ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Pallonate

    Manca il gioco: e non è solo un problema di condizione

    Di positivo c'è solo il risultato. Perché tutto il resto è da buttare, prestazioni di Destro, Insigne e Marchisio a parte. Servivano i tre punti, e tre punti tutto sommato sono arrivati, ma la Nazionale divertente e spensierata del primo biennio prandelliano non esiste più, e i segnali che arrivano dal primo doppio confronto in vista dei Mondiali brasiliani del 2014 sono tutt'altro che incoraggianti.

    SENZA PIRLO CI BLOCCHIAMO - Per analizzare i problemi dell'Italia non possiamo che partire da dove la nostra Nazionale crea gioco: lì, quindi, dove staziona il genio di Andrea Pirlo. Contro Malta, il regista della Juventus non è riuscito a tessere la sua tela perché pressato sistematicamente da Schembri, che nell'ipotetico schema maltese avrebbe dovuto agire da seconda punta, o da trequartista mascherato. In realtà marca a uomo Pirlo, limitandone le giocate, e privando la nostra Nazionale della sua fonte di gioco più naturale.

    TREQUARTISTA CERCASI - Sedotto durante l'Europeo dal 3-5-2 di Conte, Prandelli - che ha riproposto lo stesso schema contro la Bulgaria venerdì scorso - è tornato al "suo" 4-3-1-2 contro Malta. Il quadrilatero di centrocampo, che nel biennio di qualificazioni europee gli aveva dato tante soddisfazioni, non ha però funzionato secondo le aspettative. Il palleggio è stato poco fluido e - Marchisio a parte - tutti hanno sofferto. Anche perché Diamanti, ottimo giocatore ma evidentemente non all'altezza di ricoprire il ruolo di trequartista titolare della Nazionale, non ne becca una. Per carità, il fantasista del Bologna si impegna e lotta come un leone, ma per fare la differenza - in quella zona di campo - serve altro. Oppure serve provare altri. La domanda, a questo punto, è da porre in maniera di diversa, non come, ma chi. Chi ha le qualità e la personalità per ricoprire questo ruolo?

    PREPARAZIONE FISICA - Lo ha detto anche il nostro ct a fine partita: "A settembre è difficile essere brillanti, ma la nostra condizione crescerà e a ottobre saremo pronti". A ottobre affronteremo l'Armenia in trasferta, e - domani come oggi - non si potrà sbagliare. Perché l'avversario è sicuramente abbordabile e perché due punti per strada - in un girone che ci vede stra-favoriti - li abbiamo già persi. I carichi di lavori affrontati da tutti i giocatori si fanno sentire, nelle gambe e in alcuni casi anche nella testa. E quando il corpo non risponde ai segnali che manda un cervello annebbiato fare gioco diventa difficile. Detto questo, però, Malta era l'avversario giusto nel momento più azzeccato: poca qualità, poca attenzione alla tattica e giocatori con esperienza pari a zero: insomma, poco più di un allenamento, che avrebbe dovuto mettere benzina nelle gambe e fiducia nella testa. Anche se gambe e testa, a posteriori, abbiamo visto essere in evidente difficoltà.

    ESTERNI AL RIBASSO - Oltre a fiato corto, gambe imballate e problemi di natura tattica (Pirlo sistematicamente pressato, la maledizione del trequartista), c'è poi da annotare una preoccupante carenza a livello tecnico. Soprattutto nelle corsie esterne, dove siamo tutti a rimpiangere Abate e Balzaretti, come se i due giocatori appena citati fossero Maldini e lo Zambrotta del 2006. Cassani e Peluso (parzialmente riscattatosi con il gol) sono due buoni giocatori, ma che troviamo in Nazionale solo perché il periodo storico - in questo senso - non è dei più fortunati. Ma qui si può fare ben poco, se non annotare le magagne e sperare che, come è venuta su dall'Under 21 gente come Destro e Insigne, i nostri Azzurrini regalino qualche altro bel giovane da inserire a breve termine nella Nazionale maggiore.

    di Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)

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