Pallonate
  • De Rossi-Totti, figli di una Roma diversa

    Che Roma sia una città unica, è la storia a dirlo. Che quella di Roma, mediaticamente, sia la piazza più complicata d’Italia, è la storia recente a raccontarcelo. La tecnologia ha rivoluzionato e cambiato questa professione come pochi altri eventi nella storia e le conseguenze su Roma, da questo punto di vista, sono un caso socio-mediatico piuttosto interessante. Nella Capitale sono nate – e si sono moltiplicate - le prime talk radio sportive, sono proliferati a dismisura i siti web monotematici e i freepress – categoria più che mai in crisi oggi come oggi – sopravvivono come da poche altri

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  • La violenza nel calcio, ovvero: l’uomo non impara mai

    In un weekend che ha portato gioie calcistiche ad alcuni e dispiaceri ad altri, ciò che più rimane in testa, alla fine dei festeggiamenti, sono gli strascichi violenti che questo calcio a volte malato porta con sé.

    LECCE, ENNESIMA PAGINA VERGOGNOSA PER IL CALCIO ITALIANO - Il pirmo capitolo è tutto nostrano e purtroppo è particolarmente triste. Stiamo parlando dei fatti di Lecce. Siamo ai playoff di LegaPro, Lecce e Carpi pareggiano e questo risultato vuol dire promozione storica per il Carpi in serie B. Poco dopo, però, si scatena l’inferno e a sentire il presidente dei giallorossi Tesoro il

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  • Juventus: immolare Marchisio è l’unica soluzione?

    Un giovedì amaro per la Vecchia Signora. Due bocconi amari da digerire. Uno sgarbo da un amico storico, una domanda scomoda e velenosa da un figlio cresciuto e coccolato in casa che però non si sente più amato come una volta.

    La Juventus si risveglia dopo un giovedì ricco di dubbi e pensieri. Il Milan è planato prepotentemente su Carlos Tevez. Un’entrata a gamba tesa di Adriano Galliani che si è incontrato con il potente procuratore e intermediario delll’Apache, Kia Joorabchian, rigettando le basi di un matrimonio sfumato a pochi centimetri dall’altare un anno e mezzo fa. Il Milan fa sul

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  • Ambrosini e il Milan, Zanetti e l’Inter: chi va e chi resta

    Massimo Ambrosini e Javier Zanetti. Storie di capitani, storie di gente di carattere, abituata a portare la fascia al braccio e a guidare in campo i compagni di squadra. E’ curioso osservare come proprio nel giorno in cui uno si separa dal Milan, dopo 18 anni di onorata carriera, l’altro prolunghi il contratto con l’Inter per un’altra stagione. Ambrosini molto probabilmente andrà in Inghilterra, al West Ham; Zanetti, invece, giocherà in Serie A oltre i 40 anni, come solo altri 10 hanno fatto prima di lui. E di questi 8 erano portieri. Gli altri, difensori, sono Vierchowod, Maldini e

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  • Figuraccia sì, ma niente drammi

    Il primo ad essere preoccupato è lui, Cesare Prandelli. Il ct della Nazionale che, dopo il clamoroso 2-2 in amichevole contro Haiti, ha ammesso di vedere i suoi in ritardo atletico e di non essere di certo ottimista in ottica Confederations Cup. In effetti, si tratta di un pareggio storico contro una formazione che occupa il 63esimo posto nel ranking Fifa (in discesa di quattro posizioni), una squadra in grado di segnare il doppio dei gol rispetto al match dei Mondiali del 1974, quando Sanon trafisse Dino Zoff e gli Azzurri si imposero 3-1.

    Come andò a finire quell’avventura tedesca lo sappiamo

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  • Juventus, Vidal e la scomoda numero 10

    Arturo Vidal chiede a gran voce la magica maglia numero 10 della Juventus. Dalla notte dei tempi è stata vestita dai più grandi campioni bianconeri, a partire da Omar Sivori, passando per Michel Platini e Roberto Baggio, arrivando sino a colui che per distacco l’ha indossata più di tutti, e ci ha stampato il proprio nome sopra, ovvero Alex Del Piero.

    Partito lui, la 10 è rimasta senza padrone. Tra la 9 di Mirko Vucinic e la 11 di Paolo De Ceglie, si è creato un buco, quasi naturale, per rispetto alla bandiera di tante battaglie che, per una ragione o per l’altra, si è separata dalla sua squadra

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  • Seconda rivoluzione Milan: ElSha e il Boa come Ibra e Thiago

    Lo scorso anno, di questi tempi, il Milan stava preparando la campagna abbonamenti con le foto di Ibrahimovic e Thiago Silva in bella mostra. L’immagine promozionale, fuorviante per i tifosi rossoneri dodici mesi fa, è stata accompagnata quest’anno da una nota del club. “Il calciomercato potrebbe stravolgere la rosa - si legge -, l’impiego delle immagini di alcuni calciatori con fini promozionali di campagna abbonamenti non costituisce garanzia di permanenza di quei calciatori”. In foto ci sono Boateng, El Shaarawy e Balotelli. SuperMario non si vende, è stato appena comprato: a partire

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  • Mazzarri l’accentratore è pronto a (ri)fare grande l’Inter

    Grintoso, cattivo, con la voglia di non fare sconti a nessuno e pronto a pensare solo al bene dell’Inter. La sua nuova squadra, la sua nuova missione. Walter Mazzarri si presenta così, per la prima volta davanti alla stampa, in qualità di nuovo allenatore della formazione nerazzurra. E’ uno che ha carattere, il Walter, che guarda in faccia tutti e non ha paura di dire quello che pensa. Perché lui è uno che crede nel lavoro, un ‘accentratore’, come si è auto-definito, che vive le responsabilità con audacia e coraggio, e non con ansia e timore.

    “Supervisionerò tutto, dal campo allo staff

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  • Il fallimento della Roma all’americana

    ‘Diamo fiducia al progetto’, ‘crediamo nel progetto’, ‘il nostro è un progetto a lungo termine’. Sono due anni che a Roma si sentono più o meno le stesse parole. Da quando sono arrivati gli americani, Pallotta e Di Benedetto, all’interno della società giallorossa si sono alternate confusione e approssimazione. I risultati non arrivano, da ultimo la delusione generata dalla sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio. Molti dei giocatori si limitano al compitino, mentre gli altri bivaccano in attesa che la situazione ai piani alti possa cambiare. La piazza, nel frattempo, è esausta.

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  • Chi comanda al Milan? Ce lo dirà il mercato

    Inutile nascondersi dietro a un dito. Sappiamo benissimo chi comanda al Milan, ed è ovviamente lui, il presidente (benché onorario) Silvio Berlusconi. L’incontro di Arcore aveva lasciato ben sperare i tifosi milanisti e gli italiani tutti: per una volta il padrone si piega ai voleri della plebe, accondiscendo alla decisione di confermare la fiducia al buon lavoro fatto da tecnico e squadra, benché la volontà fosse quella di voltare pagina? Troppo facile…

    Per mettere in chiaro quello che è successo appena due giorni fa ci è voluto pochissimo: "Con Allegri il rapporto è sempre stato molto

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Violente, imprevedibili, sempre ironiche… magari anche cattive. Sono le pallonate della redazione di Eurosport: colpiscono quando meno te l"aspetti e chiunque, indipendentemente da ruolo, posizione ed esposizione. A volte fanno proprio male, altre solo un gradevole solletico. Si può essere d’accordo o meno, ma c’è spazio per replicare. Lasciando acceso il cervello e senza mai dimenticare una componente che il calcio moderno, troppo spesso, ignora: l'ironia.