Nuova stagione, vecchie abitudini. Il Milan torna a fare i conti con il virus dei guai muscolari. L'infortunio rimediato da Riccardo Montolivo nella sfida di sabato sera contro il Bologna è il settimo infortunio stagionale, quarto muscolare dopo quelli occorsi a Robinho, Ambrosini e all'habitué Alexandre Pato. Il 78esimo infortunio stagionale della gestione Allegri. Un vero e proprio trend. Se questi numeri in costante crescita venissero tramutati in punti in classifica, allora sì che il Milan potrebbe tornare a sorridere... La vicenda inizia ad assumere contorni misteriosi. Il monito di Galliani "Questo è il problema del Milan. Lo sanno il preparatore atletico, l'allenatore, il medico sociale e la società. Vediamo come si può fare per risolverlo" non aiuta a sbrogliare la matassa. Urge davvero una sinergia all'interno della società, per invertire un trend destinato a incidere negativamente sui successi della società, la cui concreta possibilità è già stata minata da una campagna acquisti all'insegna del risparmio.
Ma si può parlare di errore umano, imputabile allo staff tecnico e/o allo staff medico? O di nefasta fatalità? Certo è che l'alibi delle cattive condizioni del terreno di gioco "amico" è caduto: l'erba mista (sintetico/naturale) è una garanzia in questo senso, impossibile da additare come una causa dei problemi muscolari. Se l'infortunio di Pato (il sedicesimo collezionato dal brasiliano) è ormai un caso a sé stante - da luminari della scienza -, a preoccupare sono quelli occorsi a Robinho e Montolivo, due giocatori che nelle ultime stagioni si sono distinti per integrità fisica e resistenza agli infortuni. Montolivo è arrivato a Milano proprio per rimpiazzare nello scacchiere di Allegri quell'Alberto Aquilani con il tallone d'Achille dei muscoli di cristallo.
Il rischio è che si diffonda nell'aria di Milanello una psicosi maligna, dettata dagli infortuni a catena: una sorta di stress che annebbi prima la mente poi - fatalmente - i muscoli. Impossibile dubitare di carichi di lavoro/programmi di allenamenti stabiliti da professionisti del settore, cementati nel corso di anni di sperimentazione. Con - l'inevitabile - ricambio generazionale avvenuto dopo l'addio dei senatori, la rosa è stata ringiovanita, ancor più con gli ultimi arrivi di Bojan e del "baby" Niang. Ora tale rosa andrà responsabilizzata e istruita a dovere nella gestione delle proprie energie fisiche e mentali.
di Paolo PEGORARO
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