ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Lavagna Tattica

    Italia-Spagna, tutto passa dal centrocampo

    Una di quelle partite che fanno tremare i polsi. Una finale anticipata. Anticipata al debutto, per giunta, dopo giorni più che burrascosi. Il momento della verità arriva davvero presto per gli uomini di Cesare Prandelli, obbligati a iniziare l'Europeo nel più convincente dei modi contro la Spagna campione d'Europa e del mondo. Del primo match dell'Italia nel Gruppo C della rassegna abbiamo già parlato ampiamente in tre puntate diverse della nostra "lavagna tattica" (difesa, centrocampo e attacco). Ora è tempo di mettere insieme tutti gli elementi e provare a immaginare quale sarà l'andamento della partita di Danzica. Ecco Italia-Spagna giocata a bocce ferme.

    IL PIANO DI PRANDELLI - Evitare il tracollo. Analizzando gli ultimi risultati dell'Italia verrebbe da pensare a una formazione azzurra obbligata in primis a non fare figuracce. Il problema è che quando si gioca contro una Spagna di questa levatura, un'idea del genere rischia di essere la più dannosa possibile. Quindi Prandelli farà bene a impostare la partita su ben altri binari. L'obiettivo, come già accaduto nell'estate scorsa a Bari, deve essere quello di fare il colpaccio. Vincere facendo la partita e mettendo sotto le Furie Rosse. Imporsi senza però sbilanciarsi. Ma come fare? Ad occhio e croce, il problema principale è rappresentato dal fatto che il punto di forza dell'Italia sia il centrocampo. Esattamente come accade alla Spagna, che può vantare la miglior mediana al mondo.

    Eppure se Prandelli ha una possibilità, questa sta tutta nella gestione del possesso palla e in una manovra ben orchestrata sin dalle retrovie. Squadra compatta e corta, palla bassa e azioni a ritmi quanto meno ragionati. A tal proposito, la scelta di Daniele De Rossi come difensore centrale potrebbe rivelarsi tanto rischiosa quanto redditizia. Come abbiamo già ricordato in settimana, un conto è vedere il romanista giocare in una retroguardia a quattro (come agli ordini di Luis Enrique). Ben altra cosa potrebbe essere vederlo in una difesa a tre. L'obiettivo di Prandelli è far sì che De Rossi mascheri le incertezze del reparto arretrato guidando la squadra come un libero d'altri tempi. Lasciamo perdere i paragoni eccellenti con Franz Beckenbauer e Gaetano Scirea,  ma è ovvio che giocatori di quel tipo devono costituire un punto di riferimento per la novità azzurra.

    De Rossi centrale difensivo potrebbe risolvere anche alcuni problemi di convivenza che si sono verificati spesso in Nazionale con Andrea Pirlo, mantenendo il romanista in posizione centrale e non di interno destro. Semmai, più discutibile può essere l'apporto di Thiago Motta, che rischia di togliere un pizzico di dinamismo alla mediana e di pestare nuovamente i piedi a Pirlo. La soluzione, però, c'è. E sta ancora una volta nell'imitare il modello di gioco spagnolo. Basta che la costruzione della manovra proceda per gradi, con un movimento senza palla costante ma effettuato in spazi ridotti (in modo che i poco dinamici Motta e Pirlo non finiscano per patire sulla lunga distanza). Possesso palla utile a far salire gli esterni, ma anche a creare spazi sulla trequarti a Claudio Marchisio, sul quale peserà la responsabilità di fare male tra le linee.

    E, poi, non resta che incrociare le dita e sperare nella coppia composta da Antonio Cassano e Mario Balotelli. I due sinora non hanno fatto sfracelli, anzi. Ma la loro tecnica, associata al fatto che nessuno dei due sia una vera prima punta, può essere determinante per allargare la coppia di centrali spagnola e creare ulteriore spazio per le percussioni di Marchisio. Ricordate la Juventus di Antonio Conte? Bene, Prandelli ha l'obbligo di mescolare gli elementi di quella squadra con un pizzico di "toque" in salsa italiana. Non serve un patentino in prima per capire che non sarà la più semplice delle missioni. Ma riuscire nell'impresa in questo momento, contro questa Spagna, potrebbe cambiare il destino della Nazionale in questo Europeo. Tanto vale provare, no?

