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Villas-Boas, da Special Two a Dead man walking

Faceva un po' tenerezza ieri sera al San Paolo. Il suo atteggiamento composto, il look curato nei minimi dettagli e i modi pacati stridevano palesemente non soltanto con la grinta sprigionata da un altro vice di successo come Nicolò Frustalupi, ma con l'atmosfera meravigliosamente infernale che regnava a Napoli. Dove diavolo è finito l'allenatore che un anno fa aveva stregato l'Europa intera facendo gridare al fenomeno? André Villas-Boas ha perso il tocco (e non soltanto un foglietto con una formazione abbozzata), verrebbe da dire.

Lo pensano da mesi in Inghilterra, lo pensa pure Roman Abramovich che da qualche giorno non si fa più sentire e medita di rimpiazzarlo con un'insistenza che il 3-1 subito contro gli azzurri non può che aver acuito. Perché il Chelsea del "new deal" non gira per nulla. Da mesi procede tra alti (pochi) e bassi (molti) entro i confini albionici. Ora è giunta anche la prova del nove continentale, con tanto di figuraccia europea che rischia di costare caro all'Inghilterra intera. Dopo il flop dell'Arsenal a San Siro si è aggiunto quello dei Blues al San Paolo. E, adesso, il rischio di non avere nemmeno un'inglese nei quarti - cosa che non si verificava dalla Champions League 1996/97 - è tangibile.

Un anno fa, di questi tempi, Villas-Boas si stava per lanciare verso una splendida primavera che lo avrebbe portato a vincere campionato portoghese, coppa nazionale ed Europa League (la favola era iniziata con il successo in Supercoppa: nel complesso 4 titoli su 4). Il tutto con un Porto capace di giocare un calcio moderno, fisico e offensivo all'insegna di un 4-3-3 ben più spregiudicato di quello che il mentore José Mourinho aveva plasmato anni prima, anche grazie ai suggerimenti del suo tattico di fiducia (Villas-Boas, appunto). Tutto lasciava intuire che fosse un predestinato. Dagli aneddoti sugli esordi sino alla giovane età (è un classe '77) che alla prima panchina seria lo aveva lanciato nell'orbita del calcio mondiale passando al Chelsea, il club capace di strapparlo all'Inter pagando i 15 milioni di euro di clausola rescissoria.

Ora, però, è tutto cambiato. Tornato a Cobham con il soprannome di Special Two (ovviamente in onore a Mourinho), rischia di diventare ben presto un "Dead man walking" come accadde a Claudio Ranieri, tenuto sulla corda da Abramovich per mesi prima di rimpiazzarlo proprio con il profeta di Setubal. Un destino inclemente, un po' come accaduto all'altro allenatore emergente proveniente dal Portogallo, quel Domingos Paciencia che dopo essersi giocato la finale di Europa League con lo Sporting Braga (ovviamente persa contro il Porto), è andato all'ambizioso Sporting Lisbona ed è finito per rimediare un bruciante esonero il 13 febbraio. La "nouvelle vague" lusitana sembra essersi già inabissata.

Ma quali sono le colpe di Villas-Boas? Tornando all'incipit, viene da pensare che gli sia imputabile la mancanza di un requisito fondamentale per un allenatore: la capacità di sporcarsi le mani, di tirare fuori la grinta da sé e dal proprio gruppo nel momento di difficoltà, di andare oltre anche i propri limiti quando è indispensabile farlo. Un'operazione che riesce alla perfezione a Mourinho e che non sembra nelle corde di un Villas-Boas forse troppo "borghese" per poter sprigionare l'energia che servirebbe al Chelsea per invertire la rotta.

