Così non va e nemmeno il leggero cambio di modulo visto contro l'Anderlecht è bastato per risolvere i problemi in fase realizzativa del Milan. Con il passaggio dal 4-3-1-2 al 4-3-2-1, i cross per Giampaolo Pazzini sono sì aumentati. Ma il centravanti, schierato come unica punta, fatica il doppio per andare a colpire di testa indisturbato. Decisamente meglio è andata con l'ingresso in campo di Stephan El Shaarawy, finalmente schierato in posizione più centrale. Eppure, il nocciolo del problema è ancora lì, ben lungi dall'essere risolto.
Tre soli gol segnati in quattro partite. Una sola partita in cui la squadra è andata a segno. Un solo giocatore in grado di bucare la porta avversaria. Soltanto a Bologna, ma in circostanze tutte da valutare, Pazzini è riuscito a girare a dovere. Un gol, però, arrivò su un rigore generoso. Una rete fu regalata da una papera di Agliardi. Soltanto la terza marcatura può essere definita frutto di un'azione. E, dunque, possiamo concludere che il Milan ha segnato soltanto una volta su azione in quattro match ufficiali. Pochissimo. Proviamo quindi a ipotizzare due soluzioni tattiche che Massimiliano Allegri dovrebbe prendere in considerazione per salvare la panchina.
PRIMA PROPOSTA: IL 4-4-2 - Questo non è il calcio di Allegri. Il mister rossonero non ha una squadra che rispetti le proprie preferenze tattiche, quelle secondo cui a decidere la partita sono gli inserimenti dei centrocampisti facilitati dal movimento degli attaccanti. Bene, ne prenda atto. Con questa squadra - e senza Ibrahimovic - non c'è modo di giocare così. Ma se il punto di forza dell'attacco è Pazzini, bisogna provare a sfruttarlo a dovere. Con un gioco che sfrutti le fasce, l'ampiezza del campo. Un gioco inedito per le squadre di Allegri, eppure non troppo complesso da mettere in pratica. Partendo dalla base attuale, basterebbe allargare Emanuelson sulla fascia sinistra e Boateng su quella di destra.
Una soluzione spuria, nella quale soltanto l'olandese sarebbe da ritenersi un esterno puro, ma comunque un primo modo per poter permettere a Pazzini di ricevere un numero adeguato di cross (con le sovrapposizioni di Antonini sulla corsia mancina e Abate o De Sciglio a destra). Anche Boateng, in fondo, potrebbe trovare una collocazione. Non quella ideale, ma di certo una posizione che, con dei tagli verso il centro del campo, potrebbe ricalcare quella ricoperta nei suoi momenti migliori. Anche la mediana, con un duo composto da Montolivo e De Jong, dovrebbe sulla carta ritrovare il giusto mix di quantità e qualità, quello che è mancato tremendamente in questo avvio di campionato. Non il massimo, sia chiaro, ma comunque un punto di partenza per dare un volto nuovo alla squadra.
SECONDA PROPOSTA: IL 3-5-2 - Se non è una rivoluzione, poco ci manca. Ma Allegri ha in un certo senso aperto alla difesa a tre nella conferenza stampa pre-Anderlecht. Certo, non è una soluzione che piace a Silvio Berlusconi (si scontrò con Alberto Zaccheroni anche per questo) ed è un modulo che non si vede in rossonero dalla primavera del 2005, quando Carlo Ancelotti provò a rivitalizzare una squadra in riserva di energie anche con un 3-5-2 insolito e solo parzialmente redditizio. Eppure, guardando la rosa di quest'anno, verrebbe da pensare proprio al 3-5-2 come ancora di salvataggio. Un modulo che viene adottato ormai dalla maggioranza dei tecnici della nostra Serie A (dalla Juventus al Napoli passando per Bologna, Catania, Fiorentina, Palermo, Parma, Siena e Udinese) perché permette di dare equilibrio alla squadra e di controllare il gioco a centrocampo.
Anche questo Milan può adattarsi. Basterebbe togliere Antonini a sinistra e lasciare Emanuelson su quella corsia, inserendo un centrale difensivo in più. Il primo pensiero va a Zapata, che con la difesa a tre si era imposto (a Udine) e con la retroguardia a quattro è crollato (al Villarreal). Ma anche Mexes e Yepes potrebbero tornare utilissimi in uno schieramento che a livello difensivo tende a nascondere parecchio le lacune di centrali lenti (guardate l'esempio di Barzagli alla Juventus). A centrocampo, invece, tutto verrebbe molto naturale. Boateng potrebbe fare l'interno destro "alla Vidal". Con licenza di attaccare ma facendo sentire il proprio peso anche in interdizione, mentre Montolivo "alla Marchisio" dovrebbe dare qualità e tempi di gioco protetto da De Jong davanti alla difesa. Ovviamente, però, ci sarebbe spazio anche per Ambrosini, Flamini e soprattutto Nocerino.
Numericamente, le fasce diventerebbero più sguarnite rispetto al 4-4-2. Ma Emanuelson e Abate (o De Sciglio), sorretti da tre difensori e un centrocampo solido, avrebbero la possibilità di partire da una posizione avanzata con più chance di andare sul fondo e crossare per Pazzini. Affiancato da El Shaarawy o Bojan. Ma anche Robinho o Pato, quando i due brasiliani saranno finalmente tornati a disposizione di Allegri. Il tecnico rossonero farebbe bene a pensarci. Perché il 3-5-2 sarebbe una rivoluzione apparente, ma una soluzione non improbabile ai problemi di questo Milan. Non trovate?

Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)
