
Facciamo conoscenza con il nuoto in acque libere, una disciplina spesso poco nota al grande pubblico . Il nuoto in acque libere ha fatto a Londra la seconda apparizione olimpica della sua storia, ma spesso si presenta ancora al grande pubblico come una disciplina dai tratti un po' oscuri. Vi proponiamo allora cinque elementi caratteristici di questo sport che ve lo renderanno forse un po' più familiare.
RIFORNIMENTI - Come di certo avrà notato chi gli scorsi giorni ha seguito le gare di Valerio Cleri e Martina Grimaldi, gli atleti che affrontano le gare di nuoto in acque libere hanno la possibilità, durante il percorso, di effettuare dei rifornimenti. In questa situazione l'allenatore di ogni atleta coinvolto nella gara viene munito di una specie di canna da pesca a cui viene appeso un bicchiere o una borraccia contenente il liquido per il rifornimento. Onde evitare uno scambio di bicchieri o borracce, facile quando si arriva in gruppo al momento del rifornimento, ad ogni canna da pesca è attaccata una bandierina del paese di appartenenza dell'atleta a cui è destinato il rifornimento. Ci hanno raccontato alcuni atleti di nuoto di fondo che tra gli usi meno simpatici delle competizioni di acque libere ci sia anche quello di colpire "inavvertitamente" con una bracciata i bicchieri altrui, in modo da farne cadere il contenuto in acqua. Per evitare che questo accada l'allenatore deve essere bravo ad abbassare la canna da pesca solo nel momento in cui il suo atleta passa sotto di lui.
PREOCCUPAZIONI ECOLOGISTE - Ma dove vanno poi a finire i bicchieri e le borracce usate per i rifornimenti? Di certo gli atleti, impegnati nella gara, non hanno il tempo di ripassare al loro allenatore i contenitori vuoti, per cui una volta finito di usarli li lasciano semplicemente cadere in acqua. Un curioso personaggio che abbiamo avuto modo di vedere in questi giochi è stato quindi l'addetto alla pulizia del campo gara, un inserviente su una canoa che, una volta terminato il momento dei rifornimenti, si portava sul percorso per raccogliere i bicchieri e le bottiglie abbandonati.
VASELINA SOTTO LE ASCELLE- Ne è stato un chiaro esempio Mellouli, che appena uscito dall'acqua dopo la vittoria ha mostrato notevoli chiazze bianche su tutto il corpo e in modo particolare sotto le ascelle. Si tratta di vaselina, spalmata con lo scopo di evitare abrasioni nonostante le ripetizioni per due ore di uno stesso movimento. La vasellina serve inoltre per proteggersi dal freddo in caso l'acqua abbia una bassa temperatura.

CARTELLINI GIALLI E CARTELLINI ROSSI - Anche nel nuoto di fondo esistono ammonizione ed espulsione. Il significato delle sanzioni è grosso modo lo stesso del calcio. Un'infrazione di media entità, come ad esempio l'ostacolare l'azione di un avversario, viene punita con il cartellino giallo, mentre un gesto violento nei confronti di un altro nuotatore viene punito con il cartellino rosso e la conseguente immediata espulsione. L'esclusione dalla gara può anche essere la conseguenza di un doppio cartellino giallo.
STRANI TATUAGGI - Per permettere a giudici e allenatori di riconoscere gli atleti durante la gara spesso il colore della cuffia non è sufficiente, così a ogni nuotatore viene assegnato un numero. Questo segno di riconoscimento viene disegnato con inchiostro resistente all'acqua sul dorso della mano e sul braccio di ogni partecipante. Trattandosi, però, di gare all'aperto dove l'atleta nuota per diverse ore sotto il sole capita piuttosto di frequente che, a fine gara, i partecipanti si trovino la pelle più chiara là dove era disegnato il numero.
