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    David Alaba, il classe ’92 che ha arginato anche CR7

    Non ci sono solo Gomez e Ribery come uomini copertina nel successo sudato del Bayern sul Real Madrid nell'andata delle semifinali di Champions League dell'Allianz Arena: se la squadra di Heynckes è stata capace di battere i più quotati madrileni una parte importante del merito è stata anche della difesa bavarese, che dopo tanto patire sembra aver trovato finalmente una quadratura quantomeno decente.

    Merito soprattutto dello spostamento quasi obbligato di Lahm a destra, che ha portato all'inserimento di David Alaba nella formazione titolare, in qualità di terzino sinistro. Il 19enne austriaco (madre delle Filippine e padre nigeriano), dopo aver giocato diversi spezzoni di gara a centrocampo nella prima parte della stagione, è stato abbassato in difesa a seguito di un infortunio di Rafinha e da lì non ha più perso il posto, lasciando l'ex genoano a scaldare la panchina.

    D'altra parte l'impatto di Alaba sui risultati della squadra è stato incredibile: nelle prime partite da titolare come terzino il Bayern ha inanellato la sua serie magnifica di marzo, con 9 vittorie di fila (una ai rigori, per la verità) e solo 3 gol subiti lungo il percorso. Poi è arrivato il passo falso di Dortmund e la Bundesliga è volata via, ma resta il fatto che il quartetto Lahm-Boateng-Badstuber-Alaba è stato certamente promosso sul campo.

    Contro il Real Madrid è arrivata una nuova conferma: nonostante il gol subito in contropiede (occasione in cui sono stati più che altro Badstuber e Boateng a rientrare malamente), il Bayern è riuscito a limitare le offensive madridiste in maniera quasi inaspettata: nel corso del primo tempo Alaba è riuscito a obbligare Di Maria a tagliare sempre verso il centro, disinnescando di fatto l'argentino, mentre poi non ha avuto grossi problemi nemmeno quando dalla sua parte si è spostato Cristiano Ronaldo (non certo nella sua serata migliore).

    Due anni fa Alaba divenne il più giovane esordiente del Bayern in Champions, giocando a 17 anni, 8 mesi e 13 giorni negli ottavi di finale contro la Fiorentina. Louis van Gaal, allora allenatore dei bavaresi, dichiarò che quel giovanissimo ragazzo di colore con uno strano accento viennese era destinato a diventare un grande terzino: nessuno a suo tempo gli credette (con la complicità di un erroraccio difensivo in campionato), ma probabilmente il "sergente di ferro" orange aveva ragione da vendere.

    di Luca STACUL (Twitter @LucaStacul)

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