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    Lo stile libero di Paul Biedermann

    E pensare che è stata sua mamma a mandarlo in piscina dicendogli: "Devi imparare a nuotare!". Meno male che ha trovato divertente praticare questo sport e proprio per questo non ha più smesso.

    Leggi e guarda l'intervista al grande campione di nuoto Paul Biedermann.

    Quando hai iniziato a nuotare?
    A circa 6 anni ho iniziato con il nuoto agonistico. Mia mamma mi mandò in piscina dicendo: "Devi imparare a nuotare!". Non avevo altra scelta; poi diventò divertente e ho continuato. Penso ancora che sia meraviglioso, divertimento puro, e trovo che mi soddisfi pienamente.

    Cosa è stato decisivo?
    Penso che tutto sia legato al fatto che passai al mio attuale allenatore, Frank Emmerer. Mi prese sotto la sua ala protettiva e mi indicò la strada giusta, anche come dovevo nuotare; gli devo molto, e insieme ci divertiamo tanto durante gli allenamenti.

    Quando aspetti il segnale di partenza, cosa ti passa per la testa?
    Stare immobile il più possibile, cerco di concentrarmi al massimo su cose che ho fatto migliaia di volte in allenamento, e cerco anche di ricordare la routine; con il segnale di partenza si libera tutta la tensione, tutta l'attesa, l'aspettativa, appena sei in acqua, ti senti come se fossi nel tuo elemento.

    C'è una gara che puoi considerare la "tua" gara?
    Sì, i 200 stile libero a Roma, nel 2009; lì alla partenza capii subito che avrebbe potuto essere la mia gara, perché filai via in modo grandioso.

    Quale atleta ti ha ispirato di più?
    Come atleta, direi Matthias Steiner, prima non avevo un modello particolare, volevo fare la mia strada, ma ho visto cosa ha fatto a Pechino, e sono rimasto profondamente colpito; da allora è stato il mio modello nello sport.

    Come ti alleni per la Partenza Perfetta?
    A Lipsia c'è un centro di addestramento, collaboriamo con loro; facciamo registrazioni video, stiamo su speciali blocchi di partenza, calcoliamo la spinta di cui abbiamo bisogno, quanta forza esercitiamo. Abbiamo un approccio molto tecnico, riusciamo a vedere ogni centesimo di secondo che recuperiamo, e scrutiamo con attenzione i movimenti, basandoci sulle registrazioni video e sulla valutazione diretta.

    Sei superstizioso, fai qualcosa prima della gara, tipo mettere una monetina in tasca o cose simili?
    No, assolutamente. Prima della partenza ascolto sempre heavy metal. Mi dà la carica!
    Le mie canzoni preferite sono "Damage Incorporated" dei Metallica, o "Petoray" o "Master of Puppets."

    Il segreto delle mie grandi partenze?
    Penso alla vittoria. È molto semplice.

    Chi è la persona più importante nella sua vita?
    Senza dubbio la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, indipendentemente da come andassero le cose, nel bene e nel male. Per me loro ci sono sempre. E poi, la seconda persona più importante è il mio allenatore, che a volte vedo più spesso della mia famiglia e con il quale condivido molte cose.

    Cosa consiglieresti ai bambini che ti guardano in TV?
    Penso che le cose principali da sapere, anche da bambino, sono "lo faccio perché mi piace e voglio farlo per me". E' fondamentale divertirsi in quello che si fa. E se ti soddisfa, insistere!

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