLA? CAPELLO? BENITEZ? E SE LA SCELTA GIUSTA FOSSE BRENDAN...? - Rivedendo la seconda parte della stagione dello Swansea tornano in mente le parole di Mourinho. Forse anche in questa occasione lo Special One ha avuto ragione. Carattere duro e testardaggine senza eguali, Rodgers è rimasto fedele al suo modulo fino all'ultimo, anche nei momenti più difficili. Il tecnico si è sempre affidato alle sue colonne portanti, a cominciare dalla punta di diamante del suo modulo, Danny Graham. Resterà nella storia la vittoria per 1-0 proprio contro la sua futura squadra, il Liverpool. Proprio Graham segna il gol della vittoria contro i Reds, reduci, è giusto ricordarlo, dal trionfo per 4-1 sul Chelsea. È stata proprio questa partita forse a convincere gli stessi Reds a puntare su Rodgers. Forse a Liverpool non c'è bisogno di un leader fatto e formato. Interessante sarà vedere come Rodgers porterà il suo 4-2-3-1 al Liverpool. È vero, i tanti no prima della scelta di Rodgers fanno sembrare questo finale un ripiego ma non mi sembra giusto etichettare un talento puro come Rodgers "ultima scelta"...
Di Andrea PRETE (Twitter: @andrea_prete)
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