Andare oltre, però, sarebbe francamente crudele e ingiusto. Non appena il discorso si sposta sui termini tecnico-tattici, infatti, le critiche faticano a trovare basi solide. È vero, il Chelsea difensivamente è inconsistente e offensivamente non punge. Ma siamo sicuri che sia tutta colpa dell'allenatore? Chi scrive pensa di no. Come ricordavamo su queste pagine alla vigilia del confronto con il Napoli, l'ossatura dei Blues (leggasi i giocatori che devono fare la differenza) è ancora quella del primo Chelsea di Mourinho. Cech, Terry, Essien, Lampard e Drogba restano gli unici fuoriclasse in squadra. Ma hanno tutti palesemente scollinato, avviandosi di slancio verso il viale del tramonto.

Il problema di Villas-Boas è quello di essere finito in un club profondamente diverso dal Porto in cui si era abituato a lavorare, una struttura che lavora di fino nello scouting e nel costante ricambio generazionale. Il Chelsea, ora più che mai dopo la partenza di Frank Arnesen, è una società gestita in modo fin troppo diretto da Abramovich, un personaggio che ha un "know-how" calcistico piuttosto limitato e che ha progressivamente fatto fuori tutti i dirigenti che potevano aiutarlo a compensare le proprie carenze. Un presidente che anziché rinnovare gradualmente la rosa, ha comprato il solo Yuri Zhirkov nel primo anno e mezzo di gestione affidata a Carlo Ancelotti e ha poi investito in modo spropositato in David Luiz e Fernando Torres. Con gli 80 milioni di euro spesi per questa coppia (sul cui rendimento sarebbe fin troppo facile esprimersi), una società come il Porto avrebbe rinnovato la rosa intera e garantito al tecnico del futuro (Villas-Boas) una squadra pronta da plasmare.

Invece no. Oltre ai generosi Daniel Sturridge e Oriol Romeu, Villas-Boas ha avuto ben poco materiale umano su cui lavorare. E si è imbattuto in un gruppo acciaccato e spompato all'inverosimile, una squadra che non può competere con le folle ambizioni presidenziali (il sogno Champions League non è affatto sopito). Allora come si può incolpare Villas-Boas? Come si può dire che ha davvero perso il tocco? L'augurio non può che essere quello di chiudere in fretta questa parentesi inglesi e di rilanciarsi altrove, in un club magari di seconda fascia ma con un'organizzazione societaria davvero funzionante. Solo allora conosceremo il suo vero valore. Quello che gli fece far colpo su Bobby Robson, allora allenatore del Porto, quando era soltanto un ragazzino. Parlandogli di calcio sull'ascensore, spiegandogli in quale posizione del campo avrebbe potuto rendere al meglio una delle stelle di quella squadra. Guarda caso quel calciatore era Domingos Paciencia. Quando si dice le vite parallele...

