
Difficile, quasi impossibile oscurare Usain Bolt nella serata della leggendaria sfida sui 200 metri con il connazionale Yohann Blake, vinta dal 25enne di Trelawny con il tempo di 19" 32. Eppure il kenyano David Lekuta Rudisha ci è andato molto vicino: sicuramente ha contribuito a regalare al pubblico dell'Olympic Stadium di Londra una notte indimenticabile. La sua ha i crismi dell'impresa epocale, paragonabile alle vittorie-record di Bolt a Pechino e Berlino. Quell'1'40''91 consegnato agli annali olimpici è un record stratosferico e il mezzofondista kenyano diventa l'unico uomo a scendere sotto il muro dell'uno e quarantuno sulla distanza degli 800 metri. A impressionare davvero è stata la gestione della gara di Rudisha, capace di condurre le danze dall'inizio alla fine senza l'aiuto di alcuna lepre, facendo segnare una velocità media nell'arco degli 800 metri di 28,540 chilometri orari. Avete letto bene. Un'impresa da uomo bionico, per i comuni mortali proibitiva persino con una bicicletta da strada, quantomeno senza un decente allenamento alle spalle.
Il recordman kenyano è partito letteralmente in quarta con un parziale sulla prima frazione dei 200 metri di 23''40; nella seconda frazione dei 200 ha consolidato il primo posto nella corsa con un buon 25''02, facendo così registrare il tempo di 49''28 nei primi 400 metri. Il vero capolavoro arriva adesso . E' dai 400 ai 600 che accadono "cose turche". D'ora in poi "kenyote". Quando l'acido lattico e la stanchezza dovrebbero annebbiare mente e rallentare i muscoli Rudisha estrae dal cilindro un 25''02. Il 26'61 degli ultimi 200 metri consegna il kenyano alla leggenda. Parliamo di un ragazzo dell'88, che a dicembre compirà 24 anni. La dittatura di Speedy Rudisha potrebbe essere intaccata probabilmente solo dal ragazzo terribile del Botswana Nijel Amos, diciottenne argento olimpico con 1'41''73.
Il pensiero stupendo di appassionati, tifosi e addetti ai lavori è ormai dichiarato: una super-sfida sui 400 (o sull'inedita - prevista ad hoc - distanza dei 600 metri) tra Rudisha e Bolt. Thunder Bolt. L'uomo più veloce del mondo. In occasione del suo 19''19 ai mondiali di Berlino Usain corse alla velocità media di 37,52 chilometri orari, con una punta di velocità massima pari a 44,72 km/h. C'è già un precedente di sfide ad hoc. La 150 metre race - a Toronto, nel 1997 - tra Michael Johnson (recordman nei 200 e nei 400) e Donovan Bailey (primatista) nei 100. La gara fu vinta da Bailey ma tradì le aspettative per via di un infortunio muscolare occorso a Johnson. Suggeriamo come ulteriore parallelo suggestivo quello tra Rudisha e the fastest thing on no leg, come è stato prosaicamente ribattezzato Oscar Pistorius. Il campione sudafricano ha un record sulla distanza dei 400 di 45''07, mentre sui 200 il suo personal best è di 21''41.
