La stagione del calcio italiano si chiude ufficialmente questa sera con la finale di Coppa Italia di Roma tra Juventus e Napoli. Ecco la lavagna tattica della sfida dell'Olimpico. Come Antonio Conte e Walter Mazzarri proveranno a fare loro la partita.
IL PIANO DI CONTE - Come sempre contro le squadre che giocano con una difesa a tre, il tecnico bianconero opterà per un 3-5-2. La soluzione fu provata per la prima volta proprio nello scontro diretto con il Napoli del San Paolo (rocambolesco 3-3 nel girone d'andata) e raggiunse i risultati migliori nel 3-0 dello Juventus Stadium proprio contro gli azzurri. Il terzo incrocio stagionale contro i partenopei non porterà Conte a un cambio di impostazione tattica, per quanto dovrà fronteggiare due assenze importanti come quelle di Chiellini e De Ceglie, i due titolari che ricoprono la catena di sinistra. Al loro posto giocherà Caceres nell'inedito ruolo di terzo mancino nella linea difensiva, mentre a centrocampo tornerà dopo qualche mese passato in soffitta Estigarribia.
Ad occhio e croce, tutto ciò potrebbe portare Conte a investire maggiormente sulla fascia destra, preferendo contenere dalla parte di Maggio. Saranno quindi da tenere particolarmente d'occhio Lichtsteiner e Vidal, i due che potrebbero sfruttare il ventre molle rappresentato dallo spesso balbettante Zuniga. Al di là delle fasce, però, i problemi principali potrebbero arrivare in attacco per la Juventus. Lì dove Del Piero verrà affiancato da Borriello, con Vucinic, Quagliarella e Matri che partono dalla panchina. Il rischio di una linea offensiva troppo statica per il calcio che vuole Conte c'è tutto, ma il genio del capitano bianconero - all'ultima da juventino - potrebbe ovviare a questa carenza.
IL PIANO DI MAZZARRI - Qualcosa è cambiato. Certo, il Napoli non è arrivato in Champions League perdendo il passo giusto nel finale di campionato. Ma dal cappotto di Torino della scorsa primavera le novità non sono mancate. Quella sera, infatti, Walter Mazzarri ha capito che il 3-4-3 con il quale ha costruito il suo Napoli dei miracoli non poteva competere ad armi pari contro squadre di livello superiore. Quanto meno considerando che la difesa partenopea è tutto fuorché irreprensibile. Nel 3-0 del ritorno di campionato, fu decisivo il confronto di centrocampo, lì dove il trio Vidal-Pirlo-Marchisio fece a fettine la coppia Gargano-Inler, sfruttando superiorità numerica ed esplosività fisica.
Da allora, Mazzarri ha deciso di rimpolpare il centrocampo con la presenza fissa di un terzo mediano. Concedendo maggior spazio a Dzemaili o arretrando Hamsik. E, almeno in parte, il Napoli si è rilanciato trovando le ultime energie per il finale di stagione e recuperando un certo equilibrio. Adesso è la prova del nove, perché la Juventus che si troverà di fronte propone le stesse difficoltà tattiche e sarà decisiva la prestazione di Hamsik, il terzo mediano che dovrà fungere da raccordo: tamponare e ripartire. Senza dimenticarsi di Lavezzi, che in quella che potrebbe essere l'ultima partita da napoletano dovrà fungere da guastatore su tutto il fronte d'attacco, andando a creare superiorità numerica su entrambe le fasce, dove Zuniga e Maggio non affronteranno la più semplice delle serate. Hamsik e il Pocho conteranno molto, anche perché senza il loro apporto Cavani finirà per essere isolato contro tre difensori come nel già citato 3-0 di campionato.
LE VARIABILI: PANCHINA E CALCI PIAZZATI - Non ci vuole molto per capire che il Napoli farebbe meglio a passare in vantaggio subito per poi gestire in contropiede. Basta leggere le probabili formazioni e la lista delle due panchine per comprendere che Mazzarri ha decisamente meno alternative rispetto a Conte. Il tecnico bianconero può gettare nella mischia tre punte più due centrocampisti d'inserimento come Giaccherini e Pepe (quindi all'occorrenza può anche passare al 4-3-3). Mazzarri, invece, oltre a Pandev e Dossena non ha nulla da offrire per cambiare gli equilibri. Non è affatto una lotta ad armi pari, dunque. E lo diventa ancor meno se si prendono in considerazione i calci piazzati. Lì dove la Juventus può vantare uno specialista delle conclusioni dirette come Del Piero, mentre il Napoli non ha mai offerto garanzie da questo punto di vista in fase difensiva. L'alto numero di gol incassati su calci d'angolo è stato un problema per tutto l'anno, potrebbe esserlo anche questa sera.
Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)



