Parlavamo l'altro giorno della conferenza stampa di Antonio Cassano (nella foto Inter.it insieme ad Andrea Stramaccioni ad Appiano Gentile) a Milanello e dell'ormai celebre "Non tradisco chi ha fiducia in me". Sono passati due giorni e l'operazione si è conclusa, nel migliore dei modi, o quasi, per tutte le parti in gioco. Il cuore, la gratitudine e la coerenza non fanno parte di questo mondo e ormai l'abbiamo capito da tempo, anche se a volte è giusto mettere in risalto gli scivoloni dei nostri eroi milionari. Se poi qualche "tifoso" si prende la briga di difendere a spada tratta ogni loro comportamento, libero di farlo. Diciamo che quando si portano a casa milioni su milioni, bonus per conquistare un rigore o un calcio di punizione, ci si può permettere un po' più di serietà.
Antonio Cassano è un giocatore dell'Inter. Un inseguimento durato 13 anni, da quel gol di Bari che lo ha presentato al calcio nazionale e che sicuramente FantAntonio userà come spunto di riflessione nella sua conferenza stampa di presentazione, stavolta ad Appiano Gentile. Eugenio Fascetti è contento del trasferimento di Antonio all'Inter. Il presidente Moratti lo definisce "Utile e divertente". Stramaccioni è pronto ad accoglierlo a braccia aperte. A spaventare è quell'autogestione invocata dal presidente perché Cassano, nonostante i 30 anni, resta ingestibile e discontinuo. Ed è ormai inutile e poco credibile parlare di spirito ribelle e genio. Antonio Cassano ha già dimostrato il proprio valore e il genio è ben altra cosa. Ha ragione Moratti: utile...e divertente.
Dicevamo di Stramaccioni. È lui il vero protagonista di questa operazione, e non poteva non essere il giovane, giovanissimo visto l'andazzo italiano, tecnico nerazzurro a portare in nerazzurro l'Antonio nazionale. Ci ha provato in tutti i modi Cassano, dai sorrisi e il teatrino con José Mourinho agli scherzi con lo Strama. Una storia che cominicia con la celebre imitazione dell'allenatore interista. Un finale scritto quello tra Cassano e l'Inter. A questo punto bisogna vedere come l'amico Stramaccioni inserirà il barese. Come e quanto questa stima reciproca influirà sulla stagione dei nerazzurri. Tutto gira intorno a questo strano feeling tra i due. Successo o fallimento (stavolta definitivo)? I due, soprattutto Stramaccioni, si giocano molto in questa stagione. Soprattutto la credibilità, perché è bello sorridere, è divertente imitarsi ma questa nuova Inter deve fin da subito convincere (e può farlo). L'Europa chiama, il campionato, tra partenze, squalifiche e ricostruzioni è un'occasione ghiotta e sarebbe un peccato trasformare i sorrisi in dubbi o lacrime. E allora crediamo in questa Inter? Dai, forse, in questo caso, ha ragione Antonio: "Oh Stramà, benebbene oh!?"
di Andrea PRETE (twitter @andrea_prete)
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