Breve premessa in questo pagellone non ci sarà alcun riferimento alla Juventus Campione d'Italia. Sull'impresa dei bianconeri trovate tantissimo materiale, gallery fotografiche e contributi. Qui ci concentriamo sul resto di questa giornata che ha riservato grandi emozioni e alcuni clamorosi flop.
10 all'Inter risorta in tutto il suo splendore proprio nel derby contro il Milan. Dimenticata la scoppola del Tardini i nerazzurri tirano fuori l'orgoglio, la grinta e si prendono il lusso di spegnere le speranze scudetto agli odiati cugini rossoneri. Come all'andata la parte del leone la fa Milito che segna tre reti, anche se mai come questa volta è stata tutta la squadra a giocare un ottimo calcio e a stritolare gli avversari. Un successo che premia il lavoro di Stramaccioni che si è giocato al meglio la sua chance ed ora, terzo posto o non terzo posto, merita di poter continuare la sua avventura sulla panchina dell'Inter.
9 agli applausi del pubblico al Via del Mare e al Piola. A meno di 20 giorni dai vergognosi fattacci di Marassi il tifo italiano spedisce due splendide cartoline di civiltà. L'ovazione che i tifosi del Novara hanno tributato alla loro squadra retrocessa in serie B e gli applausi scroscianti che il pubblico di Lecce ha riservato ai ragazzi di Cosmi dopo il ko contro la Fiorentina sono immagini che riconciliano con il calcio e fanno capire che anche in Italia si può sportivi.
8 all'Udinese vicinissima ai preliminari di Champions per il secondo anno consecutivo. Un miracolo nel quale era difficile credere alla vigilia di questa stagione quando la famiglia Pozzo aveva ceduto Sanchez e Zapata per sostituirli con Torje ed Elkstrand. L'ennesima impresa in salsa friulana invece è lì a un passo. Basterà vincere a Catania per festeggiare un terzo posto insperato ma, alla luce dei tanti passi falsi delle rivali per l'Europa, meritatissimo.
7 al Parma di Donadoni che non conosce più risultato al di fuori della vittoria. Con quello ottenuto a Siena i successi consecutivi dei Ducali sono arrivati a sei. Un ritmo che per qualche ora ha addirittura fatto sognare agli emiliani l'Europa. Se Ghirardi può sorridere e gongolare per l'exploit di Donadoni chi si sfrega le mani è anche Cesare Prandelli che a un mese dal via degli Europei si trova a poter contare un Giovinco in forma stellare: la Formica Atomica ha segnato 15 gol stagionali e quarto reti nelle ultime quattro giornate.
6 al Bologna che già salvo e senza stimoli si congeda dal Dall'Ara battendo il Napoli in corsa per il terzo posto. Chapeau ai rossoblù e a Pioli che ha compiuto un'impresa titanica e nel girone di ritorno ha conquistato meno punti solamente di Juventus e Milan. Anche sotto le due Torri hanno il loro Special One.
5 alla Roma di Luis Enrique che, con il terzo pareggio consecutivo nelle ultime tre gare, è fuori dall'Europa League per la prima volta da 15 anni a questa parte. Nonostante gli sprazzi di bel gioco, il progetto di Luis Enrique ha espresso più ombre che luci e sembra impossibile che il tecnico asturiano possa restare sulla panchina giallorossa nella prossima stagione. Villas Boas riuscirà a far fiorire il progetto Roma.
4 al Genoa. La Fiorentina fa un favore ai Grifoni espugnando il Via Del Mare ma il Grifo non ne approfitta perdendo partita e testa ad Udine. I fantasmi retrocessione continuano ad aleggiare sullasquadra del patron Preziosi che dovrà vivere altri sette giorni di passione.
3 come i gol incassati a Novara dal Cesena. Il peggior modo per chiudere un'annata disgraziata.
2 al Napoli. Va bene ha colpito tre legni e creato una miriade di occasioni da gol però una squadra che vuole tornare a riassaporare l'inebriante atmosfera dei mercoledì di Champions League non può fallire un occasione così ghiotta. A Bologna si doveva vincere, il Napoli non c'è riuscito ed ora il terzo posto torna ad essere una grossa incognita.
1 a Rizzoli. Dall'unico arbitro che rappresenterà l'Italia agli Europei di Polonia e Ucraina ti aspetteresti una direzione di gara impeccabile nel derby invece il fischietto bolognese ne commette di cotte e di crude. Cartellini a vanvera e soprattutto un rigore regalato a Boateng che non sta né in cielo e né in terra. Se queste sono le premesse: Auguri!
di Stefano Dolci (twitter @stefano_dolci)
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