La settimana della pausa per le nazionali è stata come sempre l'occasione migliore per regalare una vetrina adeguata al campionato di Serie B. Chi l'ha sfruttata al meglio è senza dubbio Leonardo Pavoletti, attaccante di 24 anni che è divenuto il nuovo capocannoniere del campionato cadetto salendo a quota 5 gol in 3 partite con il Sassuolo. La ciliegina sulla torta è arrivata domenica pomeriggio a Empoli, nella sua Toscana, dove ha schiantato gli azzurri di Maurizio Sarri con una tripletta da centravanti "vero", vecchia maniera per intendersi.
Non male per un debuttante in Serie B, un ragazzo arrivato in seconda serie soltanto ora e non più di primissimo pelo. La svolta della carriera è giunta un anno fa con il Lanciano, squadra letteralmente trascinata in cadetteria con 15 gol in 33 partite. Per lui, però, si trattava soltanto del secondo campionato in doppia cifra. Il primo risaliva al 2007/08, quando con l'Armando Picchi mise a segno 12 reti in 30 match di Serie D. Proprio nella seconda squadra di Livorno, Pavoletti ha mosso i primi passi da calciatore. Perché sì, il centravanti classe 1988 (186 cm d'altezza, 78 kg di peso) è l'ultimo di una lunga serie di bomber cresciuti nella città labronica.
E, così, nell'anno in cui si ha appeso gli scarpini al chiodo il più celebre centravanti amaranto, Cristiano Lucarelli, ecco che da Sassuolo sbuca il suo erede. Pavoletti, attaccante di provincia dallo spiccato fiuto del gol che è capace di esaltare una squadra dall'altissimo tasso tecnico come la formazione emiliana. Se gente come Missiroli porta classe da Serie A nel reparto avanzato di Eusebio Di Francesco, un tipo tosto come Pavoletti aggiunge potenza. Proprio quello che serve per volare in Serie A, come le tre vittorie in tre partite (stesso ruolino di marcia, neanche a farlo apposta, del Livorno) sembrano suggerire.
Un tipo tosto che ama il gol e la propria città di origine. Ma non solo. Ha già fatto notizia la sua passione per un animale ben poco domestico come il maialino vietnamita. Già, Pavoletti a Livorno ne possiede uno di quasi 100 kg (anche se presto verrà "traslocato" a Sassuolo). Il nome? Mou. Ma non pensate che sia in onore dello Special One. A suo dire è la traduzione in vietnamita della parola "maiale". Già, perché lui, livornese DOC, è milanista. E, questo, non lo avrebbe proprio potuto tollerare.
Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

