ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Lavagna Tattica

    Juve con Asamoah, Napoli con il 3-5-1-1

    Ricominciamo da dove avevamo lasciato. La Supercoppa Juventus-Napoli apre la stagione ufficiale così come l'aveva chiusa con la finale di Coppa Italia. Quanto è cambiato? Come? Dove? Chi rischia di più? Proviamo a vedere cos'è successo nell'estate di queste due squadre e a capire che tipo di finale sarà quella di Pechino.

    IL PIANO DI MAZZARRI — E partiamo proprio dal Napoli che, nell'ultima sfida, condannò la Juventus alla prima sconfitta stagionale. La rivoluzione di Mazzarri è ben celata e nonostante sulla carta sia quasi impercettibile è un cambio di filosofia, almeno in una zona del campo, radicalmente profondo. Il tecnico toscano, per la prima volta nella sua gestione sotto il Vesuvio, passerà da un 3-5-2 a un 3-5-1-1. Sembra poco. Non lo è. Ma andiamo con ordine.

    Sulla linea difensiva i partenopei sono praticamente gli stessi. Cannavaro è il capitano al centro della retroguardia, Campagnaro è intoccabile a destra mentre a sinistra il ballottaggio Britos-Aronica dovrebbe essere vinto proprio dal primo di questi due che, nonostante non abbia convinto a pieno nel pre campionato, parte favorito. Ad ogni modo qui poco cambia.

    Il centrocampo a 5 è il mantra della filosofia 'mazzariana', con gli esterni, Zuniga e Maggio, che continueranno a fare ciò che gli è sempre stato chiesto; Inler, che avrà il compito di essere lo schermo davanti alla difesa; Behrami, "il nuovo" Gargano — correre, aggredire e recuperare palla… magari mordendo le caviglie a Pirlo — e poi naturalmente Marek Hamsik. Proprio da lui nasce il cambio nel gioco di Mazzarri.

    Con la perdita di Lavezzi, giocatore straordinario capace di svariare su tutto il fronte offensivo ma soprattutto in grado di allargarsi per creare lo spazio agli inserimenti dei centrocampisti e alla prima punta, Mazzarri ha dovuto reinventarsi. Pandev, infatti, ha ben altre caratteristiche rispetto al Pocho e il tecnico toscano, proprio per questo, è passato dalla filosofia "della velocissima ripartenza a tutti i costi" a quella della creazione del gioco alle spalle della punta. Il macedone agirà infatti da trequartista e, dalle sue giocate, dipenderà buona parte della pericolosità offensiva del Napoli. Dicevamo di Hamisk però. Come influirà questo sul rendimento dello slovacco in zona gol è tutto da capire. Quel che è certo è che il talentuoso centrocampista dovrà presumibilmente allargarsi andando a vestire dei panni fin ora non suoi. Da capire, poi, ci sarà anche come il Napoli si adatterà "alla fantasia" in zona gol. Specialmente contro una squadra — la Juventus — che fa del pressing e dell'aggressività uno dei principali punti di forza.

    IL PIANO DI CONTE — Anzi, della coppia Carrera-Baroni, che sostituirà il tecnico dopo la squalifica di 10 mesi comminata da Palazzi. La Juventus avrà anche acquistato tanto ma, riflettendoci, dell'undici campione d'Italia imbattuto cambierà ben poco. La sostituzione in difesa è una di quelle forzate — Lucio al posto di Chiellini -, il centrocampo è intoccabile — Pirlo, Marchisio, Vidal -, la fascia destra è proprietà privata di Lichsteiner e Vucinic è, anche per mancanza di alternative, inamovibile. Posta questa base sarà difficile prevedere una Juve diversa da quella della passata stagione. C'è un "però", ed è legato a tre variabili: Lucio appunto, la fascia sinistra e l'altro attaccante. Ad occupare quei ruoli dovrebbero essere rispettivamente Asamoah e Giovinco.

    Il difensore brasiliano, fin ora, è apparso tutt'altro che in forma e i movimenti di una difesa a tre sono profondamente diversi rispetto a quelli di una retroguardia a quattro. Attenzione quindi, una delle chiavi del match (in negativo) potrebbe essere proprio qui. Asamoah, invece, l'abbiamo visto spesso in pre campionato occupare un ruolo non suo con risultati più che convincenti, ma contro il Napoli si troverà davanti un cliente scomodo come Christian Maggio. Sulle qualità di corsa del ghanese c'è poco da discutere, ma vedere se riuscirà a fare la fascia per 90 minuti (di partita vera) essendo efficace sia in fase difensiva che, soprattutto, in quella offensiva resta una grande incognita (anche per questo è pronto De Ceglie). Così come lo è Sebastian Giovinco. La formica atomica, favorita su Matri, dovrà presumibilmente vedersela con il raddoppio di marcatura di due energumeni come Behrami e Inler... non il migliore degli esordi ufficiali. Detto questo, però, il gioco della Juventus passerà naturalmente dai piedi di Pirlo. Se Mazzarri sarà in grado di imbrigliarlo come nella finale di Roma, il Napoli avrà risolto il 70% del lavoro. Sembra banale, ma è così.

    LE VARIABILI: NAPOLI SENZA LAVEZZI; JUVE FERITA NELLA TESTA? — Inutile dirlo. Il Napoli senza Ezequiel Lavezzi ha perso un giocatore in grado di fare davvero la differenza nello scacchiere tattico di Mazzarri tanto che, come abbiamo visto, il tecnico toscano per la prima volta in carriera ha dovuto modificare — seppur di poco — il suo amato modulo. Il Napoli quindi è tutto da testare anche se, un'ulteriore alternativa, potrebbe arrivare a partita in corso con l'ingresso dello scugnizzo Insigne che tanto ha fatto innamorare i partenopei in questo pre campionato. A quel punto potremmo anche assistere (se non dovesse prendere il posto di Pandev) al passaggio a un 3-4-2-1, modulo che comunque Mazzarri ha provato spesso nel ritiro di Dimaro e che fornirebbe un doppio trequartista al terminale offensivo Cavani. La novità a quel punto sarebbe totale: da una parte l'imprevedibilità di due giocatori dai piedi molto buoni, dall'altra Zuniga e Maggio esterni di un centrocampo a 4.

    Dall'altra parte, invece, la Juventus è chiamata a far vedere quanto vale dal punto di vista psicologico. L'anno scorso il fortino di Antonio Conte non ha mai sofferto di problemi del genere: mai una frizione, mai una polemica nello spogliatoio, mai un caso che potesse destabilizzare l'ambiente… e dire che capitan Del Piero passò una stagione seduto in panchina. Quest'estate invece i bianconeri sono stati bombardati dai Cannoni di Navarone: le lotte Agnelli-FIGC su praticamente qualsiasi questione, i casi Bonucci e Pepe, le dimissioni di parte dello staff e, naturalmente, la squalifica del "comandante" Antonio Conte, il vero "top player" della Juventus. Se i bianconeri sono già una grande squadra lo scopriremo tra poche ore, per il resto buona finale a tutti.

    di Simone ETERNO (Twitter @Simon_Forever http://twitter.com/Simon_Forever )