Si chiude il girone d'andata e tornano a ruggire i grandi vecchi del nostro calcio. Totti, Ibrahimovic, Milito e la Juventus campione d'inverno. Ecco il pagellone del giro di boa.
Voto 10 a JUVE, IBRA, MILITO e TOTTI: li mettiamo tutti sullo stesso piano, perché fare delle preferenze sarebbe impossibile. Da un lato la Juventus campione d'inverno che ha sbancato l'Atleti Azzurri d'Italia con l'ennesima prova corale (esaltata dal ritorno del "vero" Pirlo, ma anche dagli ingressi di Marrone e Giaccherini). Dall'altro i tre singoli che tengono in alto Milan, Inter e Roma. Ibrahimovic che si conferma capocannoniere salendo a quota 14 gol (soltanto lui poteva inventarsi il 3-0 di Novara), Milito che a una settimana dalla rete decisiva nel derby ne segna un'altra altrettanto importante con la Lazio (e sono 8 in tutto, 5 nelle ultime 4 per un totale di 7 vittorie di fila dell'Inter) e ovviamente Totti che con la doppietta al Cesena sale a quota 211 gol con la stessa maglia superando il record di Nordahl. Tre singoli che esaltano l'operato di tecnici che a volte sbagliano qualche mossa (Allegri e Luis Enrique) o di squadre che non convincono dal punto di vista del gioco (Inter). E una squadra che ha sbagliato poco e nulla, chiudendo imbattuta il girone d'andata con incalcolabile merito di Antonio Conte: la Juventus.
Voto 9 al miracolo UDINESE: tutti in piedi per Guidolin e Di Natale, mente e braccio nel trionfale girone d'andata dei friulani, capaci di continuare quanto di buono fatto nel ritorno della stagione passata al netto delle uscite di Zapata, Inler e Sanchez. Per l'Udinese è record di punti dopo 19 giornate (39). E, questa volta, è legittimo anche qualche rimpianto, considerando qualche punto di troppo perso in trasferte non impossibili come Parma e Genoa.
Voto 8 alla sensibilità della FIORENTINA (ma 4 al match del Sant'Elia): la sfida di Cagliari è iniziata con trenta minuti di ritardo per la protesta dei lavoratori dell'Alcoa a rischio licenziamento. Ma se il sostegno agli 800 addetti è stato condiviso da tutto il mondo del calcio, ha colpito la sensibilità dimostrata da tutta la Fiorentina, il cui ritardo nell'arrivo allo stadio ha causato lo slittamento del match. "Sono anche io un padre di famiglia e capisco il loro dramma", ha dichiarato Delio Rossi. Chapeau. Peccato che poi ci sia anche il campo e il peggior girone d'andata della gestione Della Valle. Ma, questa, è un'altra (triste) storia.
Voto 7 ad Alberto PALOSCHI e al carattere del LECCE: finalmente Mimmo Di Carlo si decide a lanciare il giovane attaccante scuola Milan e viene ripagato con due reti da centravanti vero nei primi 24'. Peccato che il Chievo non avesse fatto i conti con il carattere dei salentini di Serse Cosmi, che sembrano aver imparato a reagire dal loro nuovo tecnico. Occhio, però, Di Carlo. Con il Parma e la Sampdoria rimonte del genere furono il primo campanello d'allarme prima del baratro...
Voto 6 a Emanuele CALAIO': torna al gol contro il Napoli ma si ricorda del vecchio amore e non esulta. Un bel gesto, davvero. Almeno quanto la prestazione del suo Siena.
Voto 5 a Massimiliano ALLEGRI: siamo sicuri che El Shaarawy meritasse di fare tutta questa panchina? Siamo sicuri che Emanuelson sia davvero un trequartista? Le domande che tutti si ponevano prima di Novara-Milan hanno avuto pronta risposta sul campo, dando nettamente torto al tecnico rossonero. Che, quanto meno, si dimostra fortunato. Nonostante un filotto di scelte sbagliate è a -1. Ma adesso sveglia.
Voto 4 allo 0-0 di BOLOGNA-PARMA: terzo derby emiliano di fila che termina con questo risultato. Una partita talmente noiosa da far pensare che non ci sia poi tutta questa rivalità tra le due formazioni. Stesso voto per Sebastian Giovinco. È stata peggio la sua prestazione o la simulazione tentata nella ripresa?
Voto 3 a chi darà certa la conferma di MUTTI: il 5-3 del Palermo sul Genoa non illuda. I mali dei rosanero sono ancora tutti presenti. E nessuno è autorizzato a dare per scontata la conferma del terzo tecnico stagionale del Palermo. Con certi equilibri, i siciliani non possono sperare di incontrare sempre il Genoa di turno. Qualche squadra che sa ancora difendersi c'è in giro. Attenzione.
Voto 2 alla scenetta del cambio di REJA: cose del genere non si vedono nemmeno al campetto dietro casa, figurarsi a San Siro. Nel 2-1 di Inter-Lazio, l'unica cosa più brutta del gioco nerazzurro è il "qui pro quo" del 66', quando Reja non si capisce con il team manager Manzini ed effettua senza volerlo la sostituzione di Gonzalez con Konko. Il tutto chiuso da un generoso insulto al proprio collaboratore. Da due che calcano i campi da calcio da più di 30 anni nessuno se lo sarebbe aspettato.
Voto 1 alle difese di CESENA e GENOA: ma siamo sicuri che gente come Antonioli, Rodriguez, Von Bergen, ma anche Moretti e Granqvist valga davvero la Serie A? Il voto, dopo i cinque gol incassati da Cesena e Genoa rispettivamente contro Roma e Palermo, va però soprattutto a due presidenti come Campedelli e Preziosi. Che si divertono a comprare trequartisti e attaccanti, dimenticandosi per strada difensori decenti.
Voto 0 a Walter MAZZARRI: peggio del pareggio di Siena ci sono soltanto la partita del suo Napoli prima del ritorno in campo di Lavezzi e le sue dichiarazioni nel post-gara. Ma come si fa a dichiarare che il settimo posto è in linea con le ambizioni del club? Che per monte ingaggi quello è il piazzamento giusto? Siamo seri... E, piuttosto, impari ad affrontare adeguatamente le piccole di turno, risolvendo quella contraddizione in termini che vede il Napoli fare grandi match con le grandi e brutte partite con squadre da zona retrocessione. Altrimenti c'è il rischio che più che il rinnovo, a fine anno De Laurentiis gli presenti il conto. Anche perché il suo, di stipendio, non è certo così basso in classifica.
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