di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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  • Tonyllenium  •  2 mesi fa
    Questo mi sa che da 'EL PREDESTINATO' e finito come 'Er Raccomandato'...come il suo maestro!!Ritornassero in portogallo...sti maghi della panchina che non vincono con i campioni in squadra!!bah...
  • Ivo  •  3 mesi fa
    ma...non sono molto d'accordo sul fatto della squadra troppo vecchia, ricordo che a villas boas sono stati comprati lukaku, mata, e sturridge che sono molto giovani, poi a centrocampo hanno preso meireles che non ha nemmeno 29 anni, poi dietro hanno luiz e cahill, che sono giovani e davanti hanno torres, non mi sembra proprio che la squadra sia vecchia, direi che i giocatori hanno qualche problema a livello mentale, perchè il materiale su cui lavorare c'è, e non sono certo nella brutta situazione dell'inter, credo che il tecnico non si stia dimostrando all'altezza
  • cosimo  •  3 mesi fa
    Mille volte grazie al CHELSEA per esserselo preso
    DRUGOFOREVER
  • Cincio  •  3 mesi fa
    d'accordissimo con stefano T...non si possono fare confronti con mourinho perchè lui aveva gestito un chealsea nel quale i vari ashley cole,terry,carvalho,lampard,drogba,cech,essien erano all'apice della forma e della carriera...Villas Boas invece si ritrova questi stessi giocatori che,chi per infortuni e chi per età,non rendono più come prima...Io stesso cech dopo il brutto infortunio alla testa non è più il portiere quasi impenetrabile dei tempi di mou..Insomma i problemi del chealsea stanno nella rosa e negli acquisti sbagliati(vedi torres,pagato tantissimo nonostante già al liverpool non giocasse piu ai suoi livelli)
    .
  • David  •  3 mesi fa
    Difficile aggiungere molto all’analisi dell’articolo, la situazione è abbastanza ovvia. L’allenatore non può fare miracoli, anche se magari bravo lo è davvero. Quello che, piuttosto, non riesco a capire, è perché mai un allenatore debba andarsi a infilare in una situazione del genere. Vedendo la situazione societaria, una persona intelligente lo sa prima di arrivare che si troverà soltanto a fare il capro espiatorio di una situazione che delude per colpe anche (e soprattutto) non sue. Che ci va a fare?
    Probabilmente manca l’umiltà di rinunciare a una "grande" panchina, anche a un condizioni ridicole (penso anche a Gasperini all’Inter o a Ferrara alla Juve, ad esempio...)
    Ah già, poi, ovviamente, quel paio di spiccioli che prendono possono aiutare nella decisione...
  • Coriolano  •  2 mesi fa
    Villas Boas forse è troppo giovane per allenare giocatori che hanno la sua stessa età: secondo me, catapultato in una grande squadra, non è riuscito a imporsi caratterialmente.
  • stefano t  •  3 mesi fa
    il chelsea è scandaloso non si può dare la colpa a villas boas.
    squadra vecchia , come fa giustamente notare l'articolo l'ossatura è la stessa del primo chelsea di mourinho e già li non erano ragazzini. il chelsea ha il problema dell'inter non sono riusciti ad effettuare un ricambio ed ora ne pagano le conseguenze
  • MarciB  •  3 mesi fa
    il problema è che le squadre italiane tutti quei gol che prendono le squadre inglesi con difese ridicole non li prendono...in italia ci sono difese con la D maiuscalo, altro che inglesi...
  • Riccardo  •  3 mesi fa
    Villas Boas l'unica cosa che ha di straordinario è lo stipendio!!!
    Il Chelsea è una squadra un pò attempata ma che presi individualmente hanno dimostrato negli anni di essere tra i più competitivi d'europa...quindi abbiamo MONTATO troppo lo SPECIAL TWO e se il Napoli gli darà il colpo di grazia personalmente sarò contentissimo!!!
  • MANUEL  •  3 mesi fa
    Sono scandalizzato da due cose:
    1. Non ce un articolo nemmeno una parola sulla bellissima partita fatta ieri sera da una squadra senza il suo allenatore in pankina che solo 3 anni fa é arrivata dalla serie B, che tra l altro sarebbe potuta finire 4-1 o 5-2.
    2. non ce una parola sulle straordinarie doti di un allenatore italiano che appena arrivato al chelsy conla situazione descritta sopra è stato capace di vincere campionato e triplete!
    • Stefano 3 mesi fa
      su questo sito ce ne sono almeno 3 di articoli sulla vittoria del Napoli di ieri..pagelle, Pallonate, resoconti della partita..cerca..
  • Giorgio Mastro  •  3 mesi fa
    Ieri sera intervistato dopo la partita ha affermato che Napoli e Chelsea avevano avuto lo stesso numero di occasioni, la differenza stava nel fatto che il Napoli aveva saputo sfruttarle meglio...ma che partita ha visto questo qui?? ma se per fare un gol ti ha dovuto assistere Cannavaro. per non parlare dei "miracoli" di De Sanctis, nessuna parata se non su tiri da fuori area. Sei la brutta copia di Mourinho, almeno lui vince..tu sei solo antipatico