L'imperativo è vincere, senza prima affidarsi a lunghi e noiosi calcoli, senza concentrarsi su quella che sarà la sfida tra Spagna e Croazia, senza permettere che a prendere la scena siano i sospetti di combine che, già solo avendo noi manifestato, dimostrano la scarsa fiducia nei mezzi della Nazionale. "Poter pensare solo a vincere ci sta bene, giocare solo per un risultato ti carica" ha detto Balzaretti, una delle probabili novità nelle scelte di Prandelli insieme ad Abate e Di Natale dal primo minuto con De Rossi avanzato. Sì, vincere. Ma l'Italia può farlo?
Certo i numeri di questo Europeo fin qui non ci possono dare chissà quali certezze, due le reti fatte, soltanto una da parte di un attaccante, poca fantasia e tante difficoltà contro cui lottare. La vittoria nell'ultimo turno è sicuramente un risultato alla portata dei nostri ragazzi, ma più che contro la forza dell'Irlanda (già eliminata) del Trap gli azzurri dovrebbero lottare contro i propri limiti e contro i tabù. Già, perché - per quanto ci si possa affidare alla storia - negli ultimi tredici anni la Spagna ha chiuso un match sul 2-2 soltanto in due occasioni e mai agli Europei.
Questo ovviamente non basta a sentirsi ai quarti di finale anche perché la legge dei corsi e ricorsi storici potrebbe non sorriderci; il 18 giugno di 18 anni fa ai Mondiali del '94 proprio l'Irlanda ci battè per 1-0 con gol di Ray Hougton, da sette anni non battiamo la coriacea Croazia e dal '90 l'Irlanda, senza considerare che i ventitre di Prandelli non hanno mai battuto il Trap con la magli azzurra. Con la maglia di un club ci sono riusciti capitan Buffon (ai tempi del Parma) e Cassano (ai tempi del Bari), che questa sera dovrebbe essere schierato titolare per la terza gara consecutiva nel giro di una settimana, come successo per l'ultima volta nello scorso settembre.
E' piacevole pensare che nonostante la sconfitta nel '94 l'Italia chiuse il girone dopo dietro a Messico ed Irlanda ma venne ripescata come miglior terza ed arrivò fino alla finale. Dobbiamo pensare solamente a vincere, superando limiti che esistono più nella mente dei nostri calciatori che nei reali ostacoli che incontreremo. A volte le statistiche rassicurano, altre impauriscono, ma certamente i tabù esistono per essere sfatati, prima o poi.
Di Matteo MARCEDDU
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