    IL PIANO DI DEL BOSQUE - La Spagna non cambia nulla. Il piano di gioco delle Furie Rosse è lo stesso da anni e con il passare del tempo si è soltanto consolidato. Del Bosque parte da un 4-2-3-1 di base che sembra soprattutto una convenzione per gli addetti ai lavori. Perché la "Roja" interpreta il modulo con una forte connotazione dinamica, facendo sì che nessuno abbia un ruolo prestabilito e il gruppetto composto da Xavi, Andrés Iniesta e David Silva possa spaziare liberamente sulla trequarti. Cercando gli spazi laddove la difesa avversaria ne concede, creandoli lì dove è opportuno. Basta questo per intuire che una retroguardia balbettante quanto quella italiana costituisca una vera e propria occasione d'oro per la Spagna, soprattutto perché Silva e Iniesta sono i giocatori ideali per mandare in tilt i due centrali esterni: Giorgio Chiellini da una parte e Leonardo Bonucci dall'altra. Sulla carta, non può esserci partita per l'eccezionale vivacità e tecnica delle Furie Rosse.

    Se l'Italia può giocarsela sulla tecnica (non poi così inferiore a quella avversaria), gli Azzurri non possono competere neanche lontanamente sul piano della rapidità d'esecuzione. E proprio qui del Bosque avrà un'altra carta pesantissima da giocarsi, quella del pressing. La Spagna proverà da subito ad aggredire alto i portatori di palla, in particolar modo Pirlo e De Rossi. E lì potrebbe saltare il banco a favore della "Roja", soprattutto nel medio-lungo periodo. Gli uomini chiave azzurri (Pirlo e Thiago Motta) in fase di possesso palla corrono il serio rischio di essere soffocati atleticamente, ancor prima di potersela giocare "qualitativamente". Un anno fa nell'amichevole vinta dai nostri questo elemento non era a favore della Spagna, ancora indietro a livello fisico. Ora, però, la situazione sarà profondamente diversa.

    In ultimo luogo, non si deve dimenticare l'importanza del gioco sugli esterni, che da un confronto tattico di questo tipo sembrerebbe più che trascurabile. L'Italia, schierandosi con una retroguardia a tre, rischia costantemente l'inferiorità numerica, perché la Spagna - allargando in fase di possesso palla Iniesta e Silva - potrà permettere al terzino di salire creando dei pericolosi due contro uno sulle corsie laterali, chiamando fuori a turno uno tra Bonucci e Chiellini (il modo migliore per aprire varchi centrali). Tra le tante stelle, non è da escudere che possa essere la partita di Jordi Alba, un laterale mancino dalla spinta impressionante che se la vedrà con un Christian Maggio atteso al salto di qualità definitivo in Nazionale. Ebbene sì, del Bosque ha molte più frecce nel proprio arco rispetto a Prandelli.

    VARIABILI, PANCHINA ED INCOGNITE - A poche ore dall'inizio del match, Emanuele Giaccherini è ancora favorito su Federico Balzaretti per il ruolo di esterno sinistro. Un'opzione che desta ulteriore motivo di preoccupazione dal punto di vista tattico. Perché lo juventino non ha mai giocato in quella posizione, perché si tratta di un esordiente e perché le caratteristiche di Giaccherini restano sempre e comunque quelle di un'ala di spinta. Qualche incognita di troppo in una partita che l'Italia non può sbagliare. La variabile italiana è tutta qui. Nella speranza che lo juventino possa far valere la propria vivacità nel confronto con il di certo non impeccabile Alvaro Arbeloa. Ma anche nella possibilità che con la presenza di Giaccherini il modulo torni subito ad essere un 4-3-1-2 con Chiellini terzino sinistro e De Rossi centrale in una difesa a quattro. Un rischio semplicemente incalcolabile, una sorta di terno al lotto tattico per Prandelli.

    Il dubbio di del Bosque è invece quello riguardante la prima punta. Fernando Torres è stato provato nella formazione titolare nell'ultima seduta tattica delle Furie Rosse, ma Alvaro Negredo ha ancora qualche chance. Nelle condizioni attuali, l'attaccante del Chelsea è più redditizio entrando a partita in corso. Eppure non si può dire che a del Bosque non manchino le alternative: Jesus Navas per allargare il gioco, Juan Manuel Mata per dare brillantezza alla trequarti e Cesc Fabregas per il ricambio a Xavi o Iniesta. E Prandelli? Alzi la mano chi vede nella panchina azzurra un singolo giocatore realmente in grado di cambiare la partita. No, non sarà affatto facile Italia-Spagna. Ma se è vero che gli Azzurri quando sono spalle al muro tirano fuori il meglio, questa potrebbe essere la serata della svolta.

    Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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