
Nell'amichevole di metà agosto l'Italia di Cesare Prandelli ha perso contro l'Inghilterra, un risultato che stona con le impressioni, in prevalenza positive, trasmesse dalla nazionale e, allargando il discorso, dall'intero calcio azzurro nella giornata di ieri. A Berna la nazionale ha colto la quarta sconfitta consecutiva in gare amichevoli dopo quelle con Uruguay, Stati Uniti e Russia prima degli Europei.
Di cose buone, specialmente nel primo tempo, ne abbiamo viste. Il gol di Defoe a dieci minuti dal termine in contropiede, proprio dopo un assedio azzurro che non si concretizza, ribalta definitivamente il risultato dopo l'iniziale vantaggio di De Rossi. Per larghi tratti gli azzurri dominano e lo fanno con viva partecipazione con un grande numero di "seconde linee": ci sono Ogbonna, Astori, El Shaarawy e Destro fra i titolari, seguiti poi nella ripresa da Peluso, Gabbiadini, Verratti, Poli, Fabbrini e Schelotto nella ripresa.
Se da una parte la sconfitta coi Tre Leoni infastidisce, dall'altro è resa più dolce dalle ampie prospettive di pedine dal sicuro futuro in nazionale come il piccolo Faraone e il nuovo attaccante della Roma Destro, che con grande disinvoltura e poco tremolio di gambe affrontano con personalità la loro prima partita in nazionale da titolari.
Sono i nuovi adepti a tracciare le linee future, sono i più giovani, anzi i giovanissimi. Lo dimostra lo straripante successo dell'Under 21 di Devis Mangia: 3-0 all'Olanda. Gli azzurini non aspettano gli Oranje, li aggrediscono, fioriscono già nel primo tempo con il duo Insigne-Immobile che rievoca i fasti del Pescara di Zeman con due reti di pregevole fattura. Chissà che il futuro non si racchiuda proprio in lui, nell'attaccante napoletano classe '91, rientrato ora al suo Napoli per conquistare sempre più spazio e, perché no, far dimenticare Lavezzi, o addirittura asprirare a realizzare un sogno che solo un altro argentino in passato riuscì a dipingere sul cielo del San Paolo...
di Matteo MARCEDDU

