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    Il Milan apre ai giovani, chissà perché…

    L'addio in massa della vecchia guardia rossonera  ha di fatto segnato un'epoca, una chiusura di un ciclo. Difficile sostituire gente come Nesta, Gattuso, Seedorf o Inzaghi, non solo da un punto di vista calcistico ma anche sotto l'aspetto professionale e comportamentale. Il Milan quest'anno ha deluso le aspettative dei propri tifosi ai quali il club rossonero non può promettere grandi cose nemmeno per il prossimo anno, almeno stando alla situazione economica del club di via Turati. Niente nomi importanti, né tantomeno acquisti entusiasmanti dell'ultimo minuto bensì una nuova era di 'Cantera' rossonera.  

    LE CASSE PIANGONO - La situazione, cari tifosi milanisti, è che il Milan non può spendere. Sivlio Berlusconi in questi 26 anni di presidenza ( ha acquistato il club il 20 febbraio 1986) ha sborsato circa un miliardo di euro, cifra che in sostanza è servita per ripianare i bilanci. Questo era possibile perché il gruppo Fininvest e le sue controllate vivevano periodi d'oro ed erano sempre in crescita. Ora le cose sono cambiate. La società di proprietà della famiglia sta vivendo un momento delicato, la questione del risarcimento di 560 milioni di euro da versare alla Cir dell'ingegnere De Benedetti incide molto così come i bassi profitti dei primi tre mesi dell'anno di Mediaset il cui titolo è ai minimi in Borsa. Non è un mistero che si è cercato, e l'idea non è certo svanita, un partner straniero a cui cedere le quote della società, in sostanza un socio di minoranza. Si guarda ad oriente, a coloro che da qualche anno stanno investendo e comprando di fatto il calcio europeo, parliamo ovviamente degli Emiri arabi (in questo caso la compagnia aerea Emirates di Dubai) ma anche al mercato cinese sul quale il Milan ha sempre esercitato un certo fascino. Questa potrebbe essere l'unica soluzione per portare denaro nelle casse rossonere e permettere così degli investimenti atti a soddisfare le richieste dei tifosi che vorrebbero vedere la propria squadra ai vertici del calcio mondiale. Così purtroppo per loro non è da qualche anno e probabilmente continuerà a non esserlo. Il prossimo mercato potrà essere effettuato solamente dedicandosi ai calciatori a parametro zero o a fine contratto.

    IL MILAN SCOPRE LA 'CANTERA' - Qual è la soluzione alle difficoltà economiche? Un'idea saggia potrebbe essere quella di cominciare ad ammetterlo ai tifosi, cosa che non succede mai per ovvie ragioni, ripercussioni sugli abbonamenti e sugli introiti vari. Altrimenti si deve agire come sta facendo il Milan, nascondere questa grossa difficoltà facendo credere che si sta attuando una politica diversa, rivolta ai giovani. Premettiamo che questo dovrebbe essere la regola già da tempo ma in realtà è stata la crisi economico-finanziaria del nostro calcio a portare verso questa direzione. Adriano Galliani, amministratore delegato rossonero, in occasione del progetto Milan Junior, ha fatto intendere quale sarà la linea da seguire: "Non ci interessa allevare ragazzi per poi fare due lire rivendendoli, dobbiamo crescere calciatori per la nostra prima squadra". Tradotto, i soldi scarseggiano e dobbiamo ovviare in questa maniera, fare in sostanza di necessità virtù. Non è chiaramente possibile nei prossimi 3 mesi pescare nei vivai il nuovo Maldini, o i nuovi Gattuso o Inzaghi ma si tenta, con queste parole, di mascherare quello che invece appare chiaro. Il grosso risultato per il club di via Turati sarà quello di trattenere Thiago Silva e Ibrahimovic, gli unici due campioni rimasti e che sono corteggiatissimi dalle big. In particolar modo il difensore brasiliano che non è certo possa resistere al richiamo delle sirene blaugrana del Barcellona o a quelle inglesi del Manchester City. Certo, le nuove leve, come De Sciglio, acquistato a 10 anni dal Cimiano per 500 euro, o il portiere brasiliano Gabriel, che sarà tesserato luglio, sono l'esempio di un strada da percorrere e anche una realtà, ma con questi ragazzi non si vince. L'Arsenal e l'Ajax, sono modelli che hanno fatto da esempio per la crescita dei nuovi talenti negli anni ma sono realtà diverse sulle quali non grava la pressione che invece ha il Milan, costretto a vincere per tradizione e storia. In questi casi c'è anche da dire che l'ipocrisia regna sovrana. Tutti vogliono i giovani in campo ma quando poi gli stessi vengono impiegati, vedi il caso Luis Enrique a Roma, e i risultati non arrivano, cominciano le campagne di contestazione.

    di Alessandro LETTIERI (twitter: @alettieri1)

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