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    Lavagna Tattica

    Juventus-Napoli, decideranno Conte e Mazzarri

    Finalmente ci siamo. Alle 18 le capolista Juventus e Napoli si daranno battaglia per scrivere un nuovo capitolo in una rivalità che ha tutte le premesse per divenire un appuntamento decisivo della nostra Serie A negli anni a venire. Non è più il confronto tra Michel Platini e Diego Armando Maradona che infiammava gli anni 80, adesso è la sfida tra i due migliori strateghi in circolazione nel nostro campionato: Antonio Conte da una parte e Walter Mazzarri dall'altra. Due tecnici molto simili per modulo (3-5-2), visione del calcio (fisicità e intensità) ma anche differenti nel risultato finale. Per una Juventus che gioca a palla bassa e deve sempre fare la partita c'è infatti un Napoli che agisce in contropiede e con una fiammata può chiudere i giochi. Da un lato un'orchestra - nel senso sacchiano del termine — diretta dalla bacchetta senza pari di Andrea Pirlo (sono già 11 i marcatori in stagione, contro i 7 dei partenopei), dall'altro un gruppo di instancabili e umili faticatori finalizzato all'esaltazione del fuoriclasse, Edinson Cavani. I bianconeri vincono a centrocampo, gli azzurri in attacco. Quindi, come andrà a finire?

    IL PIANO DI CONTE — I meccanismi sono oliati, indipendentemente dai pochi tasselli che possono mutare nella scacchiera bianconera. Il blocco che fa la differenza c'è tutto. Pirlo in cabina di regia, Marchisio e Vidal (anche se non al top) ai fianchi. E i due esterni che macinano chilometri e fisicità: Lichtsteiner-Asamoah. La "meglio Juventus" è tutta qui, pronta all'uso per un'altra grande sfida. Se il vestito sarà quello buono, il centrocampo di Conte sarà in grado di provvedere alle richieste con la solita dose abbondante di pressing alto, fraseggi rapidi e intensità di gioco. Un piano che ha rintronato quasi tutti gli avversari della Vecchia Signora da un anno a questa parte. Una fisicità e un'organizzazione che dovranno anche questa volta ovviare alle evidenti lacune della prima linea. Lì dove sino all'ultimo Giovinco e Quagliarella partiranno titolari per via dell'assenza di Vucinic. Un problema? Sì, ma Conte sa bene che a fare la differenza sarà un centrocampo che ha sinora prodotto 12 gol contro i 10 forniti dell'attacco e che incisivi potrebbero essere anche i cambi nell'ultima mezz'ora, quelli che danno brillantezza quando la difesa avversaria è stanca. Anche se l'impressione è che la Juventus finirà per insistere soprattutto sugli esterni, lì dove sulla carta esiste il mis-match maggiore. Asamoah contro Maggio e ancora di più Lichtsteiner contro Zuniga. Per il Napoli sarà dura reggere a una forza d'urto del genere sulle corsie laterali.

    IL PIANO DI MAZZARRI — L'anno scorso il Napoli arrivò a Torino per restare in corsa sull'obiettivo Champions League e finì per infrangersi sulla solidità del centrocampo juventino. Ma, forse, con quella disfatta (un netto 3-0 per i bianconeri) è nato un nuovo atteggiamento. Mazzarri, tra il finale della scorsa stagione e l'inizio di questa, ha leggermente modificato l'assetto passando da un 3-4-3 con Lavezzi e Hamsik al supporto di Cavani a un 3-5-2 con il duo Pandev-Cavani davanti e Hamsik libero di muoversi tra le due linee, partendo però più centrale. Il tutto porta alla modifica chiave. Al posto di una mediana composta da Gargano e Inler, meno capace di coprire la retroguardia come accadeva con Pazienza al posto dello svizzero nella stagione precedente, si è virato per un trio decisamente più duttile in entrambe le fasi. Inler si muove più da regista, fiancheggiato dallo slovacco e Behrami, che con un carico di atleticità e dinamismo si dimostra decisamente più funzionale al modulo. Ne è uscito un Napoli con la miglior difesa del campionato (3 gol incassati in 7 partite) con 0,42 gol presi di media a partita, un terzo rispetto alla stagione scorsa (a fine anno furono 46, media dell'1,21). Proprio questo sarà il valore aggiunto degli azzurri, che con questo assetto sono riusciti a vincere l'ultima finale di Coppa Italia e giocarsela fino in fondo nella controversa Supercoppa Italiana. Adesso si va in scena per il tutto per tutto. Il Napoli metterà in campo tutte le armi tradizionali: pressing basso e contropiede finalizzato all'esaltazione di Cavani. Con la novità di un centrocampo che pare finalmente competitivo con la migliore mediana d'Italia, quella di Conte. Il problema, semmai, sono proprio le condizioni fisiche dell'uruguaiano. Riuscirà a essere il terminale micidiale di sempre?

    LE VARIABILI: OCCHIO ALLE PALLE DA FERMO — Per la Juventus sono un punto di forza e lo testimoniano le incursioni spesso decisive di Bonucci, Chiellini e Barzagli. Per il Napoli sono uno storico "tallone d'Achille" che è costato caro nella recente trasferta di Europa League con il PSV Eindhoven. Lì c'era l'attenuante delle molte riserve schierate in campo, questa volta non possono esserci passi falsi. E la linea a tre titolare di Mazzarri dovrà dimostrarsi competitiva anche ad altissimo livello. Fronteggiando prima la vivacità degli attaccanti juventini (che scenderanno in campo con l'obiettivo primario di aprire la difesa creando spazio per i centrocampisti) e poi le incursioni su palla alta dei centrali difensivi di Conte. Sarà durissima. Ma potrebbe essere altrettanto per una Vecchia Signora troppo propensa all'attacco, senza un Bonucci al massimo della concentrazione. Certi svarioni non vengono perdonati da un Cavani capace di segnare già 6 gol in campionato e da un duo micidiale negli spazi come quello composto da Hamsik e Pandev. Fattori soltanto all'apparenza secondari, elementi che potrebbero segnare in modo decisivo il confronto tra le due migliori formazioni del nostro campionato.

    Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)