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    Juve, ultima chiamata per Europa e attacco

    Juventus costretta a vincere. Sembra facile, riduttivo e scontato ma se pensiamo alla non proprio esaltante striscia dei bianconeri in Europa, con otto pareggi consecutivi, dal 16 settembre 2010 all'ultimo incontro contro lo Shaktar di una settimana fa, vittoria assume tutto d'un tratto una dimensione enorme, quasi irraggiungibile. E non pensiamo a pareggi contro regine del vecchio continente, contro corazzate invincibili. L'unico pari importante quanto una vittoria è infatti stato il doppio 1-1 contro il Manchester City di Roberto Mancini (e in questa stagione il bellissimo 2-2 contro il Chelsea). Le altre? Il Lech Poznan, il Salisburgo e lo Shaktar. Otto pareggi su otto partite giocate. Un bilancio da "retrocessione", o meglio da eliminazione e la Juventus contro il Nordsjaelland si gioca tutto. Sei punti in due partite o il rischio di concentrarsi sul campionato diventa alto, altissimo. E uno scenario simile sarebbe da etichettare come fallimento totale. La Juventus di Antonio Conte resta grande e  imbattibile solo in Italia.

    Ha ragione Marchisio quando afferma che in Europa "C'è meno tattica e si attacca di più". È vero, ma forse è proprio questo il motivo delle difficoltà bianconere. Come fa ad attaccare una squadre che proprio nell'attacco ha il suo tallone d'Achille? E così il Nordsjaelland diventa l'esame finale per gli attaccanti della Juventus. Vucinic ancora in forse, Matri titolare e a caccia di conferme dopo un avvio di stagione non certo esaltante. Manca la punta che spacca e che ti risolve le partite. Non è una novità, non siamo certo i primi a dirlo e non saremo sicuramente gli ultimi, ma a quanto pare manca ancora una soluzione. Ci saranno poi Quagliarella e Bendtener in panchina ma anche in questo caso di certezze nemmeno l'ombra. Difficile poter contare solo su un centrocampo, questo sì, all'altezza delle big. Mancano i gol, manca l'uomo d'area. I capocannonieri bianconeri sono infatti due centrocampisti: Vidal e Pirlo e anche la super sfida contro il Napoli è stato un difensore, Caceres, e un centrocampista, Pogba. Delle punte, lo ripetiamo, nemmeno l'ombra. E in un calcio totalmente diverso in campo europeo, non è certo un caso che ad oggi, l'eroe di Champions sia stato Fabio Quagliarella. La conferma che in Europa non si può certo risolvere le partite con le invenzioni "dalla distanza" dei centrocampisti.

    Juventus chiamata, come si dice quasi sempre in questi casi a "vincere e convincere". L'avversario, con tutto il rispetto per i danesi, non è certo il Barcellona anche se in molti, troppi in questi giorni stanno facendo di tutto per aumentare a dismisura, meriti e potenziale della cenerentola di Champions. Tanto possesso, talenti discreti in campo ma non scherziamo, il Nordsjaelland è squadra sicuramente alla portata. Se si entra in campo con timore o si mettono in dubbio la propria forza e le possibilità contro gli uomini di mister Hjulmand, meglio tornare in albergo, fare le valigie e tornare a fare i grandi in patria.

    Serve un successo. Anzi, un doppio successo. È passato troppo tempo dall'ultima vittoria. Era il 2010 e l'avversario si chiamava Sturm Graz. Autore del gol vittoria? Alex Del Piero. L'ennesima conferma dell'importanza di avere in squadra attaccanti o numeri dieci.

    di Andrea PRETE (twitter @andrea_prete)

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