
A volte l'intonazione cambia il senso di una frase. E' questo il caso del titolo di questo blog, che vuole sollevare, e speriamo sotterrare definitivamente la questione-Muntari, di cui nessuno vuole parlare, ma che alla fine diventa il titolo delle conferenze stampa pre e post partita dei due allenatori che un titolo, quello della Serie A se lo stanno giocando a suon di battute e frasi non dette.
"Basta parlare del gol di Muntari" e tutto il resto passa il secondo piano. Con la giusta intonazione, gli altri argomenti diventano secondari. Sì, perché nessuno in casa-Milan si è dimenticato della mancata assegnazione del gol di Muntari durante l'ultimo scontro diretto; Max Allegri in primis, che magari non ne vorrebbe parlare e sentir parlare, ma che alla prima domanda a riguardo abbozza un sorriso e si lascia irretire dai giornalisti, che fanno il loro lavoro, forzando la mano su un argomento che, ne sono certi, stuzzica ancora la voglia di polemica del tecnico rossonero. "Se Conte dice che sono fesserie allora va bene", taglia corto Allegri, ma poi rilancia: "Rigiocare la partita con la Juve? Sarebbe l'unico modo per raggiungerla", con un po' di amaro in bocca.
Allegri lo sa: se il campionato è andato (perché è andato), deve ringraziare le gare buttate alle ortiche con Fiorentina e Bologna, le scelte sbagliate, gli infortuni a raffica e chi più ne ha più ne metta. L'errore più grande dell'allenatore toscano è stato proprio attaccarsi con tutte le proprie forze a quell'episodio, sacrosanto e madornale, nessuno lo mette in dubbio, ma pur sempre "alibi" a cui attaccarsi in caso di fallimento. Che poi si è puntualmente verificato. "Il Milan può solo perdere lo scudetto da sé", e così fu.
"Basta parlare del gol di Muntari"! Qui il tono è più perentorio, con il punto esclamativo a chiudere la questione. Da Milano siamo volati a Torino, a sentire quello che ha da dire Antonio Conte prima del match con il Lecce. "Dopo il confronto diretto abbiamo giocato due partite, con la Fiorentina e l'Inter, partendo da meno sette punti - conclude - E non siamo noi ad aver fermato il Milan. Mi pare che qualcuno se lo dimentichi...".
La Juventus ha fatto qualcosa di incredibile, e il suo condottiero ci tiene a sottolineare i propri meriti, con un filotto di partite vinte consecutive da mettere i brividi e, non dimentichiamocelo, un'imbattibilità che probabilmente rimarrà tale sino a fine campionato. Il gruppo di Conte ha dimostrato di essere tale, senza un leader vero, senza un trascinatore in campo, perché bastava quello in panchina. Tutti i giocatori si sono "dati" e si sono messi a disposizione del mister: quello che forse è mancato agli avversari per lo scudetto. Altro che gol o non-gol: i valori veri hanno fatto la differenza.
Ditelo come volete, interpretatelo pure a vostro piacimento, ma il messaggio che passa, da entrambe le parti, è chiaro e tondo... E non lo ripetiamo più!
di Davide BIGHIANI (twitter:@davidebig10)
ECCO MAX ALLEGRI:
ECCO ANTONIO CONTE:
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