
L'integralismo di Bert van Marwijk contro il dogma di Joachim Löw: il tecnico olandese persevera, nonostante le pressioni ormai onnipervasive, quello tedesco non cambia, perché - anche se contro il Portogallo i suoi 11 non hanno propriamente incantato - la sua Germania ha quasi sempre vinto. Le attese sono inversamente proporzionali, perché stasera al Metalist Stadium di Kharkiv l'Olanda gioca per evitare una precoce e inimmaginabile eliminazione da Euro2012 dopo due partite; la Germania per affrettare i tempi e chiudere da capolista il complicatissimo Gruppo B.
Van Marwijk non cambia modulo (4-2-3-1) e, per questo, non schiererà Klaas Huntelaar, l'uomo acclamato da critica e piazza Oranje dopo le statistiche della sua stagione allo Schalke che chiosano 48 gol in 48 incontri disputati. Robben resta a sinistra, nonostante le impazienze dei compagni, così come Jetro Willems (il più giovane di Euro 2012), disattento in copertura, ma molto propositivo in sovrapposizione alta. La novità di formazione sarà il nome del difensore centrale, Joris Mathijsen, al rientro dall'infortunio e al posto di Vlaar. La Germania è solida e tatticamente ordinata: l'estro di Wesley Sneijder e la miglior partita - in termini di tracce offensive, oltre che del solito dispendio energetico - di Kuyt sembrano le uniche armi in grado di colmare il gap, comunque non smisurato, tra le due squadre. In panchina, oltre al già citato Huntelaar, c'è curiosità nel vedere all'opera l'emergente Strootman; in ribasso, invece, le quotazioni di Afellay, evanescente con la Danimarca, e di Van der Vaart.
Il segreto del successo di Löw è Jupp Heynckes, perché il blocco bavarese (7/11 schierati titolari contro il Portogallo, dei convocati del Bayern Monaco soltanto Toni Kroos in panchina) è una cifra stilistica imprescindibile per la sua Germania. La chiave contro una difesa olandese non proprio impenetrabile è la conferma di Özil tra le linee, perché non sarà certo la seconda partita di un Europeo il lasso più congeniale per un po' di turnover. Lo scriviamo con un po' di rammarico (e invidia!) nel ritrovare Schürrle, Götze e Reus tra i nomi delle riserve: il sistemista Löw ha comunque il merito di averli impiegati spesso durante le Qualificazioni europee.

di Fabio DISINGRINI
