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    Milan-Inter: è il momento della verità

    E' arrivato il momento della verità. Il derby è necessariamente il momento in cui Milan e Inter dovranno scoprire le carte dopo un inizio di stagione in crescita costante ma comunque molto ricco di passi falsi e incognite. Massimiliano Allegri confermerà il 4-2-fantasia delle ultime due uscite, mentre Andrea Stramaccioni non si discosterà dal 3-4-1-2 che ha dato l'equilibrio mancante ai suoi nerazzurri. Che partita sarà? Proviamo a immaginarlo.

    IL PIANO DI ALLEGRI — Nonostante abbia pubblicamente manifestato qualche dubbio di formazione soprattutto a livello tattico, il tecnico rossonero non rischierà l'inedita difesa a tre riproponendo grosso modo lo schieramento visto a Parma e San Pietroburgo. Sotto dunque con il 4-2-fantasia che ricorda soltanto nella denominazione il tentativo di Leonardo. Allora davanti alla difesa giocavano Ambrosini e Pirlo, mentre sulla trequarti gravitavano Pato, Seedorf e Ronaldinho. Adesso in mediana c'è la coppia De Jong-Montolivo e davanti il trio Emanuelson-Boateng-El Shaarawy. Il 4-2 resta, la fantasia non c'è più. In altre parole, il tentativo di chiamare questo modulo come quello di Leonardo è soprattutto un tentativo di mascherare una soluzione piuttosto difensiva e ben poco spettacolare come quella di Allegri con una facciata offensivista.

    Meglio non cascare nella trappola, dunque. Il Milan cercherà di attirare l'Inter sulla propria trequarti per poi sfruttare gli inserimenti di Boateng e la velocità di Emanuelson. Ma, soprattutto, la vena di un El Shaarawy che si presenta al derby con un ruolino di marcia di 5 gol nelle ultime 4 partite. Da quella parte, la corsia mancina, Allegri si giocherà gran parte delle proprie possibilità. Nella speranza che De Sciglio confermi i progressi di questo ottimo inizio di stagione e fluidifichi a dovere, garantendo sull'esterno sinistro la superiorità numerica che potrebbe creare dei problemi anche a un veterano come Zanetti.

    Il lavoro di El Shaarawy e Emanuelson, del resto, sarà fondamentale anche per allargare la retroguardia a tre scelta da Stramaccioni. Un lavoro che potrebbe essere agevolato dalla scelta di Bojan al posto di Pazzini. Lo spagnolo, favorito per una maglia da titolare al centro dell'attacco, è stato molto utile nelle ultime due partite da titolare perché in grado di retrocedere sulla trequarti e servire i tagli di El Shaarawy ed Emanuelson. Non richiedendo, allo stesso tempo, la quantità di cross di cui avrebbe bisogno Pazzini per mettersi in moto. Cross che il Milan non è mai stato in grado di produrre. Più utile Bojan, quindi. Specie se si vuole regalare il minor numero di punti di riferimento possibili a una retroguardia molto statica e macchinosa come quella nerazzurra.

    IL PIANO DI STRAMACCIONI — Un solo dubbio di formazione anche per il tecnico nerazzurro che deciderà soltanto in extremis se confermare Coutinho nell'undici titolare o aggiungere quantità e inserimenti con Guarin, che verrebbe posto in un ruolo intermedio tra centrocampo e attacco (alla Boateng, in altre parole). L'opzione del brasiliano è però la più intrigante perché darebbe quel pepe che manca a un'Inter che nelle ultime settimane ha sì trovato equilibrio con la difesa a tre, ma rischia di essere troppo bloccata per via della presenza di tre difensori centrali (Ranocchia, Samuel e Juan Jesus), due difensori esterni (Zanetti e Nagatomo) e due mediani (Gargano e Cambiasso). Poca qualità media, esattamente come accade tra difesa e centrocampo per il Milan.

    La presenza di Coutinho, quindi, è determinante per dare meno punti di riferimento agli avversari e avviare le ripartenze. Senza dimenticarsi che il brasiliano, con il proprio dinamismo, finisce per mascherare la scarsa mobilità di Cassano esaltandone invece le doti di assist-man negli spazi. Guarin darebbe ulteriore filtro e potenza, ma con un Milan che schiera in mediana un duo ben poco rodato e convincente come quello costituito da De Jong e Montolivo sarebbe francamente troppo. Meglio aggiungere brillantezza, pressing e vivacità davanti, con Coutinho.

    Il resto, invece, è il piano tradizionale. Stramaccioni, adesso, può permettersi di allungare la squadra e giocare su due tronconi del campo. Difesa bloccata e centrocampo di rottura, ma anche attacco vivace e micidiale negli spazi. L'obiettivo diventa quindi quello di attrarre l'avversario e colpirlo in ripartenza (non si dica però "contropiede" e soprattutto "atteggiamento da provinciale"), come accaduto splendidamente contro una Fiorentina tanto bella quanto ingenua. Il modo migliore per esaltare Cassano, Coutinho e Milito. Che, forse, questa volta non se la vedrà direttamente contro il "miglior amico" Abate. La presenza di Cassano, infatti, dovrebbe spostare l'argentino sul fronte destro dell'attacco, consentendo a FantAntonio di giocare sul settore mancino, quello che predilige.

    O GOLEADA O PAREGGINO? — Gli equilibri si avvicinano, ma non sono ancora stati raggiunti e il discorso vale sia per Allegri sia per Stramaccioni. Basta questo per capire che molto probabilmente andremo verso un tipo di partita all'insegna dei continui ribaltamenti di fronte con aria di goleada. O, al contrario, verso il classico "pareggino" determinato dalle paure che proprio queste mancanze di equilibrio possono generare. Il segno "x", del resto, manca al "derby della Madonnina" dall'ottobre del 2004, quando finì 0-0. Un record di ben 15 partite consecutive senza pari (9 vittorie interiste, 6 milaniste), una striscia senza precedenti nella storia della stracittadina. Un motivo in più per pensare che, forse, un risultato di questo tipo sia anche il più probabile.

    Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)