ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Pallonate

    Bonucci, se la difesa è il tuo mestiere… Non fare come Conte

    Il tecnico della Juventus, nonostante le dichiarazioni di assoluta innocenza ed estraneità ai fatti di calcioscommesse, ha preferito un controverso patteggiamento per limitare i danni; Bonucci deve decidere entro venerdì: i rischi sono evidenti, ma scegliere di farsi giudicare gli assicurerebbe una maggiore rispettabilità

    Partiamo da Antonio Conte, dalle sue dichiarazioni di fine maggio dopo l'avviso di garanzia ("Ho sempre dimostrato integrità morale, onestà, correttezza in tutte le situazioni, sia da giocatore che da allenatore"; "Lavoro con grande umiltà cercando di trasferire i veri valori ai miei ragazzi"; "Ribadisco la mia assoluta estraneità a qualsiasi tipo di fatto, mio e dei miei calciatori") alla scelta di patteggiamento dopo l'accusa di omessa denuncia (per le combine di Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, stagione 2010-11) da parte della Procura federale. Estraneo ai fatti e moralmente integro, ma Conte sceglie di patteggiare per tornare sulla panchina della Juventus fra 3 mesi invece di farsi giudicare e rischiare fino a 2 anni di squalifica in caso di condanna. L'ammenda di 200mila euro che il tecnico dovrà poi pagare -  una specie di cauzione per sopperire ulteriormente ai 6/8 mesi lontano dai campi dopo il patteggiamento (accordato con Andrea Agnelli) - sarà poi devoluta  a sostegno delle popolazioni terremotate dell'Emilia, ma per favore non facciamolo diventare un santo.

    Adesso tocca a Leonardo Bonucci, deferito dal procuratore federale, Stefano Palazzi, per illecito sportivo nell'ambito del calcio scommesse causa coinvolgimento nella combine di Udinese-Bari del 9 maggio 2010: venerdì inizia il processo sportivo sulle carte di Bari e il difensore della Juventus deve decidere se patteggiare il reato contestato o sconfessare le "dichiarazioni cremonesi" di Andrea Masiello, suo ex-compagno di squadra nella stagione 2009/10. Se tratta e ammette la competenza dei fatti senza coinvolgimento diretto, Bonucci farà 14 mesi di stop (fino a ottobre 2013); se patteggia senza collaborazione, la squalifica sarà di 2 anni; se si difende a processo, ma viene condannato, i tempi di squalifica possono diventare pesantissimi.

    Noi non giudichiamo e scriviamo con cautela, perché Bonucci, certamente consapevole della delicatezza della situazione, si era limitato a qualche no comment, ai "Sono concentrato sull'Europeo" (disputato da grande protagonista, ndr) e ai "Risolvo la questione dopo le vacanze" dal ritiro della Nazionale italiana a Coverciano, raggiunto dalla notizia del suo nome sulla lista degli indagati. Bonucci insomma non ha sentito la necessità di ovviare a una francamente patetica sindrome di vittimismo con una conferenza stampa di lagnoso campionario dell'interezza morale e dell'assoluta non partecipazione ai fatti. Comprendiamo anche, a prescindere dalle false retoriche, le ragioni dell'omessa denuncia (da parte di entrambi) per le pressioni subite da un pericoloso e potenzialmente vendicativo sistema, mentre sul diretto coinvolgimento di Bonucci non possiamo proprio sbilanciarci, perché al cospetto di un'indagine è impossibile ponderare i vero o falso, confidando comunque in un happy ending. E speriamo ugualmente che Bonucci scelga di affrontare le accuse in tribunale, farsi giudicare e mostrarsi innocente, perché se è vero che il patteggiamento è la via più semplice per non perdere Juventus, Serie A e Mondiale 2014, anche scegliere la difesa a testa alta, dal campo alle aule di tribunale, non sarà così proibitorio per uno specialista del ruolo.

    di Fabio DISINGRINI (Twitter: @FabioDisingrini)

    *****

    "Pallonate" è il blog irriverente di Yahoo! Eurosport dedicato al calcio italiano: appuntamento online ogni mattina, dal Lunedì al Venerdì

    FOTO: Serie A, le immagini più belle

    VIDEO: Calcio, highlights e interviste

    Quote e curiosità dal mondo delle scommesse

    Londra 2012: il torneo di calcio