
Caos. Pochi altri termini possono descrivere meglio quello che sta accadendo nell'ambito della giustizia sportiva. Il tempo è tiranno. Sulla bilancia si sono esiti di carriere di singoli giocatori e destini d'intere squadre/campionato. Diciamolo: è un lavoraccio quello cui sono sottoposti gli organi di giustizia federale. Per di più in un clima arroventato: la difesa ad oltranza dei propri tesserati è l'unico credo. Condanne, mancati proscioglimenti: qualunque decisione contraria alle proprie più rosee aspettative viene impugnata come la più atroce delle ingiustizie.
Ma non voglio scadere nel più becero qualunquismo, è tempo di passare ai dati di fatto, al caso scottante del giorno, il mancato sconto all'allenatore della Juve. Un Antonio Conte scagionato dall'accusa di omessa denuncia per i fatti di Novara Siena - "quella nei confronti di Novara-Siena non abbiamo ritenuto che fosse un'omessa denuncia. Sembrava curioso che un allenatore come Conte si vada a mettere nello spogliatoio 'questa la pareggiamo' " dirà Piero Sandulli, componente della Corte di Giustiza Federale - ma non per la partita Albinoleffe-Siena, per cui è stato confermato il capo di accusa. Ad Andrea Agnelli è andata di traverso la conferma dei dieci mesi di qualifica per il suo allenatore. E giù a parlare di "giustizia sportiva", "barbaro provvedimento", addirittura di "caccia alle streghe". Se per le motivazioni di questo secondo grado di giudizio - e il conseguente ultimo grado sportivo del Tnas - dovremo attendere dai 16 ai 30 giorni, una voce autorevole può gettare più di una luce sull'intricata vicenda. L'abbiamo già citata. È quella del professor Piero Sandulli. Le sue parole: "A Conte è andata bene, forse più che sull'omessa denuncia, si poteva ipotizzare qualcosa di diverso. Illecito? Più coerente".
Palazzi, dunque, stando alle parole di Sandulli, probabilmente poteva osare qualcosa in più. Forse quella giustizia "barbara" è stata persino magnanima nei confronti del principale imputato - per tacere del totale proscioglimento di Pepe e Bonucci.
Detto questo, una ragionevole riforma della giustizia sportiva - invocata a gran voce da più parti - è più che mai auspicabile: ma fin tanto che rimane in vigore questa, ci vorrebbe una dose maggiore di buon senso: merce rara....
di Paolo PEGORARO (twitter: @PaoloPego82)
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