
Ogni estate ha una canzone, un tormentone che si rispetti. Dentro un calciomercato che non esalta nessuno, dove i grandi colpi sono solo in uscita e con la più che mai reale prospettiva di ritrovarsi il 31 agosto con la sensazione di aver sognato per un'estate ed essere stati svegliati da una secchiata d'acqua ghiacciata alle 2 del pomeriggio, ci si affeziona alla canzonetta. Quella di quest'estate, almeno in ambito calcistico, fa il verso a un leitmotiv radiofonico di qualche anno fa. Sono "tre parole" infatti a rinfiammare la rivalità più accesa d'Italia già il 15 di luglio: "sono 30 scudetti".
Nemmeno il tempo di indossare la maglietta bianconera e Lucio, uno degli eroi interisti del Triplete 2010, se ne esce con una dichiarazione che lascia sbigottiti da una parte e dall'altra. Per il centrale brasiliano infatti, gli scudetti della Juventus, sono 30. Strano sentirlo dire. Quasi spiazzante. Lucio per l'Inter non è stato un giocatore qualunque. Con lui i campo i nerazzurri hanno vinto tutto: una Champions League, un mondiale per club, uno Scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana. Forse è anche per quello che risulta stonato, poco credibile e , probabilmente, fuori luogo.
Le parole del brasiliano infatti sono talmente spiazzanti da risultare poco credibili persino per l'ex compagno Cordoba, oggi team manager dei nerazzurri, che interpellato sulla vicenda se n'è uscito con un "quelle frasi non sono sue".
E, non c'è ombra di dubbio, quelle parole suonano strane anche per i tifosi juventini più attenti. Va bene sposare la causa, ma dietro questa improvvisa "juventinità", se così la possiamo definire, c'è tanto l'aria di una ripicca. Lucio e l'Inter sono una coppia che si è lasciata male: ancora due di affitto (pagato) insieme e all'improvviso scopri di essere diventato un peso. E allora ecco le valigie, i saluti affrettati, la sgommata in macchina, 200km, e sei già innamorato del peggior nemico del tuo ex partner? Sono le tempistiche a renderti poco credibile.
Sì perché se Lucio avesse veramente creduto ai 30 scudetti della Juventus, beh, allora, avrebbe fatto meglio a dirlo ai tifosi interisti quando era all'inter. Magari unendolo ai complimenti per i neo campioni d'Italia. Invece nulla, niente, il silenzio più totale. Insomma... strano no?
Anche perché fuori intanto, nel mondo reale, Juventus e Inter, continuano a stuzzicarsi. E dopo le scaramucce di mercato negli affari Giovinco, Verratti, Pazzini, Destro e chi più ne ha più ne metta; dopo l'autografo velenoso di Agnelli sulla pagina 5 maggio, ad alimentare la faida ci mancava solo l'ex dal dente avvelenato che ritira fuori il tormentone finito nel cassetto. La domanda è: "ma ce n'era davvero bisogno?"
Simone ETERNO (Twitter @Simon_Forever)
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