
Nella lista dei 23 finalisti per il Pallone d'Oro 2012, era il più giovane di tutti con 21 anni compiuti lo scorso 5 febbraio. E non ci sono grossi dubbi sul fatto che il classe 1992 più famoso al mondo sia proprio lui, Neymar da Silva Santos Junior. Un fenomeno che gode di una considerazione senza pari in Brasile, lì dove Pelé continua a incoronarlo a più riprese come il proprio erede, regalando titoloni ai quotidiani di tutto il mondo quando si spinge a definirlo "più forte di Lionel Messi".
Sarà, ma dalle nostre parti lo scetticismo regna ancora sovrano. E forse soltanto quando dopo il Mondiale brasiliano si deciderà a trasferirsi in Europa potremo pesarne sino in fondo il valore. In attesa, però, che il trasferimento si compia (probabilmente verso una delle due grandi di Spagna, con il Barcellona favorito nonostante la smentita di un pre-accordo arrivata pochi giorni fa), non resta che aggrapparsi all'unico parametro di riferimento valido e oggettivo, ancor più di una finta micidiale che manda a spasso quattro difensori in un colpo solo. I numeri, sempre loro.
Rigidi e freddi quanto si vuole, ma anche capaci di regalare spunti di riflessione e curiosità non da poco. Il quotidiano brasiliano Globoesporte, per esempio, ha fatto il giro del mondo per un dato statistico non male che riguarda l'asso del Santos. Un confronto con il numero di gol segnati da Lionel Messi e Cristiano Ronaldo entro lo scoccare del ventunesimo anno d'età. Bene, si scopre che Neymar è il migliore del trio, con ben 139 gol complessivi in 234 partite. Messi si ferma a 51 in 140, Cristiano Ronaldo a 36 in 139.
Soltanto il tempo ci dirà se effettivamente il brasiliano può restare a quei livelli. Per ora resta soltanto la "puzza" che certi numeri siano gonfiati dalla relativa competitività dei vari campionati locali ai quali questo mirabolante attaccante sta prendendo parte. Il "fenomeno", però, resta. E, dunque, tanto vale cercare di ponderarlo sino in fondo in una dimensione più complessiva.
Prendendo spunto dallo studio di "Globoesporte", abbiamo così deciso di paragonare Neymar ai più grandi fenomeni del dopoguerra e ai migliori termini di paragone attuali tra i coetanei. Il responso è evidente. L'attuale attaccante del Santos ha segnato meno soltanto del più grande giocatore di sempre nella storia del "Peixe". Pelé, infatti, è arrivato a 21 anni con 219 gol segnati in 184 partite, con una media di 1,19 reti a match giocato.
Non a caso, si tratta del miglior giocatore di tutti i tempi. Neymar segue staccato. Ma lui arrivano tutti gli altri. Partendo da Ronaldo (Luis Nazario de Lima, tanto per non confondersi) e arrivando sino a Diego Armando Maradona, che pure aveva già sfondato il muro delle 100 reti. Cifre da brividi o semplicemente da campionati sudamericani.

Numeri del genere non si raggiungono nemmeno lontanamente tra i coetanei di Neymar. La seconda parte del nostro studio, infatti, ha preso in esame i migliori "20 Under 20" al mondo (una classifica che ovviamente ha un occhio di riguardo particolare per i talenti proposti dal calcio italiano). Il brasiliano è ovviamente il migliore, inavvicinabile per numero di reti e presenze complessive anche per il connazionale Lucas, che a gennaio si trasferirà al PSG e gioca comunque in una posizione più arretrata.
In Europa, spiccano ovviamente Christian Eriksen e Mario Gotze, gli unici con Vaclav Kadlec e Romelu Lukaku ad essersi già laureati campioni nazionali. Ma proprio qui si trova un giocatore in grado di battere Neymar, quanto meno per media reti: John Guidetti, che nonostante non sia utilizzato da Roberto Mancini al Manchester City ha nel proprio score 0,61 reti a partita. Ottimi giocatori, talenti futuribili con già un grande presente in corso. Eppure niente che valga il paragone con Neymar. Chissà che, allora, davvero non abbia ragione Pelé.

Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)
