Se si fa eccezione per il piccolo contrattempo fisico che ha bloccato Riccardo Montolivo per qualche giorno, il centrocampo può tranquillamente essere considerato il reparto nelle migliori condizioni della nostra Nazionale. Cesare Prandelli potrà dire tutto, ma non potrà negare di aver portato in Polonia la propria mediana ideale. Un centrocampo che ha mantenuto l'ossatura delle qualificazioni e ha aggiunto qualche interessante outsider.
Il fulcro è ovviamente Andrea Pirlo in cabina di regia, mentre i due intermedi sono stati a lungo Daniele De Rossi e Claudio Marchisio e il ruolo di trequartista è stato occupato a turno da Riccardo Montolivo e Thiago Motta. I titolari, in sostanza, sarebbero loro. In seconda battuta, invece, partono la rivelazione Antonio Nocerino oltre ai jolly Emanuele Giaccherini e Alessandro Diamanti.
Le certezze, però, anche qui si sono incrinate a un passo dal debutto contro la Spagna. E, così, sul reparto ha finito per pesare non poco la crisi difensiva che porterà De Rossi ad abbassarsi sulla linea della retroguardia. Con il romanista che arretra, se ne va anche quanto di più simile vi sia in questa squadra a un trequartista (Diamanti è soprattutto una seconda punta, così come Sebastian Giovinco), ovvero Montolivo. Il tutto a beneficio di Thiago Motta, che va a rinfoltire la mediana a tre in un centrocampo che diventa a cinque con il supporto di Christian Maggio e Federico Balzaretti sugli esterni.
I punti interrogativi sono molteplici, anche perché la sfida contro la Spagna da questo punto di vista è la più probante. Quasi un anno fa, l'Italia riuscì a sconfiggere le Furie Rosse in amichevole, ma si trattava soltanto di un test agostano. Adesso è tutta un'altra storia e sarà molto difficile mettere sotto Xavi e compagni sul possesso palla, così come accaduto a Bari. Il punto chiave sarà giocarsela ancor più sugli inserimenti in stile Juventus, ovvero mettere in difficoltà la Spagna con gli inserimenti di Marchisio, chiamato a replicare in maglia azzurra la stagione da urlo in bianconero.
Almeno quanto sarà importante un atteggiamento fluido che abbiamo già sottolineato come determinante nel passaggio alla difesa a tre. La presenza di De Rossi nella retroguardia permetterà di dare avvio alla manovra sin dai primi tocchi e toglierà pressione a Pirlo almeno quanto l'inserimento di Thiago Motta, che dovrà agevolare il regista azzurro dandogli il cambio in caso di pressing avversario. Non sarà il triangolo magico composto da Xabi Alonso, Xavi e Iniesta (senza dimenticarsi di David Silva), ma è pur sempre un trio capace di dare qualità e garantire un buon possesso palla.
Ma, come detto, in assenza di un trequartista sarà fondamentale il movimento di chi finirà per agire dietro le due punte inserendosi da dietro. Marchisio è il candidato ideale per far male tra le linee, almeno quanto lo stesso Thiago Motta può fungere da valida alternativa. Basterà per far male alla Spagna? Dirlo è difficile. Anzi, guardando gli ultimi risultati della Nazionale verrebbe da pensarla "all'italiana". E intendere quindi il centrocampo azzurro come il principale mezzo per bloccare sul nascere le iniziative avversarie e far sì che la Spagna non arrivi sulla nostra trequarti in campo aperto. Squadra corta e compatta, capace di ripartire con pochi tocchi ma anche di addormentare il ritmo quando serve. Se il centrocampo riuscirà a rispondere a tali richieste, "l'imbarcata" che sembrerebbe logico attendersi dopo un ko per 3-0 con la Russia potrebbe divenire soltanto uno spauracchio.
E, poi, che Prandelli non si dimentichi delle riserve. Perché è vero che Giaccherini, Nocerino e Diamanti non hanno forse il "curriculum vitae" adatto per partire dal primo minuto contro la Spagna, ma possono pur sempre tornare utilissimi a gara in corso per aggiungere brillantezza e dinamismo. Basterebbe arrivare all'ultima mezz'ora con una partita in equilibrio e poi sperare in un cambio azzeccato. Certo, ora sembra fantascienza. Ma chissà che il sogno non si realizzi...
Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)
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