
In questi Giochi Olimpici di Londra 2012 stanno cadendo un po' di tabù, argomenti che tutti conoscono, ma di cui non si parla mai per etichetta. Ad parire le danze è stata Hope Solo col sesso libero al Villaggio Olimpico, ma anche Ryan Lochte rivela una verità universalmente conosciuta, ma sempre taciuta per bon ton: la pipì in piscina.
Il nuotatore statunitense, intervistato dalla NBC, si è trovato a fronteggiare una domanda diretta e imbarazzante, cui però ha risposto sinceramente e con candore: "Certamente, facciamo sempre la pipì in vasca. C'è qualcosa nell'acqua che ti impedisce di trattenerla".
L'atleta ha precisato, però, che gli capita solo durante il riscaldamento e non mentre gareggia e gli stessi allenatori sanno che succede, perché una volta entrati in vasca non vogliono più uscire, però ci sono scuole di pensiero controverse.
Se da un lato il medico della squadra azzurra assicura che "dà fastidio l'idea, ma quanto a pericolo l'urina è pari a zero. E' un liquido sterile, diverso il discorso con le ragazzi se lo fanno non me lo dicono da noi è vietato, ma è relativamente frequente da quando nuotavo io...'', dall'altro Mick Nelson, responsabile degli impianti USA, lancia l'allarme. "Basta che il 2% dei presenti in vasca urini che l'acqua è contaminata e i sistemi di disinfezione non funzionano più".
Pericolo o no, la considerazione che sorge spontanea, prima di tutto il resto, è questa: ma ai nuotatori non fa schifo immergersi in acqua contaminata ed essere consapevoli di mettere costantemente in bocca un liquido che è un misto di acqua, cloro, pipì propria e pipì altrui?
