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    Nordsjaelland, la favola danese che s’ispira al Barça

    La Juventus vola in Danimarca per affrontare la Cenerentola della Champions League di quest'anno, il Nordsjaelland. L'unico precedente della Vecchia Signora contro una squadra danese è favorevole, avendo battuto l' Hvidovre IF Copenhagen: allora, era il settembre del 1982, furono Platini, Rossi, Brio e Cabrini a facilitare il passaggio del primo turno di Coppa Campioni della Juventus, con un 4-1 esterno seguito da un 3-3 (Platini 2, Rossi) a Torino. Questa volta i bianconeri devono fare uno sforzo in più, visto che non vincono da cinque partite esterne in Europa e che arrivano da otto pareggi in fila.

    Chi si troveranno davanti Antonio Conte e i suoi ragazzi? Il "Barcellona della Danimarca" direbbe chi crede di più nelle potenzialità di questa squadra, nata solamente nel 1991 sotto il nome di Farum Ballklub (grazie all'unione di due club della regione dell' Hovedstaden) e cresciuta di livello solamente grazie all'avvento del magnate locale, Allan Pedersen. Dal 2003 in poi ecco l'escalation che regala prima la SuperLigaen, la Serie A danese, la qualificazione in Europa League, due Coppe di Danimarca (2010 e 2011) e finalmente il titolo nazionale (2012). E di conseguenza l'ingresso nell'Europa che conta.

    Il Nordsjaelland deve ringraziare il suo uomo del miracolo, tal Kasper Hjulman, il tecnico capace di continuare e incrementare il buon lavoro già svolto da Morten Wieghorst (ora all'Under 21 danese) e di riuscire a strappare lo scudetto ai più quotati cugini dell'FC Copenaghen, al primo anno di gestione della squadra. E' stato proprio Hjulman a cambiare mentalità alla squadra e a ridisegnarla ispirandosi ai più grandi di tutti, ovvero i blaugrana: un 4-3-3, quello dei danesi, che nella passata stagione ha sorpreso tutti, per qualità e quantità. Attacco, attacco e ancora attacco, per mettere in difficoltà gli avversari, sin dai primi passaggi: una tattica che può funzionare in patria, ma che difficilmente riesce a dare i suoi frutti in campo internazionale. Come si è visto in questo avvio di stagione. 0-2 dallo Shakthar, 0-4 dai campioni d'Europa in carica del Chelsea…

    Il Nordsjaelland, fatte salve per le cessioni quasi ovvie dei pezzi migliori, Bjelland al Twente e Mikkelsen al Greuther Furth, è rimasto con la stessa ossatura; ciononostante Hjulman ha ridisegnato la sua creatura su un più europeo 4-2-3-1, con l'intenzione di mascherare l'assenza di una vera e propria punta di ruolo (non esiste nemmeno un numero 9 in rosa, ndr). Morten Nordstrand è il riferimento offensivo, ma sono altri i giocatori da tenere d'occhio: su tutti l'olandese Joshua John, un esterno classe 1988 in prestito dal Twente che sa far male davanti; a centrocampo tengono banco l'esperto capitano  Nikolai Stokholm e il promettente ghanese Enoch Kofi Adu (è un '90); impossibile, soprattutto parlando di Juventus, non citare anche Andreas Laudrup, figlio di quel Michael che tra il 1985 e il 1986 centrò Coppa Intercontinentale e Scudetto con la maglia della Vecchia Signora. Il giovane Laudrup, 21 anni, non vuole paragoni ma il futuro è suo: gioca nei tre dietri la punta e il suo idolo è Andrea Pirlo, ha già fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili e ora punta alla maggiore. "Sarà una bella lotta a centrocampo, la Juventus ha giocatori formidabili in quella zona", ha ammesso Andreas. In difesa invece occhi puntati sulla giovane coppia di centrali, l'ivoriano naturalizzato danese Okore (20 anni) e il croato Ivan Runje (22).

    Da Steen Hansen, uno dei giocatori che segnò alla Juventus del 1982, a Jesper Hansen, portiere del Nordsjælland di oggi: "Ho sempre tifato Juventus, e penso che Antonio Conte sia super". I danesi sono la squadra più battute dopo le prime due giornate di Champions League: sei i gol subiti, come Spartak Mosca e Zenit San Pietroburgo. Il catino del Parken di Copenaghen (si gioca lì, Farum è troppo piccola) attende il primo gol dei propri beniamini: le temperature si annunciano bassine (5-7 °C) ma saranno in 38mila a tifare per il Nordsjælland e contro la Juventus. Il freddo questa volta non si sentirà.

    di Davide BIGHIANI (twitter: @davidebig10)