ATTIVITÀ DEGLI AMICI

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    Cassano, ora scatti il codice etico

    Mai ci saremmo aspettati di pensare qualcosa del genere. Ma l'Italia di Cesare Prandelli ci ha spinto sino a questo punto. Perché non optare per un tradizionalissimo silenzio stampa? Una soluzione odiata dai giornalisti, eppure una via che sarebbe da percorrere senza indugi dallo staff della Federazione. Non perché i risultati sportivi non siano stati all'altezza delle aspettative - anzi il pareggio con la Spagna è stato più che soddisfacente - ma perché ogni volta che aprono la bocca gli Azzurri si scatena il finimondo.

    A Coverciano abbiamo assistito alla conferenza stampa ampiamente discutibile di Gigi Buffon, mentre martedì è stato il turno di un Antonio Cassano incontenibile. Divertente, certo. Simpatico finché si vuole. Ma incredibilmente fuori dal mondo, da ogni concezione di "politically correct" quando si è trattato di rispondere alla domanda riguardante la presenza dei gay nel mondo del calcio e nella Nazionale nello specifico.

    No, non ci siamo. Si può perdonare tutto, ma non si può essere tolleranti con una simile dimostrazione di ignoranza. Perché chi usa un aggettivo come quello che ha usato Cassano nell'intento di evitare polemiche non può essere definito altrimenti. Un autogol bello e buono, forse l'ultimo mattoncino che si è levato dal muro del "codice etico" dell'Italia "dei carini" di Prandelli.

    Certo, in serata è arrivata la retromarcia con un comunicato stampa - questo sì d'altri tempi - con cui Cassano ha chiesto scusa per le parole usate. Ma alzi la mano chi crede che con due parole dettate a forza si possa chiudere una polemica del genere. Qui servirebbe un gesto forte. O, più semplicemente, una dimostrazione di coerenza da parte di Prandelli.

    Il ct del codice etico, l'uomo che da tempo porta avanti una campagna contro i tabù sulla sessualità dei calciatori e un allenatore al quale è sempre stata riconosciuta una sensibilità inconfondibile. Adesso tocca a lui, che oggi in conferenza stampa verrà bersagliato su questo argomento. Non potrà cavarsela con una risposta di comodo come in occasione del distinguo tra la condizione di Mimmo Criscito e quella di Leonardo Bonucci.

    Adesso dovrà rispondere seriamente. Magari lasciando fuori Cassano contro la Croazia, applicando il codice etico anche quando il gioco si fa duro e portando l'Italia in un futuro calcistico migliore, dove certe sparate non sono più tollerabili. O magari optando per il silenzio stampa, riportando tutto indietro ma almeno evitando che si resti in questo guado orribile di conferenze stampa boomerang e figuracce mondiali.

    Altrimenti l'Italia rischierebbe di divenire l'unica Nazionale che promette il ritiro in caso di "buu" razzisti a Mario Balotelli e, al tempo stesso, tollera una squallida ironia sul tema dell'omosessualità.

    Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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