ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Pallonate

    Il Pagellone della 7a giornata di Serie A

    Voto 10 a... all'uomo bionico Klose - Sono già cinque in sette partite. Non si ferma mai. Nonostante le 34 primavere, si conferma come uno dei centravanti più forti d'Europa. Un valore aggiunto per una Lazio quadrata, precisa, ben disposta in campo e col morale a mille grazie alla cura Petkovic. Klose è una macchina inarrestabile, impeccabile, affidabile e micidiale. Tedesca, appunto.

    Voto 9... al cuore dell'Inter - Uno dei derby più brutti degli ultimi anni. Una delle Inter più brutte della stagione, almeno per quanto riguarda il gioco. Ma le stracittadine sono partite uniche, speciali, ma soprattutto da giocare con un solo obiettivo: vincerle. Non importa come. Stramaccioni, però, torna a casa anche con diversi punti da appuntare nella sezione 'cose positive'.L'Inter, infatti, è riuscita a portare a casa tre punti nonostante la prolungata inferiorità numerica e contro un avversario ferito e arrabbiato. Merito dei cambi - azzeccatissimi - del giovane tecnico nerazzurro, di una difesa che ha concesso poco, ma soprattutto dall'incredibile mix di grinta, cuore, abnegazione e volontà di non mollare mai da parte di tutti gli uomini mandati in campo. Caratteristiche che non si provano in allenamento. L'Inter li ha ritrovati, un bel segnale per il prosieguo della stagione.

    Voto 8... al duello Juventus-Napoli - Le altre, obiettivamente, sono ancora uno (ma forse anche due o tre) gradini sotto. Inter e Lazio possono recuperare, così come Fiorentina e Roma (per il Milan è sicuramente più complicato), ma bianconeri e partenopei sono pronti a duellare tutto l'anno per il tricolore. A cominciare dal big match del 20 ottobre - post sosta - allo Juventus Stadium. La Juve ha comunque il merito di vincere una partita complicata, e giocata male, e nonostante la spia della riserva ben accesa. Il Napoli, invece, si esalta contro il coraggio e l'entusiasmo ritrovato di una buona Udinese. Non era semplice per entrambe. Ma quando vinci sfide così complicate, vuol dire che sei destinato a lottare fino alla fine per qualcosa di importante.

    Voto 7... al coraggio di Zeman - Il solito boemo. Prendere o lasciare. E' fatto così, incurante dei giudizi degli altri. Poi può piacere o no, ma sicuramente non gli si può imputare di non credere nel proprio lavoro. Silura senza pietà tre senatori nel delicatissimo match con l'Atalanta e nella settimana dopo le quattro sberle juventine. Burdisso, inadeguato tatticamente così come Osvaldo, si siedono per tutti i 90 minuti in panchina insieme a quel De Rossi che dopo il 'Caporetto' di Torino aveva osato mettere in discussione le idee del 'maestro'. Inammissibile, anche se ti chiami Capitan Futuro'. Se vinci sei un genio, se perdi un... vabbe', questa volta gli è andata più che bene.

    Voto 6... Corini, Pulga e Lopez: le bandiere non deludono mai - Il cuore vale più di tutto: di tattiche, giocatori e gesti tecnici. Le bandiere storiche riescono infatti a trasmettere una carica speciale a tutto l'ambiente, riportando entusiasmo e serenità in una squadra in crisi. Richiamato per risollevare il Chievo, Corini regala - con un po' di fortuna - un successo fondamentale ai clivensi.  Stesso destino per il duo Pulga-Lopez, capace di ritrovare i tre punti sul difficile campo del Torino dopo tre ko di fila. Entusiasmo al potere. L'importante sarà non perderlo durante la stagione.

    Voto 5... ai problemi in attacco della Viola - la Fiorentina continua ad esprimere il miglior calcio del nostro campionato, ma i limiti offensivi alla lunga rischiano seriamente di limitare la creatura di Montella. La Viola può tranquillamente spiccare il volo e ambire, senza problemi, alle zone altissime della classifica. Ma senza un bomber di razza i sogni di gloria rischiano obiettivamente di restare ben sigillati nei cassetti dei Della Valle. Ljajic leggerino, Toni immobile ed El Hamdaoui oggetto misterioso: a gennaio serve ben altro.

    Voto 4... alle difese di Pescara, Atalanta e Parma - 14, 11 e 10. Rispettivamente i gol incassati in queste prime 7 giornate dalle tre squadre. Dopo il pareggio a Bologna e le vittorie con Palermo e Cagliari, la giovane squadra di Stroppa viene schiantata dall'esperienza di una Lazio cinica  e spietata. In difesa, però, sembra ancora di vedere il lavoro di Zeman. Buchi ovunque, come quelli che sono stati avvistati nell'ultima settimana nell'area di Consigli: 5 gol dal Toro, due (ma potevano essere di più) con la Roma. Non va meglio al Parma di Donadoni, trafitto come burro dalle frecce infuocate di Maran. Retroguardie da registrare al più presto.

    Voto 3... alla 'fesseria' di Nagatomo - con un giallo già sul groppone, non può permettersi una simile ingenuità pochi minuti dopo l'intervallo. In un derby. Un peccato gravissimo che, per sua fortuna e dell'Inter, viene cancellata dai tre punti.

    Voto 2... alle scuse di Allegri - arriva allo stadio nervosissimo, scende in campo ed esplode di rabbia dopo soli pochi minuti, e infine si presenta ai microfoni dei giornalisti come se avesse subito uno degli scippi più clamorosi della storia del calcio. Valeri ha sbagliato, vero, e qualche recriminazione da parte del club rossonero è più che legittimo. E' assurdo, però, che l'allenatore toscano invece di rispondere alle domande incalzanti su tattica, sterilità offensiva, scelte di uomini, tipologia di cambi e sul disastroso momento della squadra, cambi sempre discorso prendendosela con Valeri. Alle corde.

    Voto 1... alla papera di Romero - quello del portiere, non lo scopriamo certo oggi, è il ruolo più difficile di tutti. L'estremo difensore argentino si era ben comportato nelle prime sei giornate di campionato, difendendo la porta di una delle rivelazioni di questo inizio stagione. L'erroraccio col Chievo non solo gli costa una nomination tra le peggiori papere dell'anno, ma condanna il Doria a un ko più che evitabile.

    Voto 0... al cattivo gusto dei cori anti-Cassano - Non entriamo nel merito sull'uomo, sui comportamenti, sulle scelte e sulle motivazioni. Cassano è Cassano. Il Milan ha deciso di lasciarlo andare senza troppi rimpianti, e lui non ha fatto nulla per nascondere il proprio malcontento una volta sbarcato ad Appiano Gentile. In effetti, il divorzio dal Diavolo ha proprio il sapore di un tradimento bello e buono. La parola 'ingrato' è stata quella più usata dai tifosi rossoneri nella serata di ieri ogni volta che gli si chiedeva del Pibe di Bari Vecchi. Non l'hanno presa bene. Anzi. I cori sulla salute di un ragazzo di soli 30 anni che ha rischiato di morire, però, sono obiettivamente di cattivo gusto. Sulla salute non si scherza, mai. Soprattutto quando si parla di calcio. Che, non dimentichiamolo mai, è solo un gioco. La vita è ben altro...

    di Alessandro BRUNETTI (Twitter @AleBrunetti6)

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