Pallonate
  • Galliani ci crede ancora: Allegri può restare al Milan

    Adriano Galliani ci spera, Massimiliano Allegri anche. Ma alla fine deciderà Silvio Berlusconi. Resta solo da capire se il tempo trascorso tra la confidenza fatta ad Aldo Biscardi, nell’immediato post-partita di Siena , e il momento in cui verrà ufficializzata la decisione sul (nuovo) tecnico sarà sufficiente a placare la voglia di cambiamento del presidente del Milan.

    Sono onestamente pochi i ‘pro’ a favore di Clarence Seedorf, l’uomo indicato da Berlusconi come il tecnico del nuovo corso. Lo spogliatoio è scettico circa la sua poca esperienza, l’olandese sta prendendo online il patentino da

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  • Fumata bianca: Gonzalo Higuain e la Juventus hanno trovato l’accordo. Il primo incontro che Marotta e Paratici hanno avuto con l’entourage del giocatore, individuato dalla società come l’uomo giusto da cui far partire la propria campagna acquisti, ha dato risposte positive. L’ingaggio di Higuain, tuttavia, un po’ di dubbi li lascia.

    El Pipita non è un fuoriclasse, e difficilmente risolve da solo le partite con una giocata di classe o astuzia. Per utilizzare una parola tanto di moda in questo periodo, non è un ‘top player’, uno di quei giocatori che, invece, la Juventus sta cercando per

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  • Seedorf e il rischio di “spaccare” il Milan

    Il gran giorno potrebbe non essere oggi, quando invece dovrebbe essere esonerato Massimiliano Allegri, ma il conto alla rovescia è ormai partito. Silvio Berlusconi ha scelto come prossimo allenatore del Milan Clarence Seedorf, un cambio di rotta deciso, una sterzata che a molti ha ricordato i precedenti di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, altri due tecnici elevati al grado di mister rossonero dal presidentissimo.

    Basterebbe ripensare a com’è finita in quelle due occasioni per essere ottimisti. Eppure, non tutto è oro quello che luccica. Perché? Le indiscrezioni che filtrano da Milanello

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  • C’era una volta una “gran Milan”

    C’era una volta Milano e due grandi società, in grado non soltanto di creare squadre vincenti ma anche di gestire adeguatamente le comunicazioni mediatiche. C’era una volta, perché le vicende degli ultimi giorni finiscono in modo inevitabile per togliere il velo e spiegare a chi non l’avesse ancora capito di quanta improvvisazione si cibi la nostra realtà pallonara.

    Capita così che un presidente lasci trapelare la volontà di esonerare l’allenatore mediante una comparsata televisiva a un programma “amico”. Poi evita di andare, come del resto aveva già girato al largo dal presentarsi alla

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  • Il pagellone della 38esima giornata di Serie A

    10 al sangue freddo di Balotelli – In un momento decisivo, che vale una stagione, potrebbe essere comprensibile avere la tremarella, eppure lui è sempre freddo come un cecchino e quando si presenta sul dischetto non sbaglia. Come al solito. Sono 18 su 18. Non tantissimi, ma è comunque il 100%.

    9 alla scuola calcio-Di Natale – Nell’ultima partita prima di affrontare l’Inter era uscito dal campo in barella per un brutto colpo a un ginocchio. Eppure lui supera l’infortunio, torna il campo ed è il migliore dei suoi nella partita che vale la disfatta dei nerazzurri. Il suo gol da antologia merita

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  • Zeman, Balotelli e il razzismo, che c’è e va combattuto

    Il razzismo nel calcio esiste. Lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Bisogna solo studiare come volerlo affrontare, e soprattutto capire se si vuole farlo. Perché il punto centrale della questione è proprio questo: la volontà. Non sono i giocatori a dover abbandonare il campo, sono le istituzioni a dover proteggere i tesserati, rischiando addirittura di far giocare una squadra piuttosto che un’altra a porte chiuse per un intero campionato. Servono misure drastiche, ma la sensazione è che il calcio, il nostro calcio soprattutto, non sia tanto disposto a prenderle.

    Giusto ieri Mario Balotelli

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  • Conte-Juve: una fumata bianca che fa vincere tutti

    Tutto fatto, tutto definito. Dopo due scudetti di fila, la Juventus e Antonio Conte ripartono insieme. Prima di programmare la stagione futura, e quelle a venire, serviva però chiarirsi. E chiarezza è stata fatta, durante una riunione di oltre tre ore nel palazzo di Corso Galileo Ferraris. Andrea Agnelli e Antonio Conte sono usciti allo scoperto poco prima delle 21, con i volti distesi e con il sorriso a certificare il buon esito della lunga chiacchierata.

    Hanno vinto tutti: Conte, che avrà d’ora in poi pieni poteri, sul campo e sul mercato, e ha vinto anche la società, che per nulla al mondo

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  • Inter: altro che conferme, serve individuare le colpe

    La stagione dell’Inter è un fallimento. Il probabile nono posto finale renderebbe l’annata 2012-2013 come una delle più buie di tutta la storia del club. Dopo quattordici anni, infatti, i nerazzurri resteranno fuori dall’Europa: peggio avevano fatto solo nel 1994, quando finirono 13esimi con Marini (aveva sostituito Bagnoli), sfiorando la Serie B, ma vincendo la Coppa Uefa contro il Salisburgo.

    L’Inter fuori dalle competizioni europee è una rarità: dagli anni 70 a oggi questo è un evento che si è verificato solo in altre tre occasioni. E a fare ancora più male al popolo nerazzurro è il fatto

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  • Oggi ci sono Agnelli e Conte: una volta c’erano Agnelli e Del Piero

    C’è qualcosa che non funziona all’interno della Juventus. Lo scudetto appena vinto avrebbe dovuto gasare ancora di più l’ambiente bianconero e portare società e allenatore a valutare insieme il piano migliore per diventare una ‘grande’ anche in Europa. E, invece, Andrea Agnelli e Antonio Conte sembra stiano facendo di tutto per complicare le cose.

    Il tecnico della Juventus, dopo aver contribuito a rendere nuovamente ‘antipatica’ la Vecchia Signora, ora vuole garanzie: vuole diventare manager a 360° del club (alla Ferguson, alla Wenger), oltre a certezze relative alla volontà della società di

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  • Il pagellone della 37a giornata di Serie A

    10 al cuore e alla classe di Totò – Altri due gol per ribaltare l’Atalanta e continuare a rincorrere l’Europa League. Eterno, infinito, lo ferma solo un brutto spavento al ginocchio. In attesa degli esiti ufficiali degli esami, forse solo tanta paura. Speriamo. Perché uno come Totò lo vogliamo vedere in campo anche l’anno prossimo, almeno. In bocca al lupo.

    9 alle geometrie di Borja Valero – E’ uno dei calciatori del panorama europeo più sottovalutato. Silenzioso, poco incisivo in zona gol, è però uno dei direttori d’orchestra migliori del calcio moderno. Mai banale, essenziale, micidiale

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Violente, imprevedibili, sempre ironiche… magari anche cattive. Sono le pallonate della redazione di Eurosport: colpiscono quando meno te l"aspetti e chiunque, indipendentemente da ruolo, posizione ed esposizione. A volte fanno proprio male, altre solo un gradevole solletico. Si può essere d’accordo o meno, ma c’è spazio per replicare. Lasciando acceso il cervello e senza mai dimenticare una componente che il calcio moderno, troppo spesso, ignora: l'ironia.