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    Mercato ostaggio di Destro, non esageriamo

    Il calcio italiano è in declino. È ormai ufficiale e a confermare l'amara realtà delle cose non sono solo le cessioni illustri di due pezzi da novanta come Ibrahimovic e Thiago Silva. Lo shopping da parte degli sceicchi è da anni che esiste e oggi tocca all'Italia, domani toccherà forse alla Spagna. Sono cicli, si ripetono, a volte arrivano e girano a favore per poi rigirare a sfavore. I petrodollari non hanno pietà ma non sono loro a sancire la fine dei campionati. A dimostrare il drammatico calo di livello del calcio italiano sono due aspetti.

    Da una parte il disinteresse per i gioielli di casa. Parliamoci chiaro, Verratti e Borini sarebbero rimasti volentieri in Italia. Nessuno li ha visti, o peggio tutti hanno fatto finta di non vederli. Si pensava al trentenne Ibrahimovic in viaggio per Parigi per firmare un contratto da far impallidire (e vergognare) l'intero mondo politico transalpino. Si pensava al top player Thiago Silva già in partenza da quasi due stagioni. Nel frattempo Liverpool e sempre Psg con una telefonata si portavano via il futuro della Nazionale italiana. Alla faccia del progetto Prandelli. Il calcio italiano ha risposto così alla finale degli Azzurri a Kiev.

    Dall'altra parte, ed è il secondo aspetto, la tendenza a far diventare un ragazzo sicuramente dai piedi buoni ma ancora a "zeru tituli" in tutto e per tutto un fenomeno. Parliamo di Mattia Destro e di questo tormentone che sta stancando tutti, club inclusi. La domanda è una: può il calcio italiano restare ostaggio di Mattia Destro? La risposta è no. La realtà è purtroppo sì. È in questa vicenda che l'Italia dimostra il proprio calo. Destro non è Messi. O senza scomodare gli dei, non è nemmeno Pazzini. Nulla da dire sul ragazzo, grande promessa e protagonista comunque di una buonissima stagione a Siena. Stiamo esagerando. Mattia Destro è un ventenne di belle speranze che ha ancora tutto da dimostrare e non possono le big di Serie A farsi incatenare da lui e dai suoi agenti. Io comincerei a "morattizzarmi". Per il bene dell'Italia e del futuro del calcio italiano risponderei alla domanda su Mattia Destro con la risposta del presidente dell'Inter. "Destro non viene all'Inter? Sono disperato...". già, conviene prendere con un pizzico di ironia questa storia. Due big sono andati via ma non possiamo inventarci fenomeni per tappare i buchi. Forse, bastava accorgersi di un Borini o di un Verratti lo scorso dicembre. Sarebbe stata la migliore risposta e lo schiaffo più deciso alla "crisi" del calcio italiano.

    di Andrea PRETE (twitter @andrea_prete)

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