Una volta c'era l'Ajax, adesso è il Feyenoord ad avere il vivaio più prolifico d'Olanda. Anche da lì è ripartito il nuovo corso di Louis van Gaal, che ha deciso di virare la sua seconda esperienza da ct della nazionale "oranje" puntando forte sui giovani. I risultati, con un gruppo di qualificazione al Mondiale 2014 condotto a punteggio pieno, gli stanno dando ragione. Almeno quanto il talento di alcuni ragazzi che si stanno mettendo particolarmente in mostra. Una squadra nella quale i vecchi sono prodotti del vivaio dei lancieri (Stekelenburg, Heitinga, De Jong e van der Vaart, senza dimenticarsi dell'attualmente infortunato Sneijder), le novità tutte sull'asse composta da PSV Eindhoven (Narsingh, Strootman e Lens) e Feyenoord.
Proprio nel club di Rotterdam è cresciuta la stella assoluta Robin van Persie. E, proprio da lì, arriva un difensore capace di segnare 2 gol in 5 partite giocate con la maglia oranje e di finire sul taccuino di Inter e Milan. Si tratta di Rolando Maximiliano Martins Indi, classe 1992 nato in Portogallo ma trasferitosi in Olanda a pochi mesi dalla nascita. Un giocatore che ha restituito alla difesa della nazionale la velocità e la potenza che erano mancate all'ultimo Europeo. Potente, muscolare e per giunta mancino. Una dote che gli permette di giocare sia da centrale che da terzino sinistro.
E dire che soltanto la chiamata di van Gaal lo ha strappato a una carriera da portoghese, una scelta provvidenziale quella del nuovo ct che lo ha gettato nella mischia sin dalla prima partita (l'amichevole del 15 agosto scorso contro il Belgio, quando servì due assist). Un ragazzo capace di bruciare le tappe, considerando che è titolare al Feyenoord sin dall'arrivo di Ronald Koeman in panchina (estate 2011). Di "Rambo" Martins Indi non ha di certo la potenza su punizione, ma non si può dire che le qualità facciano difetto.
In fondo, si tratta soltanto di uno dei tanti talenti che il club di Rotterdam è stato capace di lanciare negli ultimi anni. Un periodo funestato da problemi economici che è divenuto la base per ripartire alla caccia di quel trionfo campionato che manca dal 1999. Fondando nel 2010 un'accademia giovanile in compartecipazione con i concittadini dell'Excelsior e arrivando a lanciare calciatori su calciatori. Dal Luc Castaignos subito sbolognato dall'Inter al Twente sino all'ossatura della nazionale Under 17 olandese che ha vinto due titoli europei di fila.
In quel gruppo c'erano i classe 1994 Kile Ebecilio e Karim Rekik già scippati rispettivamente da Arsenal e Manchester City. Ma anche il trequartista Tonny Trindade de Vilhena (classe 1995, una copia mancina di Clarence Seedorf) e l'attaccante Anass Achahbar (1994), due che stanno gravitando costantemente in prima squadra e iniziano a mettere nelle gambe minuti importanti in campionato. Addirittura titolare è invece Terence Kongolo, altro classe 1994 che nelle ultime settimane ha costituito la coppia centrale di difesa proprio con Martins Indi per via degli infortuni del nuovo capitano Stefan de Vrij (classe 1992) e del veterano Joris Mathijsen, arrivato in estate per rimpiazzare Ron Vlaar, altro prodotto del vivaio scelto da van Gaal e ora al West Ham.
Una squadra di ragazzi terribili che, oltre all'italiano Graziano Pellé, propone anche i terzini Miquel Nelom (1990) e Daryl Janmaat (1989, pure lui nel giro della nazionale), il mediano Kelvin Leerdam (1990) e Jordy Clasie (1991). Il prodotto inevitabile di un settore giovanile che dal 2010 a questa parte si è sempre portato a casa il premio Rinus Michels, quello al vivaio più florido d'Olanda. Un motivo in più perché le nostre inizino a prendere appunti sul serio.

di Mattia FONTANA
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