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    Solo Conte può “salvare” Del Piero

    Tutti gli occhi sono puntati su di lui. Lui che sino al momento decisivo del campionato si era dimostrato un fuoriclasse anche fuori dal campo, viaggiando a fari spenti tra comparsate di pochi minuti e dribblando ogni tipo di polemica. Poi, appunto, è giunta l'ora di sfoderare tutta la classe senza anagrafe di cui dispone ancora. Non solo fuori dal campo, ma anche dentro. E la Juventus ha ritrovato lo slancio finale, il guizzo che potrebbe valere davvero il primo scudetto dopo gli anni cupi. Gol al Milan in Coppa Italia, gol all'Inter in campionato e gol decisivo contro la Lazio mercoledì sera. Adesso i fari sono tutti su di lui, ovviamente Alessandro Del Piero.

    I tifosi non vorrebbero separarsi dal loro capitano a fine stagione, quando il suo contratto con la Juventus terminerà. Antonio Conte sembra disposto a concedergli un minutaggio più sostanzioso. Ma, soprattutto, ha finalmente capito che, per sbloccare alcune partite che nemmeno la qualità di gioco della sua squadra riesce a decidere, uno con la classe e i colpi di Del Piero serve eccome. Può essere decisivo come sta dimostrando di essere ancora. E, addirittura, c'è chi si spinge a sostenerne la candidatura per un posto al prossimo Europeo, per lui che dalla rassegna continentale del 2008 non ha più vestito la maglia azzurra.

    In tutto questo stride ancora il Del Piero personaggio. Un ragazzo di 37 anni che ha imparato a sorridere anche davanti alle difficoltà e ancora adesso, ora che potrebbe cavalcare questa ondata di consensi globali e senza maglia, non vuole affatto uscire allo scoperto con dichiarazioni forti. Un sorriso ricco di soddisfazione, un gol quando serve. E tanti dribbling alle domande incessanti dei cronisti. "Resterai il prossimo anno?", quante volte gli è stato chiesto. Troppe, verrebbe da dire, quando tutti sanno che Andrea Agnelli ha già espresso la sua sentenza lo scorso autunno e che un personaggio del genere molto difficilmente farà una retromarcia.

    Giù le mani da Del Piero, verrebbe da dire. Lasciamolo stare, ora che può godersi la propria rivincita e chiudere l'avventura da bianconero con uno scudetto che avrebbe un sapore meraviglioso anche per un campione che ha vinto tutto. Giù le mani da Alex, guai a volerne intaccare la volontà. Ora che dopo essere stato maltrattato per aver dichiarato di voler firmare un contratto in bianco può togliersi qualche sassolino dagli scarpini come ultima dichiarazione d'amore alla Vecchia Signora. Senza che nessuno, questa volta si arrabbi. Giù le mani da Del Piero, ora che sembra avviato a una chiusura di carriera in grande. Come lo juventino a cui più assomiglia, quel Giampiero Boniperti che il 10 giugno 1961, dopo lo storico 9-1 inflitto alla Primavera dell'Inter, scese negli spogliatoi e consegnò gli scarpini al magazziniere. "Basta, non gioco più", disse semplicemente.

    "Basta, lasciamolo stare", verrebbe da parafrasare ora. Lasciamolo giocare, lasciamolo spendere le sue ultime gocce di sudore in maglia bianconera, lasciamolo divertirsi in campo. E poi sarà quel che sarà. Juventus, America, ritiro. Del Piero si merita di scrivere il proprio futuro nello stesso modo in cui ha scritto le pagine più belle delle propria storia. Con un sorriso e una linguaccia di gioia e di sberleffo. Lasciamolo libero. E poi chissà che un giorno non accada l'incredibile. E Antonio Conte, l'unico uomo con i "gradi" per far convincere Agnelli, non decida che la storia di Del Piero in maglia juventina non deve finire il prossimo maggio. Quel che sarà sarà. Intanto godiamocelo sino in fondo...

    Di Mattia FONTANA (Twitter: @mattiafontana83)

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