
3 agosto 2003: la Juventus vince la Supercoppa italiana a New York contro il Milan (5-3 ai rigori). Nel 2004-05 arriverà lo scudetto, poi revocato e il 20 agosto 2005 i bianconeri perdono 1-0 la Supercoppa italiana con l'Inter. Ultimi sprazzi di quella che era stata una grande squadra, prima della caduta forzata in Serie B e la veloce risalita: con il nuovo corso ecco un terzo posto, due secondi, ma poi è di nuovo baratro e due settimi posti onestamente non "da Juve".
L'arrivo di Antonio Conte ha subito dato una sferzata di novità e i risultati si sono visti fin dai primi giorni di ritiro: squadra imbattuta, solidità e carattere e ora, finalmente, anche il raggiungimento di un traguardo importante. Una finale. Sì, certo si tratta di Coppa Italia, ma è comunque una finale e Del Piero, non l'ultimo della fila, lo riconosce: "A Roma mi emozionerò.
Emozione, come quella provata alla Juventus Stadium nella serata da urlo che ci hanno riservato Juve e Milan: un catino carico carico, che così sarà difficile rivedere, bardato a festa per far paura a un Milan che inizia per giocarsela, poi toglie subisce gol e toglie Ibra, ma nel secondo tempo rivive con l'innesto di Maxi Lopez e Nocerino. Per poi mollare di schianto, come sopraffatto dagli eventi, nei tempi supplementari.
VUCINIC SI CONFERMA LETALE - Ormai è il suo momento: Mirko Vucinic è in una di quelle situazioni in cui si cammina due/tre metri sopra il livello del terreno, in cui la palla ti rimane incollata al piede e tutto ti viene naturalmente, se i numeri li hai. E Mirko i numeri li ha: ecco un alta prestazione da "top player" e un gol da far girare la testa, per altro decisivo. Non sarà certo Ibrahimovic, ma questi momenti sublimi, perché Vucinic non fa solo gol ma gioca "a calcio" a tutto tondo (andata a guardare quanti cartellini gialli fa "guadagnare" ai milanisti), è davvero un bel vedere. Conte, Agnelli e Marotta sorridono: forse nel prossimo mercato si potrà tirare un po' il fiato.
C'E' ANCHE IL CAPITANO - Il segreto del successo bianconero però va cercato anche altrove: cuore, attaccamento, esperienza sono le prerogative di Alex Del Piero, che da attaccante di Coppa non ha certo demeritato, anzi. Due gol e quella lingua fuori che fa impazzire tifosi bianconeri e che suscita una rabbia incredibile a quelli avversari. E se poi si mette la maglia rossonera di Clarence Seedorf... "Ma come fa quello lì a 37 anni suonati a correre, difendere palla e fare gol a quella maniera?". Con pazienza e classe, ecco come. Provate voi ad averle entrambe...

CONTE BATTE ALLEGRI - La battaglia dialettica tra gli allenatori più "pressati" d'Italia non è potuta continuare anche nel post-partita, a causa del solito Antonio Conte che sbraitando per 90', opps 120', non ha più un filo di voce (e non l'aveva già alla fine dei tempi regolamentari). E forse è meglio così: sinceramente i siparietti a distanza, quelli che hanno consumato le ultime settimane tra Conte e Allegri, tra conferenze stampa e dichiarazioni pepate, sono diventati stucchevoli. "Ha iniziato lui", "No, io non parlo di questo, però...". Basta: a noi addetti ai lavori queste cose piacciono, è vero, ma dopo un po' subentra la voglia di calcio. E sul campo alla fine ad esultare è l'allenatore (afono) della Juve.
LA JUVE HA PERSO OPPURE NO? - C'è un però. Ragazzi, la Juventus ha perso! Sì perché nei 90', il Milan per la prima volta in stagione ha battuto i bianconeri. Non era mai successo in stagione, né in campionato né in Coppa. Allegri può sorridere? No, perché alla fine anche il quarto incontro stagionale termina con una delusione: sconfitta all'andata a Torino in campionato, sconfitta nella gara d'andata in Coppa Italia, pareggi al veleno a San Siro (quello del non-gol di Muntari, per intenderci), e ora la vittoria a metà dello Juventus Stadium. Juventus-Milan rischia di diventare quello che in Spagna da qualche tempo è diventato Barcellona-Real Madrid: un Clasico che decide scudetti e coppe, come piovessero.
MILAN, NIENTE TRIPLETE - Fatalmente il Milan dice addio a uno degli obiettivi stagionale: il Triplete pronosticato, forse solo a livello scaramantico, da qualche elemento della rosa del Diavolo nelle ultime giornate non può più diventare realtà. Certo i puristi delle statistiche, volendo, possono tirare in ballo la Supercoppa italiana vinta a Pechino con l'Inter a inizio stagione, ma così non vale. Per rendere pan per focaccia ai cugini nerazzurri bisognerà attendere tempi migliori. E, ovviamente, bisognerà fare i conti con questa Juventus, tornata ad essere una "grande" Vecchia Signora.
di Davide Bighiani (twitter: @davidebig10)

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