
Miroslav Klose e Alexandre Pato. Il vecchio e il giovane, il centravanti eterno e l'eterna promessa, il campione che non si lascia piegare dal tempo che passa e il potenziale fuoriclasse dai muscoli fragili. Sabato sera all'Olimpico, nell'anticipo serale dell'ottava giornata di Serie A, saranno di scena Lazio e Milan. Klose e Pato sono i simboli delle due squadre: solidi e granitici i biancocelesti, esattamente come il suo condottiero tedesco, fragili e incostanti i rossoneri, che rispecchiano il delicato fisico del giovane brasiliano.
Klose fa gol da una vita, con la maglia dei club e con quella della sua Germania (è a una sola rete da Mueller, 67 a 68), Pato - invece - è (quasi) una vita che lo si aspetta far gol con continuità. Potenzialmente il brasiliano è forte come il tedesco, o forse anche di più, ma nel calcio - come nella vita - le potenzialità non sono tutto. Serve molto altro: fortuna, innanzitutto, ma anche comportamento da atleta, dentro e fuori dal campo, spirito di sacrificio e abnegazione durante gli allenamenti, impegno costante e atteggiamento propositivo nei confronti di allenatori e compagni di squadra. Perché non è solo dai tecnici che si può imparare qualcosa.
La forbice tra un buon giocatore e un campione è sottilissima. Klose, a 34 anni e dopo una carriera da supereroe in Germania con le maglie di Kaiserslautern, Werder Brema e Bayern Monaco, ha deciso di farci dono della sua classe da un anno a questa parte. La Lazio ha deciso di investire sul suo talento (a parametro zero) all'inizio della scorsa stagione: e tutti, a Formello, sono rimasti impressionati dal carisma di questo atleta dal carattere schivo e dalla professionalità infinita. Primo ad arrivare agli allenamenti, Klose è sempre l'ultimo ad andarsene. Non senza prima aver sistemato il campo insieme agli addetti, recuperando pallone e paletti, cinesini e ostacoli. Klose sa perfettamente come si fa a diventare campioni, lo è e lo resterà per sempre. Perché sa far gol, in qualunque modo, e per tante altre ragioni.
Pato a quel livello non ci è ancora arrivato, ma ha i numeri per riuscirci. Il fisico non lo aiuta, troppo delicato per i ritmi di questo calcio, troppo fragile per i muscoli esagerati che gli hanno impostato a Milanello. Arrivato al Milan nemmeno maggiorenne, il brasiliano ha modificato il suo corpo fino all'eccesso, si è sposato, ha divorziato e ha ritrovato l'amore con LadyB, la figlia del presidente Berlusconi. Il campo, però, lo ha visto davvero poco protagonista. Ha già superato le 50 reti in Serie A, ma i suoi continui stop per infortunio hanno fatto riflettere più di una volta la dirigenza del Milan. E' il giocatore su cui aggrapparsi per la rinascita dopo l'addio di Ibrahimovic? La realtà è che questo Milan non ha molte altre scelte. Klose, il granitico, è della Lazio.
di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)

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