
La cantilena juventina della vigilia è stata piuttosto chiara: "Non bisogna sottovalutare lo Shakhtar", "lo Shakhtar è una grandissima squadra"... Ma qual è la vera forza dei ragazzi di Lucescu? Abbiamo sottolineato due settimane fa il sorprendente avvio europeo del bomber armeno Mkhitaryan, che guiderà il reparto offensivo ucraino attorniamo dalla qualità verdeoro di Luiz Adriano, Ilsinho, Douglas Costa, Willian, Alex Teixeira, Dentinho ed Eduardo (lui brasiliano a metà): ovviamente non giocheranno tutti, ma il messaggio tattico di Lucescu è chiarissimo e ricalca il "4-2-fantasia" di moda a Milanello due anni fa (ma sembrano millenni...).
Oggi però non vogliamo concentrarci sulle qualità offensive dello Shakhtar, bensì sulla spina dorsale della squadra, perché se Mkhitaryan e i brasiliani si prendono le prime pagine, il "lavoro sporco" lo fanno altri. Un brasiliano atipico come Fernandinho nel mezzo, un portiere sottovalutatissimo come Pyatov e due terzini invidiati (ma poco cercati) da tante big europee, il croato Srna e il romeno Rat. Al centro del quartetto arretrato, poi, spicca Yaroslav Rakitskiy, un ragazzo cresciuto proprio nelle giovanili del club, diventato a soli 23 anni una colonna della squadra di Luescu.
Rakitskiy è nato nell'agosto del 1989 e da ben 4 anni gioca da protagonista con i nerarancio. Entrato in punta di piedi nell'undici dello Shakhtar, ne è diventato il leader silenzioso, il tipico giocatore che gestisce il reparto difensivo senza farsi notare, semplicemente mantenendo le distanze giuste e ricorrendo al tackle solo in caso di necessità (semplicemente, è un eufemismo...). In più, c'è un sinistro educato che gli permette di essere preciso nell'impostazione e sporadico protagonista di cross tagliati o conclusioni di potenza dalla distanza, come quella dell'aprile scorso contro il Tavriya, una saetta imprendibile da 35 metri.
Lo Shakhtar Donetsk in questa stagione ha vinto tutte le 11 partite che ha giocato, segnando 36 gol e subendone solamente 5, un ruolino di marcia che ne sottolinea il bilanciamento tra fase offensiva e difensiva, regalato dai gol di Mkhitaryan come dall'organizzazione difensiva firmata Yaroslav Rakitskiy. Ora sta alla Juve il compito di spezzare questo giocattolo perfetto...
di Luca STACUL (Twitter @LucaStacul)

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VIDEO: Il servizio di "Eurogoals" su Juventus-Shakhtar, seconda gara del Gruppo E
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VIDEO: Il gran gol realizzato da Rakitskiy lo scorso aprile contro il Tavriya Simferopol
