
Fa un certo effetto rivedere la conferenza stampa di Antonio Cassano in quel di Milanello. FantAntonio, era il 14 gennaio 2011, sedeva accanto ad Adriano Galliani e senza mezze misure prometteva amore eterno alla maglia rossonera. Sia ben chiaro, Cassano anche in questo caso, non è certo il primo tra i suoi colleghi a rendersi protagonista di simili scivoloni. "Il Milan" affermava l'Antonio nazionale "sarà la mia ultima squadra. Penso e anzi sono sicuro che il Milan sarà la mia ultima tappa". Bene. I motivi? Non certo riferiti alla qualità tecnica in campo anche se il Milan era reduce da un'estate di follie con gli acquisti di Ibrahimovic e Robinho. Il "per sempre" era rivolto alla società e alla storia del Milan: "Sarà la mia ultima tappa perché sono arrivato nella squadra più titolata del mondo. Sono arrivato al top e più del Milan non c'è nulla".
Al suo fianco Adriano Galliani ascoltava in silenzio. Un discorso umano quello di Cassano, rivolto a chi aveva creduto in lui dopo anni di alti e bassi e problemi di ogni tipo. È lo stesso giocatore a volerlo più volte ribadire: "E' l'ultima occasione che ho e non tradirò la fiducia della gente che ha creduto in me". Proprio in questo momento arriva, con tempismo perfetto la domanda di un giornalista presente in conferenza: "Come fai a esser sicuro?". La risposta è ancora una volta tutta cuore e anima: "Adesso divento padre, che è una responsabilità molto grande. Io ho detto al dottore (Galliani), il giorno in cui sbaglierò verrò io da lei e non creerò un minimo di problemi. Ma sono certo al 100% che non sbaglierò perché il dottore (sempre Galliani) ha creduto tanto in me. Non posso mai tradire la gente che crede in me...".
A questo punto, dopo i tanti "mai" e la "fiducia" ripetuti in questa conferenza stampa che a distanza di un anno e mezzo sembra surreale, una spiegazione sarebbe anche d'obbligo. Nessuno vuole puntare il dito su Cassano. La responsabilità, come in un rapporto normale di coppia, non è mai esclusiva di una sola persona (chi lo pensa molte volte è proprio la causa di tutti i problemi). E non possono bastare le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva per togliere il sorriso e soprattutto l'infinita gratitudine di Cassano nei confronti del "dottore". E neanche la partenza del suo amico Rino Gattuso, che all'arrivo a Milanello disse a Cassano testuali parole: "Qui hai tutto per fare bene. Ti accorgerai da solo che è tutto perfetto".
Si è rotto qualcosa e qualcuno, a partire da Cassano, dovrebbe spiegare. Anche perché nel caso di Antonio, a quanto pare, non si parla di cessione forzata come nei casi proprio di Ibrahimovic e Thiago Silva. Il Milan probabilmente non sarà dispiaciuto dalla possibile partenza di Cassano ma le parole del "dottore" Adriano Galliani "Antonio ha chiesto di andar via, di essere ceduto. Mancano ancora due settimane per la chiusura del mercato..." stonano e non poco con quella conferenza stampa di presentazione. Perché? Di colpo tutta la gratitudine di Cassano nei confronti della squadra al top, della perfezione, gestita dalle persone che lo hanno salvato è sparita!? Ripeto, nessuno vuole attaccare personalmente il giocatore ma le parole pesano come macigni.
Lo aveva detto lo stesso Cassano: "Ragazzi, se sbaglio o faccio qualcosa di errato con questa squadra, vuol dire sono da rinchiudere al manicomio. Ma sono certo che qui andrà tutto per il verso giusto...". Ok, la domanda a questo punto è una e solo una. Cassano vuole andar via e andrà via. Direzione Appiano o "manicomio"?
di Andrea PRETE (Twitter @andrea_prete)
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