"Ho vinto la medaglia, ma ho barato", lo ha ammesso Cameron van der Burgh, nuotatore sudafricano che si è aggiudicato l'oro nella categoria dei 100 metri rana facendo registrare il nuovo record del mondo (58''46) e precedendo Christian Sprenger e Brendan Hansen nella finale che vedeva impegnato anche l'italiano Fabio Scozzoli (7°).
Il "trucco" sta nell'aver compiuto un movimento non previsto dallo stile di nuoto, ovvero una eccesso di 'calci' sott'acqua fuori dal regolamento, che se fosse stato notato dai giudici gli sarebbe costato la squalifica.
Il tipo di movimento eseguito nel suo nuoto subacqueo dal sudafricano è concesso con delle evidenti limitazioni. Inizialmente era proibito, ma la continuità con cui il quattro volte medaglia d'oro Kosuke Kitajima riproponeva il gesto aveva portato la FINA ad ammettere che questo venisse effettuato almeno una volta.
"Se non lo fai, rimani indietro - si è giustificato van der Burgh -. Certo non è una cosa moralmente condivisibile, ma io non sono disposto a sacrificare i miei sforzi di quattro anni per qualcun'altro che non si fa problemi a barare".
Sì, perché a quanto pare è una pratica piuttosto diffusa che, però, non comporta alcuna sanzione per van der Burgh e gli altri 'colpevoli' in quanto non esiste una registrazione ufficiale del nuoto subacqueo. La sua medaglia è al sicuro anche perché non sono a disposizione replay e per di più è scaduto il tempo ammesso per eventuali ricorsi.
Il caso è destinato a far discutere, anche se è bene sottolineare che l'utilizzo di questi piccole astuzie non sia in alcun modo paragonabile a quello di steroidi o qualsivoglia sostanza dopante.

