
Un fastidio alla caviglia non potrà certo privare Bastian Schweinsteiger della "partita della vita". Perché Germania-Italia, nella testa dei tedeschi, è la prima grande rivincita in attesa della finalissima contro la Spagna e Schweinsteiger, che rappresenta in campo il cuore pulsante della Mannschaft, sa benissimo che la sua presenza sarà fondamentale, psicologicamente ancor più che tecnicamente.
Schweinsteiger non ha ancora 28 anni eppure ha già partecipato a tre Europei e due Mondiali, accumulando un'esperienza che lo ha trasformato nel leader della Nazionale tedesca accanto al "gemello" bavarese Philipp Lahm. E nonostante i recenti paragoni della stampa italiana tra la classe di Pirlo e Özil, si potrebbe dire che nella Germania il vero alter ego del regista juventino sia proprio "Schweini", sia per la posizione in campo più arretrata sia per l'intelligenza tattica raffinata che avvicina questi due ex trequartisti (anche se il tedesco giocava lateralmente) trasformato nel corso della carriera in veri e propri direttori d'orchestra.
Schweinsteiger e Pirlo rappresentano l'ago della bilancia del possesso palla in Italia-Germania. Löw e Prandelli puntano tutto sulla costruzione di gioco e dunque è facile intuire quanto sarà importante tenere la sfera tra i piedi sul prato di Varsavia. Sarà una sfida ad altissimo livello, un duello stregato nella storia del calcio tedesco, ma "la storia non conta - ha assicurato Schweinsteiger -. Abbiamo rispetto dell'Italia, non certo paura".
Forza, convinzione, capacità di aggirare gli ostacoli e trovare la soluzione giusta in ogni situazione. Queste sono le caratteristiche di Schweinsteiger in campo ed evidentemente anche in conferenza stampa, ma le parole ormai non contano più nulla: tra poche ore c'è Italia-Germania, la "partita delle partite".
di Luca STACUL (Twitter @LucaStacul)

