Uno che finora nella propria squadra di club è stato impiegato 10 miseri minuti contro il Chievo, entrando quando i buoi erano ampiamente scappati dalla stalla, e che gli unici gol italiani li ha firmati contro il Savona (capolista del girone A di Seconda Divisione Lega Pro) nella partitella infrasettimanale a Vinovo può veramente rappresentare uno spauracchio per l'Italia?
In teoria no ma Nicklas Bendtner, fidatevi, è uno che ha una grossa autostima di sé e che ha un obiettivo dichiarato: guadagnarsi la fiducia della Juventus e il riscatto a fine stagione con la società di Corso Galileo Ferraris. Anche se per la verità il suo arrivo a Torino non era proprio scritto nel destino: il 31 agosto scorso Nicklas si era imbarcato per l'Italia come promesso sposo del Siena ma si è ritrovato d'un tratto a Vinovo al fianco di Beppe Marotta che gli schiudeva le porte della squadra campione d'Italia. Per intenderci un po' come pensare di andare al ballo con una ragazza un po' racchia e ritrovarsi al fianco una bellezza mozzafiato. Nonostante questo dettaglio l'ex attaccante dei Gunners è sicuro di poter stregare Antonio Conte, che però di chance gliene ha concesse finora pochine.
Meglio è andata con la Danimarca dove Nicklas non si è fatto trovare impreparato: gol contro la Bulgaria con uno stacco perentorio su cross dalla sinistra che è valso l'1-1 ai ragazzi di Olsen. Per convincere il tecnico bianconero però serve dell'altro e la partita di San Siro viene in soccorso al 24enne ariete di Copenaghen che, facendo bene contro gli azzurri, potrebbe veder svoltare la sua finora anonima avventura nello Stivale. Anche perché Bendtner stasera dovrà lottare in area di rigore contro due compagni di squadra Chiellini e Barzagli. Proprio l'ex Wolfsburg ieri ha tessuto le lodi del danese: "Nicklas per voi potrà essere un oggetto misterioso ma per me che lo affronto in allenamento ogni giorno non lo è affatto. E' mobile, forte di testa e pericoloso con i piedi".
Sarà ma lo scetticismo su Bendtner da parte dell'ambiente juventino resta e i più maligni temono già che la storia non sarà a lieto fine: che lo spilungone danese finirà per fare la fine del 'Malaka' Martinez e di Eljiero Elia, due giocatori arrivati a Torino carichi di aspettative ma che hanno finito per marcire in panchina ed essere bollati a vita con l'appellativo di 'bidoni'. Questa sera però Bendtner ha la grande occasione per tramortire l'Italia e stregare Madama. Una giornata che può vale una carriera.
di Stefano DOLCI (twitter @stefano_dolci)
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