Ora o mai più. Il Niño è diventato uomo e si appresta a vivere il suo terzo Europeo con la maglia della Spagna. Una manifestazione che, molto probabilmente, sancirà in maniera netta e inequivocabile se Fernando Torres è ancora uno degli attaccanti più forti al mondo o la copia sbiadita, triste e misteriosamente decaduta vista con la maglia del Chelsea.
Mister 50 milioni di sterline non ha più scuse. L'infortunio di Villa gli ha concesso una chance importantissima: una di quelle occasioni che non si possono fallire. Un match-ball da non sprecare. Soprattutto per se stesso. Già, perché l'ex bimbo prodigio ha maledettamente bisogno di tornare il Fernando Torres ammirato prima con la maglia dell'Atletico Madrid e poi applaudito con quella del Liverpool. Un giocatore meraviglioso. A volte eccessivamente fragile dal punto di vista fisico, ma devastante per velocità, tecnica e senso del gol in campo. Un mostro.
Una fragilità che lo ha accompagnato in maniera insopportabile nella sua nuova avventura londinese. Ma a differenza del passato, non sono stati i muscoli a tradirlo. Nuova squadra, nuovi compagni, nuova città, nuovi tifosi. Tutto nuovo. E una pressione enorme. Insostenibile per un ragazzo educato, posato e fenomenale in campo, ma evidentemente un po' troppo fragile a livello caratteriale. Il pallone poi si è rivelato un nemico inaspettato. Invece di venire incontro al talento spagnolo, il campo di gioco si è trasformato in un luogo dove anche le cose più semplici si trasformavano in missioni impossibili o figuracce storiche. Prestazioni sbiadite, impalpabili e gol sbagliati a raffica. Un mezzo disastro.
Nell'ultima stagione, nonostante la fiducia di Villas Boas prima e - in parte - di Di Matteo poi, Torres ha realizzato solamente sei gol in campionato (oltre ai 3 in Champions e i due nelle Coppe nazionali). Un altro scempio. Lo stesso Di Matteo ha così deciso di preferirgli il solido ed esperto Drogba: di sei anni più vecchio, in scadenza di contratto e già certo di lasciare Londra, ma con un carattere decisamente più forte dello spagnolo. Il Chelsea, trascinato proprio dall'ivoriano, ha vinto FA Cup e - addirittura - la Champions League. Misteri del calcio.
Ma questa è un'altra storia. Torniamo a Torres. Il ragazzo, bisogna ammetterlo, non si è perso d'animo e nel finale di questa stagione ha risalito la china. Un gol a Barcellona nelle semifinali di Champions League, ma soprattutto una condizione fisica e mentale finalmente convincente. Utilizzato per spezzoni di gara, come in occasione della finale contro il Bayern, lo spagnolo ha messo in mostra di saperci ancora fare. Corsa, agilità, dribbling ma soprattutto una voglia matta di spaccare in due il campo e di urlare al mondo intero... "Fernando Torres, quello vero, quello fenomenale, è tornato: attenti a voi".
Ecco perché la vetrina di Euro 2012 rappresenta la vera, e ultima, occasione per tornare a vestire i panni del temibile e implacabile Niño. Pirmo test l'Italia di Prandelli: appuntamento con la gloria o con il baratro fissato per domenica 10/6 alle ore 18:00.
di Alessandro BRUNETTI
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