
Non sarà certo la sfida più equilibrata di questi quarti di finale in quanto il favore del pronostico appartiene ai campioni del mondo e d'Europa in carica, ma la gara tra Spagna e Francia metterà sicuramente a confronto due formazioni in cui il modulo ed il sistema di gioco sono ben consolidati, e non si prospettano grandi sorprese.
IL PIANO DI DEL BOSQUE - Vicente Del Bosque utilizza il 4-3-3 e in questa edizione degli Europei ha praticamente sempre usato la medesima formazione titolare, fatta eccezione per la punta centrale, ruolo ricoperto da Fabregas contro l'Italia e da Torres con Irlanda e Croazia. Laurent Blanc ha fatto più "esperimenti", cambiando più uomini forse anche a favore di turn over (costato una sconfitta determinante) contro la Svezia, ma in tutti i casi ha schierato un 4-5-1. Il marchio di fabbrica spagnolo è senza dubbio rappresentato dall'ossessivo controllo del possesso palla tramite fraseggi continui e ravvicinati ('tichi taca') che vadano a creare la situazione per passaggi filtranti o lampi di genio di Xavi, Iniesta o David Silva (suo l'assist per Fabregas contro l'Italia). Il potenziale offensivo dei giocatori ibridi come quelli utilizzati da attaccanti è tale che il tecnico può audacemente affidarsi al solo centravanti di ruolo che è Torres. Se da una parte il gioco avvolgente spagnolo pare aver entusiasmato meno degli anni scorsi, dall'altra c'è una Francia con un'identità in via di definizione, un po' come l'Inghilterra. Come la Spagna i transalpini sono invece ricchi di centrocampisti offensivi come Ribery, Nasri e Malouda, che hanno spinto Blanc ad optare per un centrocampo molto folto che però rischia di lasciare scoperta la difesa in caso di contropiede con solo due uomini dedicati alla copertura come Cabaye e Diarra.
IL PIANO DI BLANC - Senza dubbio i punti di forza francesi sono Ribery, il quale spesso sovrasta il suo diretto marcatore (70 %) e in questo caso se la vedrà con Arbeloa, e Benzema, sicuramente uno dei più forti attaccanti del mondo che però - nonostante sia colui che ha tirato più volte verso la porta (17) - non è ancora andato a segno in questa edizione. Povertà di attaccanti dunque: la Francia ne ha portati solo due (Giroud è l'altro) e ne utilizza uno, la Spagna è orfana di Villa e si affida a Torres. Probabilmente la Francia confermerà Clichy e utilizzerà Koscielny al posto dello squalificato Mexes, ma non potrà accontentarsi delle statistiche storiche che parlano a suo favore. La Francia non è mai stata battuta dalla Spagna in gare ufficiali (mentre in amichevole è successo ben tre volte di fila), anzi ha sempre vinto, salvo un pareggio nel 2006, ed è anche l'unica formazione ad aver rifilato più di una rete agli iberici. Ogni volta che i transalpini si sono aggiudicati una sfida con la Spagna hanno poi vinto il torneo (1984, 2000), e soprattutto - malgrado abbiano vinto 16 degli ultimi 17 incontri internazionali - le Furie Rosse hanno una tradizione negativa ai quarti di finale, dove tra Europei e Mondiali hanno vinto una sola volta (col Paraguay nel 2010), andando quattro volte ai rigori e passando solo contro l'Italia nel 2008. Questo è il passato, ora bisogna scrivere il presente.
di Matteo MARCEDDU

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