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    La Top 11 dei giovani della Serie A

    E' vero che nel nostro Paese i giovani non hanno così tante possibilità di mettersi in mostra nel campionato di Serie A, ma se osserviamo attentamente la stagione appena conclusa qualche giovane di prospettiva un po' di luce l'ha ricevuta. Noi di EuroScout abbiamo provato a mettere insieme una Top 11: diteci cosa ne pensate.

    Pietro Terracciano (Catania) - Da realtà come Avellino, Nocerina e Milazzo, in Lega Pro, all'esordio in Serie A alle volte il passo non è poi così lungo: il ragazzone classe 1990 (1m92 per 83 kg) partiva da quinta scelta dietro ad Andujar, Carrizo, Campagnolo e Kosicky, ma ha saputo comunque togliersi qualche soddisfazione importante, sbarrando la porta contro l'Atalanta, promosso titolare da Montella. E' vero nell'altra apparizione ne ha presi tre con il Cagliari, ma è tutta esperienza che potrà venire utile già, perché no, dalla prossima stagione. 

    Marco Davide Faraoni (Inter) - 18 presenze stagionali, 14 in campionato, condite dallo spendido gol con il Parma a San Siro.  Il bimbo d'oro nerazzurro (è un 1991) sta crescendo e anche dimostrando una duttilità tattica che potrà essere la sua fortuna. Negli ultimi giorni si parla di lui come parte della contropartita tecnica nell'affare-Lavezzi. Inter o Napoli che sia, lui un futuro sulla fascia (destra o sinistra, è indifferente) ce l'ha assicurato. 

    Matija Nastasić (Fiorentina) - I 2076 minuti giocati in questa stagione in Serie A fanno di lui il decimo per presenza sul campo nella formazione viola, che avrà avuto milioni di problemi quest'anno, ma può sicuramente sorridere per aver trovato nel giovane serbo un sicuro rinforzo per gli anni a venire. 25 presenze schierato al centro della difesa a quattro o a tre, con due gol all'attivo, il 19enne di Valjievo, unico 1993 titolare nella Serie A di quest'anno, si è già guadagnato i favori del difficile pubblico di Firenze e l'ovvia riconferma. E poi non dite che non ve l'avevamo consigliato...

    Michele Camporese (Fiorentina) - Nella Fiorentina che verrà lo vedremo molto probabilmente in coppia con Nastasić ma per adesso Camporese è solo un suo contendente per un posto fisso al centro della difesa: dopo le 9 presenze (con un gol) del 2010/11 il suo minutaggio è leggermente sceso. 7 apparizioni, con qualche incertezza di troppo, e un infortunio nel finale di stagione (microfrattura del metatarso) che fa rabbia. E' un 1992, ha fatto tutta la trafila nelle varie nazionali è ha un obiettivo: conquistare la maglia azzurra con grandi prestazioni nella Fiorentina. Detto da un pisano... 

    Roberto Maximiliano Pereyra (Udinese) - Del classe 1991 di San Miguel de Tucuman vi avevamo già parlato in una precedenze edizione di questa stessa rubrica (ecco l'articolo completo) e siamo contenti che i fatti ci abbiano dato ragione: l'argentino ex River Plate ci ha messo un po' ma ha confermato le attese e premiato la pazienza dei dirigenti dell'Udinese. Nel momento di maggior difficoltà, Guidolini ha trovato in Pereyra un fluidificante di sicuro rendimento: le sue sgroppate sulla fascia (solitamente la destra) hanno prodotto tanta fatica nelle gambe degli avversari e qualche bel suggerimento per Di Natale e soci. Se Isla partisse, oltre a Cuadrado naturalmente, l'Udinese potrebbe dormire comunque sonni tranquilli: il sostituto c'è eccome.  

    Saphir Sliti Taider (Bologna) - Piccoli juventini crescono: ah, non sapevate che questo ragazzo nato in Francia da padre tunisino e madre algerina nel 1992 fosse di proprietà della Vecchia Signora? In realtà, il cartellino del centrocampista, muscolare e tecnico allo stesso tempo, un vero e proprio giocatore moderno, è a metà tra Bologna e Juventus, che ha deciso di lasciare il ragazzo in Emilia: 14 presenze e tanta sostanza, grazie anche alla fiducia concessagli da Pioli, hanno consentito a Taider di provare il proprio valore. Che ora, ci scommettiamo, starà già prendendo il volo... 

