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    Villas Boas agli Spurs: una sfida che stuzzica

    Da erede di Josè Mourinho a clamoroso buco nell'acqua il passo è breve. Breve come la pazienza della critica pronta a etichettare il giovane tecnico lusitano come bollito dopo la disastrosa mezza stagione alla guida del futuro Chelsea campione d'Europa con il suo vice Di Matteo nonostante la precedente ottima stagione al Porto. Equilibrio e pazienza che, nel calcio, spesso mancano. Ma il talento di Villas Boas è fuori discussione, stiamo parlando di un allenatore preparatissimo dal punto di vista tattico a cui manca forse un pizzico di personalità per gestire un gruppo di campioni strapagati. Una caratteristica che André non è riuscito a 'rubare' a Mourinho.

    Corteggiato dall'Inter e dalla Roma, l'unica vera squadra a voler puntare veramente sul 34enne tecnico lusitano è stata il Tottenham. Orfani di Redknapp, gli Spurs hanno deciso di dare una seconda chance a Villas Boas pronto a raccogliere la sfida: vincere e stupire in Premier League, partendo sempre da Londra. Una sfida intrigante e affascinante che potrà portare avanti grazie anche a una squadra ricca di talento che però non andrà stravolta eccessivamente. E questo sarà il punto chiave su cui dovrà misurarsi il lusitano: il vero punto di partenza, lo spartiacque tra successo e fallimento.

    L'organico degli Spurs, infatti, si esalta con l'ormai inflazionatissimo 4-2-3-1 grazie a due ali devastanti come Bale e Lennon, a un trequartista come van der Vaart e una prima punta potente e capace di finalizzare la gran mole di gioco. Un meccanismo oliato e testato negli anni, che Villas Boas non dovrà stravolgere per sposare il 'suo' inossidabile 4-3-3. Un errore pagato a caro prezzo al Chelesa, un eccesso di sicurezza che non l'ha salvato dalla ghigliottina di Abramovich.

    Il lusitano dovrà vincere una partita con se stesso: fossilizzarsi sullo stesso sistema di gioco è un limite che un allenatore giovane e innovativo come AVB non può più permettersi. Imparare dai propri errori è sinonimo di crescita e maturità. Il portoghese dovrà calarsi con il giusto mix di umiltà, discrezione e carisma nella nuova realtà londinese per non fallire miseramente come al Bridge. Il Tottenham, infatti, rappresenta forse l'ultima vera occasione per Villas Boas per dimostrare di appartenere a quel gruppo di allenatori vincenti: trionfare e divertire con gli Spurs, inoltre, allontanerebbe definitivamente il fantasma di Mourinho e quel pesante, e a tratti fastidioso, soprannome di Special Two.

    di Alessandro BRUNETTI (Twitter @AleBrunetti6)

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