    Erik Lamela (Roma) - Il costo del cartellino dell'argentino classe 1992 aveva fatto storcere il naso a molti tifosi giallorossi: "Ma non saranno troppi 17 milioni di euro per un ragazzino che con il campionato italiano non ha niente a che fare?". Beh, la Roma avrà pure acceso e spento moltissimo in questa stagione, ma i numeri del "Coco" non si discutono: 31 presenze e 6 gol tra campionato e Coppa Italia rendono la sua annata molto più che di semplice ambientamento. Un neo c'è: lo sputo a Lichtsteiner che gli è valso tre giornate di squalifica e una bella tirata di orecchi dalla società. Il prossimo anno è quello della conferma: allora sapremo se avremo davvero di fronte un campioncino in erba.

    Joel Chukwuma Obi (Inter) - Ormai il nigeriano non è più una sorpresa: dopo le 13 apparizioni nella scorsa stagione, le 37 presenze totali di quest'anno fanno di Obi uno dei titolari o quasi titolari dell'Inter prima di Ranieri poi di Stramaccioni. Difficilmente una squadra che sta cercando di cambiare marcia e "svecchiarsi" può fare a meno della sua corsa e della sua freschezza: il 21enne (li compirà il 22 maggio) è il futuro dell'Inter: "Tutti gli allenatori che ultimamente sono passati dall´Inter lo hanno sempre fatto giocare", ricorda il suo procuratore, Renzo Contratto. E' vero, e probabilmente sarà così anche nell'immediato futuro. Dopotutto i nerazzurri a gennaio hanno riscattato l'altra metà del suo cartellino dal Parma per ben 3,5 milioni di euro. 

    Mattia Destro (Siena) - Ragazzi, che campionato! La parabola della promessa del vivaio interista ha trovato la propria consacrazione con la maglia bianconera del Siena: i 12 gol messi a segno per Sannino non solo hanno trascinato alla salvezza i senesi, ma hanno voluto dire anche azzurro per il ragazzo di Ascoli Piceno, che il calcio ce l'aveva nel destino (anche il padre Flavio è stato calciatore, ma lui faceva il difensore). Cesare Prandelli lo ha premiato con un posto nei pre-selezionati azzurri per Euro 2012: se non sarà questo, il prossimo torneo internazionale potrebbe essere il suo. L'Inter ora lo rivorrebbe, ma il prezzo del cartellino, a metà tra Siena e Genoa, ora è alle stelle: "L'Inter è grande e non ho sogni di rivalsa - ha detto in una recente intervista - ma non ho preferenze"...

     Fabio Borini (Roma) - Ecco un'altra lieta sorpresa della balorda stagione della Roma di Luis Enrique: in doppia cifra (9 in campionato, uno in Coppa Italia) alla sua prima stagione italica, dopo tanto girovagare in Terra d'Albione, tra Chelsea e Swansea City, Borini ha fatto subito innamorare i tifosi della Roma grazie a un'applicazione quasi maniacale dalla metà campo in su. Pressing a tutto campo, tempismo e un buon fiuto del gol sono le caratteristiche che hanno indotto Cesare Prandelli a posare gli occhi su di lui, convocarlo e farlo esordire in azzurro (contro gli States a febbraio) e dargli una chance nei pre-convocati per gli Europei, preferendo le sue peculiarità a quelle di Matri o Pazzini. Movimento e corsa alla riscossa.

    Luis Muriel (Lecce) - Pensate un po' alla coppia d'attacco Muriel-Di Natale: no, i tifosi dell'Udinese non devono poi sognare così tanto. L'accoppiata in questione potrebbe essere già realtà tra qualche settimana, quando comincerà la nuova stagione dei bianconeri. Il colombiano che quest'anno a Lecce ha fatto innamorare addetti ai lavori e non è già di proprietà dei friulani, che proveranno a evitare gli assalti dei grandi club e trattenerlo nella prossima stagione. I 7 gol in 29 presenze di Muriel non sono serviti alla salvezza del suo Lecce, ma in molti si saranno accorti che questo ragazzo ha qualcosa di speciale: in tanti hanno tirato in ballo addirittura Ronaldo, per rendere l'idea della sua capacità di saltare l'avversario e allo stesso tempo puntare dritto verso la porta. Udinese e Colombia sorridono.

    di Davide BIGHIANI

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